Essere una macchina: O’Connell e l’umanità nuova

Essere una macchina: O’Connell e l’umanità nuova

Articolo di Martino Ciano. In copertina: “Essere una macchina” di Mark O’Connell, Adelphi, 2018

Non c’è più da meravigliarsi, infatti quello leggerete in queste pagine è ormai dibattito pubblico. Anche l’autore non ha trattato l’argomento come se avesse scoperto qualcosa di stupefacente, ma ponendo la questione su un livello “umano”. Insomma, chiamateli transumanisti o postumanisti, ma lì fuori, mentre voi e io dibattiamo sull’aumento dei prezzi, loro stanno lavorando alla robotizzazione dell’uomo. O per dirla meglio: al superamento del nostro vetusto e claudicante hardware.

O’Connell va tra loro e si fa raccontare da questi bizzarri scienziati delle ricerche che stanno conducendo sul trasferimento del cervello in comode chiavette Usb; tecniche crioniche per conservare il corpo in un sonno organico, per poi scongelarlo nel momento in cui gli si potrà garantire riparazioni e cure che lo rendano immortale; uso dell’intelligenza artificiale per aumentare le capacità del corpo e della mente; e, addirittura, la definitiva sconfitta della morte.

Sembra un film distopico o utopico? Nessuno dei due: questa è semplicemente la realtà. “Essere una macchina” non ci racconta qualcosa di sconvolgente, basta leggere le stravaganti dichiarazioni che ogni tanto rilasciano personaggi come Musk e Thiel per capire che non è più un sogno. Piuttosto, O’Connell ci descrive tutto mettendo da parte lo stupore, ma ponendo alcune domande che dovrebbero sanare legittime perplessità.

Prima fra tutte: la nuova umanità comprenderà la totalità dei suoi esemplari o sarà il risultato di una accurata selezione? Altro aspetto: siamo sicuri che ciascuno di noi trovi vantaggioso risvegliarsi in una macchina, vedersi come un cyborg o vivere in eterno? In ultimo: i transumanisti partono dal fatto che cervello e corpo siano macchine di carne, pertanto la “mutazione” in robot non solo replicherebbe ma correggerebbe i nostri difetti. Ma l’essere umano è questo, ossia un puro meccanismo deterministico?

Ed è qui che “Essere una macchina” diventa una appassionante lettura, perché l’autore non vuole stupirci mostrandoci cosa saremo, ma cosa è disposta a sacrificare di noi la scienza per rispondere all’aspirazione di sostituirsi a Dio. Sia ben chiaro, nulla di moralistico, ma qualcosa che nasce spontaneamente, perché a sentire parlare questi scienziati, capteremo molto fanatismo. Tant’è che O’Connell non esita a sottolineare il transumanesimo come una “nuova religione“.

Ora, è risaputo che in concetti come la Singolarità c’è tanta filosofia e teologia. Questo aspetto dovrebbe dimostrarci che l’umanità non inventa nulla di nuovo, piuttosto rielabora e sfrutta i moderni sistemi di produzione per modificare il proprio habitat e le sue istituzioni. Ma perché scomodare il marxismo?

Essere una macchina” è il primo passo verso la conoscenza di una nuova epoca che non può essere assolutamente ignorata. I suoi effetti si riverseranno in breve tempo su tutti. Il problema è capire “come” questo processo avverrà e secondo quali criteri. Che l’essere umano sia destinato a diventare cavia e schiavo di sé stesso?

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