Incendi sul Tirreno cosentino: perché ci si gira dall’altra parte?

“Incendi sul Tirreno cosentino: perché ci si gira dall’altra parte?” è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto tratta dal web
Eravamo abituati a vederli solo in estate invece negli ultimi anni hanno cominciato a tinteggiare i cieli dell’alto Tirreno cosentino già in Primavera. Perché poi? Logicamente, in alcun modo sono giustificabili in altri periodi dell’anno, ma ciò che fa più rabbia è che nessuno interviene. Eppure il fuoco è lì, tutti lo vediamo.
Su questa emergenza non si muove foglia, forse perché piace di più vedere quelle bruciate? La domanda va girata alla politica locale, provinciale e regionale. In particolar modo andrebbe chiesto ai primi cittadini. Cosa sta provocando un’ondata del genere? Colpa dell’incuria o del malaffare? L’estate 2025 è stata devastante. Ettari e ettari andati in fumo in pochi mesi. C’è stata anche una vittima. Aspettiamo l’estate 2026 per muoverci o peggio ancora per piangere l’immobilismo dei dodici mesi precedenti?
Da agosto 2025 a smuovere l’opinione pubblica ci ha pensato un gruppo di cittadini che ha dato vita al “Comitato cittadino per la tutela del territorio e contro gli incendi”. Dalla loro pagina Facebook, aperta al pubblico, tengono vivo il dibattito confermando che:
– Non è vero che non si riesce ad intervenire tempestivamente per lo spegnimento solo in concomitanza di numerosi incendi anche in piccoli e isolati casi, il fuoco ha tempo di espandersi devastando i territori.
– È completamente assente un piano politico di prevenzione fatto di pulizia, piste taglia fuoco, stradine per consentire agli operatori di intervenire nelle zone impervie, mancano impianti idonei per contrastare gli incendi di interfaccia, non c’è vigilanza .
– Le attività illecite sulle aree percorse dal fuoco sono evidenti e ben visibili in maniera costante.
– Non c’è una macchina organizzativa efficiente e ben equipaggiata distribuita in modo adeguato per coprire le vaste aree.
– Sono stati completamente abbandonati e dismessi i piani di recupero di montagne e colline da qualsiasi intervento di tutela e valorizzazione.
Gli incendi sul Tirreno cosentino non alimentano il dibattito, nonostante si possa parlare di vera e propria emergenza. Inutile girarci intorno, sembra quasi che questa piaga non esista.
Le abbondanti piogge degli ultimi mesi hanno provocato frane e smottamenti un po’ ovunque. È vero, tanta acqua non si vedeva da tempo, anzi in alcuni frangenti dell’anno non si era mai vista. Ma tanti disagi potevano essere evitati? Inutile ripetere sempre le stesse cose: la prevenzione e il controllo del territorio sono sempre più solo slogan.
Vi invito a seguire la pagina Facebook del Comitato cittadino per la tutela del territorio e contro gli incendi.
