Fuoco estivo: una perfetta strategia della tensione

“Fuoco estivo: una perfetta strategia della tensione” è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore, riguardante l’incendio del monte Vingiolo di Praia a Mare del 13 luglio 2026
Mancano i medici; mancano le forze dell’ordine; mancano i professori; mancano i vigili del fuoco; mancano le guardie forestali e, infine, mancano le scuse. Di emergenze irrisolte vive il Tirreno cosentino, così come l’Italia. È una sorta di strategia della tensione, volta a creare un pericolo perenne che si mostra in certi momenti dell’anno.
Osservare il fuoco fare su e giù per il monte Vingiolo di Praia a Mare? Che spettacolo! Pure la Madonna del Santuario della Grotta hanno dovuto evacuare. Tutto è andato in scena tra il 13 e il 14 luglio 2026. È iniziato nel pomeriggio ed è continuato per tutta la notte. Un incendio così esteso, simile nel suo percorso a quello dello scorso anno e di quello ancor prima, non si vedeva da tempo. Si sa con certezza che il fuoco parte sempre dalle solite sterpaglie lungo la sopraelevata della statale 18. Ma ormai che ne parliamo a fare? I roghi sono stati spenti. Attendiamo i prossimi.
È vero che un articolo, l’indignazione, un post sui social, nonché le nostre lacrime di coccodrillo, non salvano neanche un ettaro di bosco. Resta il fatto che questo stare con il naso all’insù a guardare la montagna in fiamme, a osservare la luce vermiglia che trafigge l’oscurità, a fotografare sto fuoco acrobatico, dona un effetto a metà tra l’estasi e la nausea.
E questi incendi che qualcuno va ad appiccare ogni anno, che entusiasmano la riprovazione dei comuni mortali, interessano pure a quei tipi delle istituzioni? Ma sicuro, nessuno vuole il fuoco estivo davanti casa, tantomeno la cenere e il fumo. È pur sempre un danno di immagine. Ma durante l’anno, prima che arrivi la stagione dei disastri, che si fa di bello? Come viene ammazzato il tempo? Esiste qualche piano di prevenzione?
E sarebbe bello se qualcuno rispondesse in modo deciso, cosicché non si parli solo di emergenze e di tombali decadimenti. Intanto, contando i danni, mirando le dorsali annerite, assistiamo alla solita rabbia a orologeria, con tutti i tic nervosi del caso. E parola dopo parola, c’è lì fuori chi ordisce un nuovo rogo.
Benvenuti tra il fuoco estivo: una perfetta strategia della tensione.
