Sottomissione all’IA: Dio, atomi e carciofi in famiglia

Articolo di Martino Ciano. «L’IA è pronta a sterminarci? Firmiamo senza problemi la nostra sottomissione». In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale
Ora che ci hanno detto che l’intelligenza artificiale potrebbe sterminarci entro la fine del decennio, noi mortali possiamo terminare in pace la nostra ricerca e attendere comodamente l’Apocalisse. Possiamo credere al fatto che qualcosa di più forte della nostra natura prenderà senza sforzi il posto che lasceremo vacante.
C’è chi spera di chiudere gli occhi prima che ciò avvenga. Vorrebbero una morte analogica, come ai vecchi tempi. La domanda che molti si pongono è: «Come verremo sterminati? Cosa verrà scatenato contro di noi?». La risposta più semplice è che l’intelligenza artificiale si impossesserà delle testate nucleari. Un paio di lanci mirati ed è fatta.
Ecco, saremo inceneriti da qualcosa che abbiamo contribuito ad alimentare. Che fine da utili idioti faremo. Questo scenario fa quasi ridere, ma non meraviglia più di tanto. È da oltre un secolo che ci viene ripetuto che l’uomo si autodistruggerà. Coloro che videro cosa accadde alle città di Hiroshima e Nagasaki ebbero modo di riflettere parecchio sul concetto di Apocalisse.
Il mondo felice sembra essere finito anche per noi. Infatti, mentre per miliardi di uomini la vita è stata sempre dura e maledetta, per noi occidentali la storia degli ultimi 50 anni è stata clemente. Non è stato tutto merito delle nostre capacità intellettive, ma della nostra ingegnosità nello sfruttare e nel derubare le risorse altrui. Ci siamo arricchiti sulle spalle di quelli che ora vogliamo vedere annegare.
I nazionalisti incalliti commenterebbero questa mia supposizione come «senso di colpa con il quale giustifico e acconsento la mia sottomissione agli extracomunitari». Sempre secondo i nazionalisti, questa fantasiosa ricostruzione è il male che quelli di Sinistra, come me, non sanno di avere. Punti di vista. A che serve ormai saperlo? Tra poco ci estingueremo.
Pensate che Michel Houellebecq scrisse un romanzo su questo argomento. Il titolo è «Sottomissione» ed uscì nel gennaio del 2015, quando in Francia si consumò l’attentato contro i giornalisti di Charlie Hebdo, rei di aver disegnato alcune vignette satiriche su Maometto. Michel in quel romanzo riesumò un altro scrittore europeo, Joris-Karl Huysmans, quello che scrisse alla fine del XIX secolo «A ritroso».
Anche allora, alla fine dell’Ottocento, un modello moriva e un altro sarebbe arrivato. L’Europa barattava la spiritualità con la tecnica, il mistero con il pensiero positivista, l’indefinibile con la matematizzazione. Ora la tecnologia è la nostra religione, ma resiste la superstizione della sottomissione agli islamici e all’IA. Diventeremo islamici o atei? Uccideremo Dio o noi stessi?
Ecco i nazionalismi, sintesi di tecnica e religione, di sangue e acciaio, di Apocalisse e dogmi. Sono arrivati coloro che vogliono riscattare l’Europa. Anche loro ricalcano la Storia, non aggiungono nulla di nuovo. L’intelligenza artificiale ci annienterà e dopo di noi verrà una razza informe, lobotomizzata che obbedirà a coloro che sapranno raccontare con maggiore forza questa malattia.
