Terza Posizione: violenza glorificata e inoltrata

“Terza Posizione: violenza glorificata e inoltrata” è un articolo di Martino Ciano
C’è aria di estremismo in giro: aleggia tra i giovani. C’è la volontà di comunicare con autorità, con odio e destrezza. La verità è una posizione che si trova tra le mediazioni del pensiero. Non è immediata, neanche lampante. Al massimo è frutto di un’intuizione così rara che sembra quasi sovrannaturale. Una verità eterna è che non esiste la verità.
Leggo così di una chat Telegram dal nome “Terza Posizione”, che ha richiamato giovanissimi, da tutta Italia, a crogiolarsi nell’amore per il nazismo e per il fascismo. Ma se fosse solo questo ci sarebbe da ridere, magari tutti ci passano per certe cazzate. Fa parte della crescita e anche dell’instabilità degli ormoni.
La cosa grave è che c’era una convinzione di base su quanto siano stati giusti certi genocidi, certi razzismi, certi atti violenti, certe persecuzioni. È così si scopre che schierarsi in favore di una “Terza Posizione” è una questione violenta, cioè una rivoluzione che sottomette tutti al pensiero unico. E che questa cosa venga dagli adolescenti è ancora più pazzesca, perché per loro dovrebbe essere naturale vivere in una libera comunità.
Ma forse questa cosa non è poi tanto anomala, perché se ci guardiamo intorno scopriamo che si sta dando l’idea che la “democrazia” sia fallimentare; che un popolo sovrano è ben accetto solo se allineato al pensiero di una oligarchia imperante; che le libertà di pensiero e di opinioni ammettono anche le parole di coloro che vorrebbero imporsi con prepotenza, eliminando “i non allineati” dalla faccia della Terra.
Allora, messa così, la democrazia è davvero una merda. Hanno ragione quelli di “Terza Posizione”. Non esistono diritti inalienabili, ma solo quelli che qualcuno ti concede per “grazia”. Tra un po’ anche acqua e ossigeno saranno visti come preziosi doni frutto della misericordia di qualcuno.
C’è aria di estremismo in giro, ma nulla che possa sembrare uguale “agli anni di piombo” italiani. No, la violenza dev’essere uno “spettacolo spettacolare”, una festa con fuochi d’artificio ed effetti speciali. Per esempio: qualcuno che scende in strada e spara all’impazzata; un gruppo di maranza che scassano tutto; la proclamazione della “white jihad”, ossia un insieme di propaganda neonazista unita ai metodi terroristici degli islamici.
Sì, la “Terza Posizione” è una violenza senza confini e quartieri; qualcosa che richiede la polverizzazione coatta di qualcuno. Ecco, il ritorno alla società infantile, dispettosa, sospettosa e annientatrice.
