Dìptico de lo perdido: Innocenzi e il Dittico dell’altrove andato

Articolo di Michela Zanarella. In copertina: “Dìptico de lo perdido – Dittico dell’altrove andato” di Francesca Innocenzi, Cosmolibri Edizioni, 2026
“Dìptico de lo perdido – Dittico dell’altrove andato”, pubblicato da Cosmolibri Edizioni, è una raccolta poetica bilingue italiano-spagnolo in cui Francesca Innocenzi affronta il tema della perdita non come semplice sottrazione, ma come spazio interiore da attraversare e trasformare.
Già nel titolo si avverte una tensione significativa: ciò che è perduto non coincide necessariamente con ciò che è finito. Il dittico è un’opera formata da due parti distinte ma unite, deriva dal greco diptychon, ripiegato in due, nell’antica Roma era una coppia di tavolette di legno o avorio unite da una cerniera. L’interno era spalmato di cera per scriverci sopra con uno stilo.
L’altrove diventa una dimensione della memoria, del desiderio e della ricerca, un luogo poetico nel quale ciò che manca continua a vivere attraverso la parola. Le traduzioni in spagnolo di Elisabetta Bagli rendono la scrittura di Innocenzi ancora più sonora e intensa, conferendo ai testi una particolare apertura verso il mondo mediterraneo e latinoamericano. Le due versioni si incontrano come due sponde dello stesso sentimento.
La poesia di Innocenzi si muove con sensibilità tra assenza e presenza, passato e futuro, distanza e appartenenza. I versi sembrano nascere da una necessità autentica di interrogare ciò che resta dopo una separazione, un cambiamento, una frattura. La perdita diventa così occasione di conoscenza: guardare ciò che non c’è più significa anche comprendere meglio ciò che siamo.
Innocenzi scrive una poesia elegante, riflessiva e fortemente suggestiva, nella quale l’emozione non viene esibita, ma lasciata sedimentare. Le immagini poetiche diventano strumenti per parlare dell’assenza, del tempo, della memoria e di quella misteriosa capacità dell’essere umano di continuare a cercare anche quando sembra non esserci più una direzione.
I versi sono prevalentemente brevi, incisivi, avvolgenti: “sei così nebbia/che anche le tue parole/di fionda sono niente”
“Dìptico de lo perdido – Dittico dell’altrove andato” è un piccolo e intenso libro capace di attrarre il lettore e coinvolgerlo nel ritrovare una voce, una memoria, una possibilità di futuro. È un’opera che invita a sostare nelle zone più delicate dell’esperienza umana e ad ascoltare ciò che spesso rimane nascosto dietro le parole. Il trittico per Medea è di grande potenza evocativa, rimanda alla figura centrale nella tragedia di Euripide, incentrata sul tradimento, sulla vendetta e sulla condizione della donna. La mitologia greca continua ad essere un riferimento importante nell’attualità.
Innocenzi riesce a trasformare l’altrove in una geografia dell’anima e la poesia in un ponte tra ciò che abbiamo perduto e ciò che, nonostante tutto, continuiamo a cercare.
Alcune informazioni sull’autrice di “Dìptico de lo perdido”
Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona). Laureata in lettere classiche, è dottoressa di ricerca in poesia e cultura greca e latina di età tardoantica.
Ha pubblicato la raccolta di prose liriche Il viaggio dello scorpione (2005); la raccolta di racconti Un applauso per l’attore (Manni 2007); le sillogi poetiche Giocosamente il nulla (Edizioni Progetto Cultura 2007), Cerimonia del commiato (Edizioni Progetto Cultura 2012), Non chiedere parola (Edizioni Progetto Cultura 2019), Canto del vuoto cavo (Transeuropa 2021), Formulario per la presenza (Edizioni Progetto Cultura, Quaderni di poesia Le gemme, 2022), Corpo di figlia (Puntoacapo 2025); i saggi Il daimon in Giamblico e la demonologia greco-romana (Eum 2011) e Voci dal tempo indicibile. Ventuno saggi brevi sulla poesia (Rossini 2023); i romanzi brevi Sole di stagione (Prospettiva 2018) e Diario di una stalker mancata (Edizioni Progetto Cultura 2022).
Nel 2023 è uscita in Romania la plaquette bilingue Halou de toamnǎ/ Alone d’autunno per Edizioni Cosmopoli di Bacǎu; nel 2024 la silloge Formulario para la presencia (Ediciones Letra Dorada, Colombia), tradotta in spagnolo da Emilio Coco; nel 2025 Deltío parousías (Elíkranon, Atene) tradotta in neogreco da Sofia Skleida.
Per Edizioni Progetto Cultura ha diretto una collana di poeti esordienti, «La scatola delle parole», tra il 2007 e il 2012, e curato alcune pubblicazioni antologiche, tra cui Versi dal silenzio. La poesia dei Rom (2007); L’identità sommersa. Antologia di poeti Rom (2010); Il rifugio dell’aria. Poeti delle Marche (2010); la raccolta di saggi brevi sull’antichità classica L’antro di Proteo (2025).
È caporedattrice della rivista online «Poesia del nostro tempo» e collabora con vari blog letterari con recensioni e articoli sulla poesia greco-romana e contemporanea. Ha ideato e diretto il Premio di poesia Paesaggio interiore e attualmente è direttrice artistica dell’omonimo Festival.
