Ciliegie di Francesca Romana Rotella

Ciliegie di Francesca Romana Rotella

Recensione di Martino Ciano. In copertina: “Ciliegie” di Francesca Romana Rotella, Ensemble, 2025

Se con “Un rossetto e un taccuino” Rotella ci ha portato in una poetica intrisa di eros, in cui tutto era ritorno alla vita, con “Ciliegie” ci ritroviamo in una sorta di enfatizzazione dell’esperienza in ogni suo aspetto.

Il punto di contatto tra la prima e la seconda raccolta sta nell’unione tra passato e presente, tra ricordo e necessità di testimoniare ciò che accade. Lo scenario è Roma, ambiente domestico e alieno, che fa fuoriuscire sentimenti contrastanti, tanto da essere serbatoio di innocenza e luogo di profanazione.

“Ciliegie” diventa un contesto di amori persi e di riappropriazioni, di emozioni clandestine e di rivoluzioni dell’anima. L’io del poeta non resta chiuso in sé, ma compenetra negli spazi, ne assorbe le caratteristiche, adattando ogni cosa alla sua dimensione. Rotella è viandante e meticolosa ricercatrice: la vita è qualcosa che si costruisce a priori e a posteriori. L’importante è scardinare la prima impressione, quella che può essere fatale in quanto bloccherebbe sul nascere ogni attraversamento.

La poetica dell’autrice è quindi matura, senza freni inibitori, priva anche di perplessità. L’esperienza è stata fatta maturare ed è stata mangiata e digerita. Ogni componimento non è però lo scarto di questa attività, ma la sua parte nutriente, l’essenza che mai andrà via dal corpo e dall’anima.

Le ciliegie sono portafortuna per gli innamorati. Sono legate ad Afrodite. Questo è un altro elemento che va messo in chiaro, perché racchiude il discorso sulla continuità con la raccolta precedente. Ed è proprio tale aspetto che ci aiuta a inquadrare la poesia di Rotella in un’ottica di evoluzione del suo percorso, del linguaggio e dello stile.

Per dare a “Ciliegie” la sua giusta collocazione ho anche riletto “Un rossetto e un taccuino”, proprio per ritrovare quel filo conduttore che rende “personale” ogni verso che perfettamente si interseca nell’universalità dei concetti.

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