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	<title>Serie Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>L&#8217;estate dei segreti perduti</title>
		<link>https://www.borderliber.it/estate-dei-segreti-perduti-recensione-falzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 22:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Estate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina di “L&#8217;estate dei segreti perduti” “L&#8217;estate dei segreti perduti” è una serie tra romance e mystery basata sul romanzo di Emily Lockhart. Il mistero domina l’intreccio, ma sotto la superficie si agitano temi importanti: le dinamiche familiari tossiche, il razzismo silenzioso, la pressione del conformismo. Da sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina di “L&#8217;estate dei segreti perduti”</strong></p>
<p><strong>“L&#8217;estate dei segreti perduti”</strong> è una serie tra romance e mystery basata sul romanzo di Emily Lockhart. Il mistero domina l’intreccio, ma sotto la superficie si agitano temi importanti: le dinamiche familiari tossiche, il razzismo silenzioso, la pressione del conformismo.</p>
<p>Da sempre passate le estati a Beechwood, isola privata della dinastia Sinclair in cui trascorrere insieme i mesi più caldi dell’anno, per Cadence tutto è cambiato dopo un terribile incidente che l’ha vista svestita e incosciente sulla scogliera in riva al mare. La ragazza non ricorda nulla: né cosa è successo, né perché si trovava lì. E nessuno vuole dirle cosa è accaduto.</p>
<p>Né la madre, una vera Sinclair tutta d’un pezzo, impenetrabile e dalla postura sempre ritta. Né tanto meno i “Bugiardi”, ovvero i cugini con cui Cadence ha condiviso ogni singola estate della sua vita, insieme anche a Gat, l’outsider del gruppo, giovane che nei Sinclair non è entrato per ordine di sangue, rimasto per questo sempre escluso dai favori e i modi di fare del patriarca Harris. Anche questa è, infatti, una ragione per cui i suoi sentimenti per Cady sono rimasti celati anno dopo anno, fino alla sedicesima estate a Beechwood Island, in cui tutto è pronto a trasformarsi, più di quanto i giovani possono anche solo immaginare.</p>
<p><strong>“L’estate dei segreti perduti”</strong> è un viaggio molto intenso nella psiche della protagonista e, di riflesso, in quella degli spettatori, che si riconoscono nelle emozioni, nelle delusioni, nelle frustrazioni di Cadence.</p>
<p>La serie è affascinante, suggestiva, merito anche delle bellissime location situate tra Chester, Dartmouth e la Nuova Scozia canadese e fa largo uso dei flashback per ricostruire quanto avvenuto e riempire l’amnesia di Cady. E a tal proposito vale la pena usare una frase abusata ma in questo caso calzante: nulla è come sembra.</p>
<p>C’è un sottotesto intrigante e più profondo che fa da tappeto allo show in otto puntate, una vera e propria lotta di classe che parte intestina dalla famiglia a cui si fa riferimento e che riflette sul concetto o meno di appartenenza. Cresciuti nel lusso e costretti tutti a mantenere una facciata, ai Sinclair non è concesso di piegarsi al mondo esterno o di mostrarsi mai imperfetti, scoraggiati, deboli. Sono caratterizzati dai capelli biondi, dall’essere una famiglia numerosa e dall’attenzione quasi ossessiva per le apparenze: tra di loro infatti è proibito, o quantomeno sconsigliato parlare di divorzio o malattia mentale.</p>
<p>Ciò che analizza il racconto è il lusso e il privilegio dell’Upper Class americana, partendo proprio dal punto di vista degli outsider come Gat ed Ed. Una classe sociale che si rifugia nelle magioni private, quasi come se ciò potesse esonerarli da qualsiasi responsabilità. Cadence, Mirren, Johnny e Gat crescono insieme, estate dopo estate, senza curarsi delle differenze culturali e sociali tra loro, uniti come non mai sotto il nome di Liars, i bugiardi, come le loro mamme – ovvero le eredi della fortuna Sinclair, tutte donne – li hanno sempre chiamati in virtù dei loro scherzi goliardici.</p>
<p>Il tema dell’amnesia di Cady è centrale: rappresenta non solo il trauma rimosso, ma anche l’intero meccanismo della famiglia Sinclair, dove tutto viene nascosto sotto il tappeto, dove il decoro vale più della verità. La serie con grande coraggio ci dice che crescere significa ricordare, anche quando questo fa male.</p>
<p><strong>“L’estate dei segreti perduti&#8221;</strong> è più di un semplice <em>teen drama</em> estivo. Nonostante parta con i toni leggeri dell’estate, si rivela presto un racconto malinconico e inquieto, che scava nelle ferite della memoria e delle relazioni familiari. Non sarà una serie rivoluzionaria, ma riesce a distinguersi nel panorama del genere grazie a una narrazione solida, un mistero ben costruito e un cast convincente.</p>
<p>Il finale è un vero pugno nello stomaco, merito di una narrazione capace di ingannare e dunque sorprendere. È una riflessione dolorosa e luminosa su cosa siamo disposti a sacrificare pur di mantenere un’illusione, su quanto sia difficile diventare adulti in un mondo che ha insegnato a mentire.</p>
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		<title>Baby Reindeer: trauma, introspezione e domande senza risposte</title>
		<link>https://www.borderliber.it/baby-reindeer-falzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 03:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Martha]]></category>
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		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Letizia Falzone. In foto la locandina di &#8220;Baby Reindeer&#8221; presa dal web Baby Reindeer, la miniserie Netflix, ha conquistato il pubblico con la sua trama cruda e toccante, scatenando un acceso dibattito sul tema del trauma e delle sue conseguenze. Scritta, interpretata e ideata da Richard Gadd, è la storia di Donny, un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Letizia Falzone. In foto la locandina di &#8220;Baby Reindeer&#8221; presa dal web</strong></p>
<p>Baby Reindeer, la miniserie <strong>Netflix</strong>, ha conquistato il pubblico con la sua trama cruda e toccante, scatenando un acceso dibattito sul tema del trauma e delle sue conseguenze.</p>
<p>Scritta, interpretata e ideata da <strong>Richard Gadd</strong>, è la storia di <strong>Donny</strong>, un barista e aspirante comico. La sua vita cambia drasticamente il giorno in cui nel bar dove lavora arriva <strong>Martha</strong>, una ragazza all’apparenza normale che si invaghisce di lui, arrivando a mandargli numerose<strong> mail</strong> al giorno, e convinta di essere in una relazione con lui. Da quel momento <strong>Donny</strong> diventa vittima di <strong>stalking</strong> da parte della donna e nulla per lui sarà più come prima. La particolarità di questa serie? Tutto è accaduto per davvero; infatti, la storia raccontata è proprio quella della vita di <strong>Richard Gadd</strong>, perseguitato per quattro anni da una donna che lo chiamava <strong>“Baby Reindeer”, </strong>ossia Piccola renna.</p>
<p>La serie ci porta nella vita di <strong>Donny Dunn</strong>, un uomo segnato da un’esperienza traumatica che ha condizionato la sua identità, il suo orientamento sessuale, le sue relazioni e le sue scelte di vita. Lo vediamo alle prese con i fantasmi del passato, intrappolato in una spirale di dolore e rabbia che lo porta a compiere scelte impulsive e autodistruttive.</p>
<p><strong>Baby Reindeer</strong> esplora la complessa relazione tra vittima e carnefice. Del carnefice, in questo caso <strong>Martha la stalker</strong>, vediamo anche la parte più vulnerabile, quella che convince la giovane che quello che sta facendo sia giusto (quando chiaramente non lo è). Tratti notati non solo dallo spettatore, ma anche dalla vittima della storia, ovvero <strong>Donny</strong>, che prova compassione nei suoi confronti, nonostante tutto.</p>
<p>Questa relazione mostra come il trauma subito possa portare la persona ad assumere a sua volta atteggiamenti di sopraffazione. <strong>Donny</strong>, infatti, si ritrova invischiato in relazioni tossiche e subisce ulteriori abusi, incapace di spezzare il ciclo di violenza. Questo riporta alla luce il concetto di <strong>pluri-vittimizzazione</strong>, la tendenza di chi ha subito un trauma ad accumularne altri nel corso della vita.</p>
<p>In soli 7 episodi, <strong>Baby Reindeer</strong> offre spunti di riflessione profondi. L’esperienza di <strong>Donny</strong>, specchio di quella di <strong>Richard Gadd</strong>, diventa un invito all’introspezione. Guardando la serie, possiamo specchiarci nelle sue emozioni e provare a comprendere come i traumi del passato influenzino il nostro presente. Una narrazione incredibilmente forte ed ansiogena. Lo diventa ancor di più quando si capisce che è basata su 41.071 mail, 744 tweet, 46 messaggi Facebook, 106 pagine di lettere e 350 ore di messaggi vocali, che la donna ha davvero mandato al comico.</p>
<p>Ma Baby <strong>Reindeer</strong> non offre risposte facili. La rabbia e le conseguenze del trauma non scompaiono con la semplice presa di coscienza. Il percorso di guarigione è complesso e richiede tempo e impegno. La serie ci lascia con un’immagine di <strong>Donny</strong> seduto al bancone, dove tutto è iniziato, a simboleggiare la persistenza del trauma e la fragilità della condizione umana.</p>
<p><strong>Baby Reindeer</strong> è un’opera che scuote e fa riflettere. Non è una storia consolatoria, ma un pugno allo stomaco che ci spinge ad affrontare questioni scomode e ad interrogarci sulla natura del trauma e sulle sue conseguenze. È l’esempio perfetto di serie sullo stalking atipica, perché utilizza e analizza tematiche importanti in maniera differente rispetto ad altre dello stesso genere.</p>
<p>La vittima è imperfetta, il carnefice è insicuro, il dolore è allo stesso tempo necessario per trovare il coraggio di parlare e farsi sentire. <strong>Richard Gadd</strong> non è alla ricerca di compassione e non attua la spettacolarizzazione del suo dolore, bensì se ne libera definitivamente. Una serie dal potere attrattivo elevato che deve essere assolutamente vista, ma soprattutto compresa, non tramite manie di protagonismo dello spettatore, ma tramite l‘immedesimazione.</p>
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		<title>Il problema dei tre corpi. Un mistero che stuzzica la fantascienza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/corpi-serie-falzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 00:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Alieni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina della serie &#8220;Il problema dei tre corpi&#8221; Il Problema dei tre corpi è un enigma fisico che appassiona matematici, fisici e astronomi da secoli. E dice che non si può prevedere con accuratezza il moto di tre corpi (celesti) in relazione tra di loro e l’evoluzione del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina della serie &#8220;Il problema dei tre corpi&#8221;</strong></p>
<p>Il Problema dei tre corpi è un enigma fisico che appassiona matematici, fisici e astronomi da secoli. E dice che non si può prevedere con accuratezza il moto di tre corpi (celesti) in relazione tra di loro e l’evoluzione del sistema che costituiscono, partendo dalla meccanica classica (cioè dalle leggi del moto formulate da <strong>Isaac Newton</strong>). Mentre possiamo calcolare, per esempio, l’orbita della <strong>Terra attorno al Sole</strong>, se avessimo un sistema formato da tre Terre non potremmo stabilire il loro comportamento. Possiamo calcolare le loro orbite solo per approssimazione.</p>
<p>Ed è proprio da uno degli enigmi più difficili e affascinanti della fisica che prende vita la nuova serie <strong>sci-fi di Netflix</strong> tratta dall’omonima trilogia di <strong>Liu Cixin</strong>, che ha conquistato il pubblico con la sua trama complessa e affascinante, ricca di spunti di riflessione su scienza, filosofia, umanità e sovrannaturale.</p>
<p>La trama della serie segue le vicende di <strong>Ye Wenjie</strong>, un’astrofisica cinese che viene perseguitata durante la <strong>Rivoluzione Culturale</strong>. Addolorata per la perdita del padre e disillusa sul futuro dell’umanità, esiliata per motivi politici in <strong>Mongolia</strong>, nel campo di lavoro in cui viene inviata, incontra un’organizzazione segreta che sta studiando un segnale alieno proveniente da un sistema stellare a tre stelle.</p>
<p>Il segnale alieno contiene un messaggio che avverte l’umanità di un’imminente invasione da parte di una civiltà aliena. I <strong>San-Ti</strong>, che significa “tre corpi” in mandarino, come vengono chiamati gli alieni, provengono da un pianeta che è in orbita attorno a tre soli e sono costantemente minacciati da un caos gravitazionale. Per sopravvivere, i <strong>San-Ti</strong> stanno progettando di invadere la <strong>Terra</strong> e prendere il controllo del suo pianeta stabile. Questi extraterrestri sono bellicosi, ma lei li invita a invadere la Terra.<strong> Solo che ci metteranno ad arrivare 450 anni.</strong></p>
<p>La decisione presa da <strong>Ye Wenjie</strong> riecheggia nel tempo, fino a raggiungere un gruppo di scienziati nel presente. Quando le leggi della natura si sgretolano, cinque brillanti studiosi di <strong>Oxford</strong> si uniscono a un detective anticonformista per affrontare la più grande minaccia nella storia dell’umanità: <strong>l’invasione di una civiltà aliena</strong> che, tra 400 anni, giungerà sulla Terra per impossessarsene.</p>
<p>È la serie del momento che sta ossessionando tutti al punto da entrare nelle nostre vite come accaduto con l’<strong>hackeraggio dei monitor</strong> delle stazioni di Roma e Milano dove è apparsa, all’improvviso, la celebre frase: “Siete insetti”, proprio come accade nella serie. Ma dopo avere visto interamente <strong>Il problema dei tre corpi</strong>, possiamo dire con certezza che si tratti di un capolavoro? E perché siamo tutti ipnotizzati da questa serie tv?</p>
<p><strong>Il problema dei tre corpi</strong> ci catapulta in un futuro terribile quanto plausibile, in cui l’umanità si trova ad affrontare un nemico inaspettato e invincibile. La serie ci fa mettere in discussione tutte le nostre certezze, esplorando temi come il ruolo della scienza e della religione, i limiti della psiche umana, la devastazione delle guerre e l’ineluttabilità della morte.</p>
<p>La trama della serie è avvincente e ricca di suspense, con continui colpi di scena che tengono lo spettatore incollato. La narrazione si sviluppa su più piani temporali, intrecciando storie e personaggi diversi in un mosaico complesso e affascinante. <strong>Il problema dei tre corpi</strong> si distingue per la sua fantascienza “dura” e realistica, lontana dai <strong>cliché</strong> del genere. La serie ci presenta una visione del futuro inquietante ma possibile, in cui la tecnologia assume un ruolo fondamentale e le leggi della fisica sono messe alla prova.</p>
<h3>Perché il problema dei tre corpi ci ossessiona?</h3>
<p>La trama intricata e avvincente ci tiene con il fiato sospeso fino all’ultima puntata. Le atmosfere cupe e suggestive creano un senso di inquietudine e di suspense che ci cattura e ci intriga. I personaggi complessi e ben sviluppati ci permettono di immedesimarci nella storia e di vivere le loro emozioni.</p>
<p>In definitiva, <strong>Il problema dei tre corpi</strong> è un’opera di grande valore che ha il merito di farci riflettere, emozionare e appassionare. Il <strong>climax</strong> ascendente delle puntate conclusive poi parla un po’ da sé, <strong>un mix sensazionale di attesa snervante</strong>, nervi a fior di pelle, l’immancabile <strong>non capire più cosa sia reale o no</strong> e la sensazione incombente di<strong> un’apocalisse</strong> che non può essere evitata o che magari non vuole essere evitata.</p>
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		<title>Ludovica. Noir atipico. Sesta parte</title>
		<link>https://www.borderliber.it/conaci-ludovica-sesta-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 01:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Ludovica]]></category>
		<category><![CDATA[Noir]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di Salvatore Conaci I vetri si appannavano lentamente ma senza indugio. Sono riuscito a vedere la pineta deserta, oscura, e noi due nel cuore di quella oscurità. Insieme. Sono riuscito a visualizzarla, quella nostra nuotata in un mare di guai. E poi si è alzato un vento della malora. Un vento improvviso, violento, di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Salvatore Conaci</strong></em></p>
<p>I vetri si appannavano lentamente ma senza indugio. Sono riuscito a vedere la pineta deserta, oscura, e noi due nel cuore di quella oscurità. Insieme. Sono riuscito a visualizzarla, quella nostra nuotata in un mare di guai. E poi si è alzato un vento della malora. Un vento improvviso, violento, di quelli che a fine estate si portano via i sospiri della gente che abita sul mare. Foglie e aghi di pino hanno preso a colpire l’auto.</p>
<p>Le lamiere ticchettanti mi hanno riportato alla mente l’estate del duemilatré. Faceva un caldo mai visto prima. Avevo appena chiuso la mia breve carriera in un’unità speciale dell’esercito; muovevo i primi passi nel mondo dell’investigazione privata. Avevo accettato il caso di una bambina di sei anni scomparsa da quindici giorni. I suoi genitori mi avevano chiamato disperati. Abbiamo bisogno di lei, mi avevano detto, la polizia non ci sta capendo niente, e neanche ci ascolta quando proviamo a suggerire i nostri sospetti. Io li avevo ascoltati, quei loro dubbi, quei loro sospetti: mi avevano portato nei pressi della zona industriale di Torino, in una macchia a ridosso di una pozzanghera melmosa che qualche residente addirittura chiamava il lago.</p>
<p>La bambina era stata presa da uno psicopatico figlio di troia che all’apparenza era un loro normale vicino di casa, ma che la teneva legata e imbavagliata in una baracca tra gli alberi. Usciva solo di notte, per portarle da mangiare; poi le rimetteva il bavaglio e rientrava in città, il verme. Una notte l’avevo intercettato e seguito fino al boschetto.</p>
<p>Quando lo stronzo aveva visto la mia auto avvicinarsi alla baracca, aveva iniziato a spararmi addosso. Avrei dovuto fare inversione e cercare il supporto delle forze dell’ordine, ma percepivo di aver passato un limite troppo pericoloso: il rapitore era armato e aveva percepito la minaccia. Finché sparava alla mia auto, avevo la certezza che non se la prendesse con la bambina. Non c’era altra via che agire, e lo avevo fatto. Ma questa è un’altra storia, maledizione. Ora non c’era alcun matto armato. Ora il vento scagliava sulla mia auto cellule morte di sottobosco, e io ero intrappolato tra la necessità di scappare da Ludovica e il desiderio bruciante di farla mia per sempre.</p>
<p>«Allora? Cosa può accaderci, se sono io a implorarti di restare?», ha insistito.<br />
«Diavolo, non so che risponderti. Nulla, non accade nulla se siamo dalla stessa parte; ma non credere che sarà facile. Non avremo un cane, dalla nostra parte. La tua famiglia farà di tutto per opporsi. Sarà un macello, Ludovica. Un macello. E poi c’è questa storia dei crediti scolastici. Ti complicherò la vita, quando invece potresti viverti il tuo ultimo anno di liceo in serenità, libera di scegliere se stare sola o accogliere nella tua vita una persona della tua età, con gli stessi obiettivi, gli stessi percorsi.»<br />
«Stai elencando solo i problemi. Innanzitutto non conosci la mia famiglia: non getterebbero i coriandoli al nostro passaggio, forse, ma non si spingerebbero mai a farci la guerra. Inoltre posso decidere da sola cos’è una complicazione per la mia vita, e posso decidere da sola cosa voglio. Non voglio un mio coetaneo, voglio qualcuno che mi piaccia, che mi stimoli, che mi faccia felice. E quel qualcuno sei tu. Più ripenso al nostro incontro, più vedo elementi che si sono accavallati e sommati per spingerci l’una verso l’altro. C’è più di un motivo, se ci siamo incontrati. Più di uno.»<br />
«Parlamene.»<br />
«Quando sarà il momento. Rivediamoci domani, Patrizio. Domani, e poi dopodomani, e poi ancora. Resta con me, e troverò il momento per parlartene.»</p>
<p>Non ho avuto la forza di scappare da lei. Ci siamo scambiati i numeri, li abbiamo salvati con le nostre iniziali e con la promessa di rivederci il giorno dopo. Se n’è andata che fuori era buio pesto, e il vento la percuoteva come se fosse una cazzo di cosa personale.</p>
<p><strong>Leggi anche:<br />
</strong><a href="https://www.borderliber.it/ludovica-noir-racconto/">Prima parte di Ludovica</a><br />
<a href="https://www.borderliber.it/ludovica-noir-atipico-seconda-parte/">Seconda parte di Ludovica</a><br />
<a href="https://www.borderliber.it/ludovica-conaci-terza-parte/">Terza parte di Ludovica</a><br />
<a href="https://www.borderliber.it/ludovica-conaci-quarta-parte/">Quarta parte di Ludovica</a><br />
<a href="https://www.borderliber.it/ludovica-conaci-parte-cinque/">Quinta parte di Ludovica</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/conaci-ludovica-sesta-parte/">Ludovica. Noir atipico. Sesta parte</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Ascolta i fiori dimenticati</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ascolta-i-fiori-dimenticati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 01:12:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Letizia Falzone. In copertina la locandina di &#8220;Ascolta i fiori dimenticati&#8221; presa dal web «Ogni giorno è un’occasione per ricominciare». Ogni fiore ha un significato. Alcuni sono più conosciuti, come le rose rosse per rappresentare l’amore e la passione; altri sono nascosti, come se fossero parole di una lingua segreta, nota solo a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ascolta-i-fiori-dimenticati/">Ascolta i fiori dimenticati</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Letizia Falzone. In copertina la locandina di &#8220;Ascolta i fiori dimenticati&#8221; presa dal web</strong></p>
<p>«Ogni giorno è un’occasione per ricominciare». Ogni fiore ha un significato. Alcuni sono più conosciuti, come le rose rosse per rappresentare l’amore e la passione; altri sono nascosti, come se fossero parole di una lingua segreta, nota solo a pochi eletti.</p>
<p>I fiori che adornano il giardino di June Hart sono un porto sicuro, ma anche custodi di segreti capaci di cambiare per sempre delle intere esistenze.</p>
<p><strong>Ecco una serie tutta al femminile che trasporta in una storia emotivamente coinvolgente</strong>, immersa in un suggestivo ed evocativo paesaggio australiano. Stiamo parlando di “Ascolta i Fiori Dimenticati” ed è l’adattamento di un romanzo scritto da <strong>Holly Ringland,</strong> intitolato in originale “The Lost Flowers of Alice Hart”.</p>
<p><strong>Alice Hart</strong> è una bambina di nove anni che vive con i suoi genitori in una fattoria isolata in campagna. È curiosa, adora leggere e condivide con sua mamma, <strong>Agnes</strong>, la passione per le antiche leggende. L’illusione d’una serena vita familiare nasconde però una brutale verità: l’esistenza di Alice Hart è fatta di limitazioni, di lividi e di paura.</p>
<p>Quando un misterioso incendio le uccide entrambi i genitori, la piccola riceve prima le cure e le attenzioni di una bibliotecaria della città vicina, poi si trasferisce a <strong>Thornfield</strong> con <strong>June, la nonna paterna proprietaria della Thornfield flower farm: fattoria e luogo di rifugio per donne sole e in difficoltà. </strong></p>
<p>June chiama le sue dipendenti “fiori” e le cura per salvarle dal loro passato violento. Lei mostra ad Alice un dizionario sul linguaggio segreto dei fiori che appartiene alla famiglia, iniziato dalla sua bis bis nonna. Con entusiasmo la donna <strong>insegna ad Alice ad ascoltare i fiori e a impararne i significati nascosti. </strong></p>
<p>Quei fiori, col tempo, diventano le parole, delicate come petali ma forti come radici, con cui dà voce ai sentimenti che nessun altro linguaggio saprebbe comunicare con altrettanta intensità.</p>
<p>Il giglio per l’amore che accoglie e protegge. Le campanule gialle per lo stupore che accompagna le novità. L’orchidea nera per i desideri che bruciano in fondo al cuore. Perché solo qui, nel giardino della nonna, <strong>Alice</strong> si sente davvero al riparo dai ricordi dolorosi del passato, cullata dalla voce dei fiori, con i quali intreccia meravigliose ghirlande che diventano doni per parlare all’anima e per curare le ferite. Ma quelle che macchiano il cuore di Alice sono ancora lì, nonostante tutto: chiedono a gran voce di essere ricucite, ma finora nessun fiore è stato in grado di lenirle.</p>
<p>A <strong>Thornfield</strong>, Alice trascorre la sua infanzia e l’adolescenza, ma il passato con i suoi fantasmi e suoi non detti conserva ancora la promessa di un’inesauribile persecuzione. Tra corrosivi silenzi e verità negate, Alice divenuta adulta; dovrà imparare a fare i conti con i mille volti di una “sorridente” violenza che sembra perseguitare la sua famiglia.</p>
<p>La storia di Alice attraversa varie annate e il suo romanzo di formazione diventa quello di chi è venuto prima di lei, mostrando come la violenza spesso sia ciclica e come bisogna trovare un modo per fermare i corsi e ricorsi storici.</p>
<p dir="ltr">Il vero perno di ogni puntata prende vita dalla forza e l’unione femminile: le sofferenze e le esperienze di ogni donna presente infatti, seppur diverse, le lega indissolubilmente tra loro rendendole sorelle, amanti, amiche, figlie, madri, consapevoli del loro dolore ma anche determinate a farsi forza e a trovare il coraggio di opporsi alla violenza.</p>
<p dir="ltr"><strong>Ascolta i fiori dimenticati</strong> è una serie struggente, capace di toccare degli argomenti molto difficili in maniera disarmante. E come suggerisce il titolo, i fiori sono un linguaggio non verbale, un modo tacito per esprimere un’emozione o uno stato d’animo. Le donne di <strong>Thornfield</strong> infatti lavorano la terra e si occupano di alberi e fiori. Questi infatti sono utilizzati come mezzo di comunicazione, e prendono spesso il posto della voce, lì dove le parole diventano difficili da ascoltare persino alle loro stesse orecchie.</p>
<p dir="ltr">Anche durante discussioni o confessioni infatti, preferiscono lasciare un messaggio tramite un fiore, immediato e meraviglioso, invece di affrontare il peso e la conseguenza delle parole. Ma quando si dà spazio ai dialoghi questi ultimi diventano strazianti ed emozionanti.</p>
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