<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Rinascimento Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/rinascimento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/rinascimento/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 05:31:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>La città del Sole: sigilli dell&#8217;utopia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-citta-del-sole-recensione/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/la-citta-del-sole-recensione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campanella]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Umanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[utopia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15533</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Gian Mario Quinto. In copertina: &#8220;La città del Sole&#8221; di Tommaso Campanella, a cura di Stefano Cazzato, con un saggio di Alfredo Imbellone, Isolario Edizioni 2026 “L’utopia del Rinascimento è il cielo secolarizzato del Medioevo” scriveva Horkheimer in un testo giovanile dedicato agli inizi della filosofia borghese della storia in cui trova forse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-citta-del-sole-recensione/">La città del Sole: sigilli dell&#8217;utopia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Gian Mario Quinto. In copertina: &#8220;La città del Sole&#8221; di Tommaso Campanella, a cura di Stefano Cazzato, con un saggio di Alfredo Imbellone, Isolario Edizioni 2026 </strong></p>
<p>“L’utopia del Rinascimento è il cielo secolarizzato del Medioevo” scriveva Horkheimer in un testo giovanile dedicato agli inizi della filosofia borghese della storia in cui trova forse già in incubazione il cuore della futura teoria critica. Il fondatore della Scuola di Francoforte indicava la naturale ambivalenza di ogni pensiero utopico, almeno per come emerge in Moro e Campanella: “critica di ciò che è e rappresentazione di ciò che dovrebbe essere”. Una duplicità che se da un lato sfugge all’apologia dell’esistente, mostrando lucida consapevolezza circa la miseria reale dell’ordinamento borghese in statu nascenti, dall’altro non evita il misconoscimento del processo storico-politico che potrebbe sopprimerla: il sogno egualitario è sempre proiettato in isole lontane.</p>
<p>Della stagione dell’utopia – come tópos letterario non meno che come nucleo di verità – il celebre trattato di Campanella è uno dei punti di massima espressione. Appare così assai meritoria la pubblicazione di una nuova edizione dell’opera, edita da Isolario Edizioni, splendidamente curata e introdotta da Stefano Cazzato e arricchita da un ampio saggio storico-epistemologico di Alfredo Imbellone.</p>
<p>L’introduzione di Cazzato (Utopie, pp. 5-19) – che per ricchezza di riferimenti si pone come sintesi del concetto stesso dal Cinquecento a oggi – insiste con ragione sul momento internamente “tensionale” dell’utopismo campanelliano, che non ha nulla di ingenuamente palingenetico, evita illusioni storicistiche o prospettive teleologiche e trova il suo punto di svolta in una sorta di immaginazione produttiva che muove dalle contraddizioni del reale per tematizzarne la possibile alterità: “l’utopia è una riserva di senso, di ipotesi, di possibilità, di scenari, di prospettive non ancora sperimentate – scrive Cazzato – e non ancora condannate dalla storia, perché solo ciò che è stato si può giudicare e non quello che sarà. È l’altra strada, quella che non abbiamo intrapreso, la cui esistenza ci è stata nascosta e dalla quale, forse, qualcosa si può imparare” (p. 15).</p>
<p>Una strada “altra” è anche quella che percorre Imbellone ricostruendo il ricchissimo sfondo scientifico su cui si muove il testo di Campanella (Natura, sapere e utopia in Tommaso Campanella, pp. 21-48): la crisi dell’aristotelismo scolastico, la compresenza di eredità magico-platoniche e attrazione per gli sviluppi della matematizzazione galileiana, ma anche la paura, la morte, la censura (dal rogo di Giordano Bruno alla condanna dello stesso Galileo) costituiscono la base di un incredibile mix di prospettive. La provenienza teologica (Campanella domenicano come Bruno), l’eredità di Telesio, la saldatura tra filosofia della natura e prassi orientata alla costruzione di un nuovo ordo politico tratteggiano un pensiero “liminare” in cui la critica della tradizione aristotelica si giova della rivalutazione del sensibile, mentre una natura dinamica e vivente si fa nutrimento di un’inedita politica del sapere: la “mediazione tra scienza e teologia, innovazione e tradizione, osservazione empirica e visione unitaria del reale” (p. 36) svela la Città del Sole come geniale tentativo di traduzione politico-pedagogica volto a naturalizzare l’ordine sociale schiudendo uno spazio “integralmente conoscitivo” ma non libresco, che si traduce nel sogno di un’esposizione visiva e ordinata del cosmo.</p>
<p>Di lì a poco, come sappiamo, quest’utopia lascerà il campo ad una visione più luttuosa e francamente irredimibile dell’universo, quella disperazione che Benjamin sintetizzo magistralmente nel detto per cui “il Rinascimento esplorava l’universo, il Barocco le biblioteche”. È il momento in cui il sapere si perde nella cogitatio melancholica di ogni Amleto moderno, impotente di fronte alla molteplicità di simboli, emblemi e figure in cui si polverizza l’unità della natura rinascimentale. La malinconia inaugurata dal tramonto delle utopie diverrà poi sguardo sempre più cupo sulla pluralità degli oggetti mondani, sui segni dell’effimero – un mero sfondo allegorico per la costruzione soggettiva del mondo. All’uomo del tardo Seicento – così come, nei secoli successivi, più amaramente, agli “scrittori neri” della borghesia, da Sade a Nietzsche – non appariranno realistiche né la sostanza etica né l’utopia conoscitiva dell’esistenza: “l’éidos – il Sole di Campanella, si direbbe – si oscura, la similitudine vien meno e il cosmo in ciò s’inaridisce”, si legge in passi celebri del saggio benjaminiano sul Trauerspiel.</p>
<p>Non però di necessità – sappiamo ormai anche questo – il momento liminare dell’utopia, così come la sua costitutiva tensionalità, dovrà arrendersi ad un destino di catastrofe: non solo nello spirito dell’utopia primo-novecentesco, su cui insiste a ragione Cazzato, ma anche nella freddezza ironica dell’attuale società post-secolare può sempre risuonare l’immagine dialettica con cui lo stesso Benjamin sigillò il saggio sulle goethiane Affinità elettive: “solo per chi non ha più speranza, è data la speranza”. In questo spazio potenziale, senza paura di rischiare la figura del collezionista di farfalle di cui parlava Adorno, quello che ancora si commuove ascoltando Schubert, possiamo di nuovo guardare con interesse al capolavoro di Campanella.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-citta-del-sole-recensione/">La città del Sole: sigilli dell&#8217;utopia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/la-citta-del-sole-recensione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15533</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Memorie di una Janara di Emanuela Sica</title>
		<link>https://www.borderliber.it/memorie-di-una-janara-sica-recensione-frontera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 23:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Demonio]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Frontera]]></category>
		<category><![CDATA[Janara]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[mito]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Strega]]></category>
		<category><![CDATA[Streghe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=13424</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Domenico Frontera. In copertina: &#8220;Memorie di una Janara&#8221; di Emanuela Sica, Delta 3 edizioni &#8220;La storia della sua infelicità le sonnecchiava negli occhi e se nessuno sapeva leggerla era perché il sorriso richiamava le lacrime sul davanzale delle ciglia un attimo prima di esondare. Era coraggiosa finanche nei respiri. Li centellinava con parsimonia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/memorie-di-una-janara-sica-recensione-frontera/">Memorie di una Janara di Emanuela Sica</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Domenico Frontera. In copertina: </strong><strong><em>&#8220;Memorie di una Janara&#8221; di Emanuela Sica, Delta 3 edizioni</em></strong></p>
<p>&#8220;La storia della sua infelicità<br />
le sonnecchiava negli occhi<br />
e se nessuno sapeva leggerla<br />
era perché il sorriso richiamava<br />
le lacrime sul davanzale delle ciglia<br />
un attimo prima di esondare.<br />
Era coraggiosa finanche nei respiri.<br />
Li centellinava con parsimonia<br />
mentre nel centro della tempesta<br />
teneva al riparo le margherite<br />
per non arrendersi all&#8217;inverno.&#8221;</p>
<p><strong><em>Poesia di Emanuela Sica tratta da &#8220;Memorie di una Janara&#8221;</em></strong></p>
<hr>
<p>Mentre nel 1600, in Olanda, <strong>Spinoza</strong> affermava che la parola di Dio è stata scritta dagli uomini e combatteva la superstizione, sentendola materializzarsi nella lama di uno stiletto che lambì, fortunosamente, solo il suo mantello, l&#8217;Europa continuava ad <strong>&#8220;appiccare streghe&#8221;;</strong> un vero e proprio olocausto nel nome della <strong>&#8220;Parola del dio della Bibbia&#8221;</strong> e di un libello, il<strong> &#8220;Malleus maleficarum&#8221;</strong>, scritto verso la fine del 1400 da due frati domenicani.</p>
<p>In <strong>Italia</strong> eravamo in pieno <strong>Rinascimento</strong>, ma si sa chi va contro il potere costituito è sempre un eretico da far tacere ad ogni costo, soprattutto in un sistema clericale e patriarcale e soprattutto se in quel periodo si era donne.</p>
<p>Ne il suo <strong>&#8220;Memorie di una Janara&#8221;, </strong>Emanuela Sica riesce a descrivere in prosa, poesia e ampie narrazioni scritte in vernacolo, quella che fu una vera e propria lotta per l&#8217;emancipazione femminile: il dramma di donne condannate al rogo o ad un violento ed umiliante <strong>autodafé</strong>, solo perché erano <strong>&#8220;pietra di scandalo&#8221;</strong> per il modo comune di intendere la società.</p>
<p>Esiste in questa nuova opera <strong>dell&#8217;autrice irpina </strong>un grande lavoro di ricerca storica e un raffinato sforzo poetico narrativo che fa emergere dalle tradizioni, dalle radici profonde della sua terra, tutta la bellezza e la <strong>&#8220;dannazione&#8221;</strong> dell&#8217;identità femminile, il suo <strong>&#8220;potere magico&#8221;</strong>, che quando si realizza nella libertà e nell&#8217;emancipazione diventa dono per la collettività e <strong>&#8220;Strega&#8221;</strong> per chi ha paura di mettere in discussione le proprie ottuse rappresentazioni del mondo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-13722 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2025/03/Resize_20250322_221948_8981.jpg?resize=800%2C600&#038;ssl=1" alt="Jamara Casa Sanremo" width="800" height="600"  data-recalc-dims="1"></p>
<p>Non sono, infatti, le streghe le amanti del demonio ma è il demonio della voglia di possedere e sottomettere l&#8217;altro che rende dannata e mortale ogni possibile forma di relazione umana.</p>
<p>In <strong>&#8220;Memorie di una Janara&#8221;</strong>, poesia, mito, ricerca storiografica e lessicale si intrecciano fino ad apparire al lettore un unico e raffinato <strong>&#8220;Cuntu&#8221;</strong>, un racconto da leggere e rileggere perché per ogni pagina che si sfoglia scorre una realtà che ne rimanda ad altre fino ad arrivare fin dentro l&#8217;inconscio, nei nostri stessi fantasmi; in un mondo che ha sacrificato il mistero per rifugiarsi nella falsa sicurezza di un potere maschilista che oscura, con ogni mezzo, l&#8217;altra metà del cielo.</p>
<p>In questa opera, la poetica della scrittrice sembra essere attraversata da due <strong>&#8220;anime&#8221;</strong> che si fondono magistralmente: quella del <strong>Verismo</strong> che appare nella puntuale descrizione del quotidiano e quella che si apre all&#8217;<strong>Incanto</strong>, al simbolismo misterico e che si traduce attraverso un linguaggio intimo, riflessivo, pieno di notevoli suggestioni tratte dal mondo della natura che per l&#8217;autrice è la rappresentazione simbolica e concreta del nostro stesso corpo, che invita e trasporta il lettore ad esplorare i profondi desideri, le paure e le contraddizioni di una donna che nella sua rivolta contro la discriminazione cerca di ricreare non solo la sua identità, ma anche quella di un <strong>ethos</strong> collettivo.</p>
<p>In questo senso e nella dinamica ancestrale fra <strong>Eros e Thanatos,</strong> la poetessa fa della <strong>Janara</strong> la detentrice di una <strong>Memoria</strong> che non è un ricordo statico, ma una &#8220;origine&#8221;, un&#8217;azione, una parola che plasma il presente e lo rinnova, come una primavera dolorosa che ha in sé lo sbocciare di una vita nuova o la morte per chi si ostina a restare nell&#8217;ombra di una visione dogmatica e narcisistica dell&#8217;esistere.</p>
<p>&#8220;Io sono semplicemente la guardiana dei segreti. Conosco gli incantesimi per guarire e per nuocere, posso portare prosperità o distruzione. La mia magia è un&#8217;arma affilata come una lama di ferro, e la mia conoscenza dell&#8217;ancestrale universo è ineguagliabile. L&#8217;etichetta di demone, strega malvagia, mi sta stretta. Io non sono nient&#8217;altro che il riflesso oscuro dell&#8217;anima umana, una manifestazione dei desideri e delle paure che giacciono nell&#8217;ombra in cui io riposo&#8221;. <em>(Emanuela Sica, &#8220;Memorie di una Janara&#8221;)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/memorie-di-una-janara-sica-recensione-frontera/">Memorie di una Janara di Emanuela Sica</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13424</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un tesoro sotto gli occhi di tutti. La campana bronzea di Forenza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/campana-bronzea-forenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 02:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo]]></category>
		<category><![CDATA[Campana]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Forenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Bisceglie]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria Longobardi]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=7713</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Andrea Massimo Basana. Foto di Mario Brienza In questa assurda contemporaneità, che ci tiene con lo sguardo incollato allo schermo del nostro smartphone, spesso ci scordiamo di alzare gli occhi e di ammirare quanto di straordinario la storia e i secoli hanno miracolosamente preservato sino ai giorni nostri. Alcune cose risultano quasi stupefacenti, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/campana-bronzea-forenza/">Un tesoro sotto gli occhi di tutti. La campana bronzea di Forenza</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Andrea Massimo Basana. Foto di Mario Brienza</strong></em></p>
<p>In questa assurda contemporaneità, che ci tiene con lo sguardo incollato allo schermo del nostro <strong>smartphone</strong>, spesso ci scordiamo di alzare gli occhi e di ammirare quanto di straordinario la storia e i secoli hanno miracolosamente preservato sino ai giorni nostri. Alcune cose risultano quasi stupefacenti, se solo le si osserva con un po’ di attenzione, e se poi ci si sofferma a pensare ad esse solo per qualche minuto, <strong>la loro presenza risulta quasi miracolosa.</strong></p>
<p>È questo il caso di <strong>un’antichissima campana</strong> che da quasi mezzo millennio rintocca solenne nella piccola cittadina di <strong>Forenza</strong>. Non vi sarebbe nulla di strano nella presenza di un così antico manufatto se essa non fosse sfuggita ad abbattimenti, restauri e rifusioni in secoli, per le chiese di cui faceva e fa ancora parte, davvero tumultuosi.</p>
<p><strong>La campana bronzea, un tempo corredava l’antica chiesa medievale di Santa Maria dei Longobardi</strong>, la più antica chiesa di Forenza. La bronzea fusione venne issata sul piccolo campanile a vela di questo luogo sacro in epoca tardo rinascimentale, sfuggendo indenne alle varie fasi di ampliamento e riedificazione alle quali la chiesa fu soggetta durante tutta la sua vita.</p>
<p>I suoi rintocchi risuonarono nell’etere forenzese siano <strong>alla fine degli anni Venti del secolo scorso</strong>, quando la chiesa fu sconsacrata e trasformata in scuola di ricamo. Il piccolo campanile a vela venne in quel periodo abbattuto, ma la nostra campana ebbe assai fortuna perché proprio nei medesimi anni si stava riedificando il nuovo campanile della limitrofa chiesa di <strong>San Nicola</strong>, e perciò la nostra fortunata venne issata sulla nuova torre campanaria realizzata nel <strong>1930</strong> <strong>da Michele Biscaglia</strong>. Essa trovò posto in uno degli archetti del tamburo sommitale ma, non avendo un batacchio e suonando per percussione di un martello, fu integrata come suoneria dell’orologio posto sulla facciata della torre a rintoccare i minuti.</p>
<p><strong>Grande nuovo sconvolgimento avvenne nel 1940</strong>, quando l’allora parroco <strong>Michele Basile</strong> decise di realizzare due nuove campane di dimensioni maggiori rispetto a quelle presenti e per farlo fece rifondere le campane allora poste sul campanile. La nostra impavida rinascimentale si salvò nuovamente, forse proprio in virtù del suo collegamento al meccanismo dell’orologio. Ebbero purtroppo la peggio due sorelle, <strong>una del 1769 e una del 1825</strong>, come ci viene testimoniato dalle iscrizioni poste sulle nuove campane, che ricordano i manufatti reimpiegati e le iscrizioni che esse riportavano in antico.</p>
<p>La nostra fortunata amica sfuggita a tanti dissidi risulta assolutamente importante per la data che riporta, <strong>ovvero 1561</strong>, cosa che la rende il più antico manufatto datato presente nella cittadina. Al contempo essa riporta anche la più antica iscrizione datata, accompagnata, cosa interessante, dai nomi dei fonditori che la realizzarono:<strong> “Opera di Cristiano Borrelli e Romano Dimele | Ave Maria piena di grazia, il Signore è con te | Cristo Re è venuto in pace e si è fatto uomo | A.D. 1561”.</strong></p>
<p>Essa scalza perciò nella datazione il fonte battesimale a stelo conservato nella chiesa del convento del Santissimo Crocifisso, ritenuto sino a questo momento il più antico pezzo datato di Forenza, il quale riporta la più recente data del 1592.</p>

<a href='https://www.borderliber.it/campana-bronzea-forenza/campana-scritte/'><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-scritte.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-scritte.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-scritte.jpg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-scritte.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-scritte.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-scritte.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.borderliber.it/campana-bronzea-forenza/campana-grande-iscrizioni/'><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-grande-iscrizioni.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-grande-iscrizioni.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-grande-iscrizioni.jpg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-grande-iscrizioni.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-grande-iscrizioni.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/campana-grande-iscrizioni.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.borderliber.it/campana-bronzea-forenza/chiesa-san-nicola/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Chiesa-San-Nicola.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Chiesa-San-Nicola.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Chiesa-San-Nicola.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Chiesa-San-Nicola.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Chiesa-San-Nicola.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
<a href='https://www.borderliber.it/campana-bronzea-forenza/michele-bisceglie/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Michele-Bisceglie.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Michele-Bisceglie.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Michele-Bisceglie.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2023/08/Michele-Bisceglie.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>

<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/campana-bronzea-forenza/">Un tesoro sotto gli occhi di tutti. La campana bronzea di Forenza</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7713</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Postumanesimo e filosofia. Bonito ci illustra l&#8217;uomo nuovo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/postumanesimo-libro-claudio-bonito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2022 01:52:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anders]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Macchina]]></category>
		<category><![CDATA[Prometeo]]></category>
		<category><![CDATA[Ricambi]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Robot]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Umanesimo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5438</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Postumanesimo e filosofia&#8221; di Claudio Bonito, Mimesis, 2022 L&#8217;uomo nuovo è già un progetto avviato, inutile girarci troppo intorno. Ognuno di noi potrebbe andare in giro portando al collo un cartello su cui vi è scritto &#8220;Lavori in corso&#8221;. La vita eterna, la sconfitta della morte, la conquista del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/postumanesimo-libro-claudio-bonito/">Postumanesimo e filosofia. Bonito ci illustra l&#8217;uomo nuovo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Postumanesimo e filosofia&#8221; di Claudio Bonito, Mimesis, 2022</h3>
<p>L&#8217;uomo nuovo è già un progetto avviato, inutile girarci troppo intorno. Ognuno di noi potrebbe andare in giro portando al collo un cartello su cui vi è scritto &#8220;Lavori in corso&#8221;. La vita eterna, la sconfitta della morte, la conquista del cosmo; fino a qualche decennio fa questi argomenti erano materie di confronto per i folli o per gli amanti della fantascienza, oggi invece sono il pane quotidiano di molti scienziati e filosofi. Ma c&#8217;è di più, il fenomeno sembra inarrestabile. A dimostraci il tutto è questo libro: <strong>Postumanesimo e filosofia</strong>.</p>
<p>Come insegna la storia, questo processo non nasce oggi, ma ha radici antiche e questo che stiamo vivendo non è altro che l&#8217;ultimo stadio di quel pensiero rinascimentale che si sviluppò quasi cinquecento anni fa. L&#8217;uomo misura del mondo, l&#8217;uomo centro dell&#8217;Universo, l&#8217;uomo che punta a deificare sé stesso e che lavora per la realizzazione del Paradiso qui, sulla Terra. Il primo passo è l&#8217;eliminazione dei suoi limiti, ossia la vecchiaia, la morte, la caducità. Le armi a disposizione: <em>la scienza e la tecnologia</em>.</p>
<p>Ciò che prima ci sembrava irraggiungibile oggi non lo è, o meglio, lo è un po&#8217; meno. Nella<em> Silicon Valley</em>, sita negli Stati Uniti, si studiano tecniche per salvare la coscienza o la memoria in un hard disk, con la speranza di impiantare questa <em>massa di dati</em> in un altro corpo. Ci sono luoghi in cui i corpi vengono ibernati, con l&#8217;idea che prima o poi questi cadaveri potranno essere riportati in vita, quando la scienza avrà gli strumenti per farlo. Si fanno passi da gigante nella progettazione di protesi sempre più sofisticate, grazie alle quali verrà ridata la mobilità ai paralitici o la vista ai ciechi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5446 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/11/9788857585918_0_424_0_75.jpg?resize=406%2C406&#038;ssl=1" alt="" width="406" height="406" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/11/9788857585918_0_424_0_75.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/11/9788857585918_0_424_0_75.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="(max-width: 406px) 100vw, 406px" data-recalc-dims="1" />Insomma, pian piano l&#8217;uomo si fa da sé, si ricostruisce e si reinventa. Che fine fanno Dio, l&#8217;etica, la morale in tutto questo bel discorso? Ci saranno uomini che potranno essere usati come fornitori di pezzi di ricambio?</p>
<p>Nel suo saggio <strong>Postumanesimo e filosofia</strong>, Claudio Bonito si pone proprio tali domande. La sua ricerca parte da lontano, da quelle teorie filosofiche che hanno dato forza a questo processo. Dall&#8217;Età dei Lumi in poi le idee si sono fatte sempre più chiare, per giungere poi al Novecento, con i primi esperimenti che hanno messo in mostra gioie e dolori della tecnica. Ne viene fuori un uomo sempre più dominato dalla sua <em>vergogna prometeica, </em>come scriveva il filosofo Günther Anders, plagiato da un senso di inferiorità che prova verso le macchine che egli stesso ha costruito, tanto da voler trasformare sé stesso in un artefatto perfettamente funzionante e per il quale sono stati pensati anche dei pezzi di ricambio. Il libro di Bonito fa luce su un altro importante aspetto: <em>il ripensamento dell&#8217;uomo</em>. Il postumanesimo, infatti, non va inteso come sostituzione dell&#8217;uomo, bensì come una nuova idea sulla sua natura e sul suo modo di rapportarsi con l&#8217;ambiente che lo circonda.</p>
<p>Nell&#8217;epoca del pensiero debole e del relativismo, l&#8217;umanità deve riconoscere il suo spaesamento. Ma affidarsi completamente alla tecnologia è la strada giusta? Bonito sottolinea anche che le ricerche sugli esoscheletri, che dovrebbero aiutare, se non potenziare, la mobilità degli esseri umani, provengono da sperimentazioni in campo militare. Logicamente, non c&#8217;è la volontà di demonizzare la scienza, ma alcune domande bisogna porsele. Le derive sono dietro l&#8217;angolo. A Hiroshima, il 6 giungo 1945, l&#8217;uomo ha dato prova del suo istinto autodistruttivo; <em>autodistruzione</em> che spesso va a braccetto con i deliri di onnipotenza dell&#8217;umanità.</p>
<p>Ma la storia non finisce qui e continueremo a parlarne, perché di libri interessanti su questo argomento ce ne sono davvero tanti.</p>
<hr />
<p>Se ti è piaciuto questo articolo <a href="https://www.borderliber.it/postumanesimo-zizek-e-la-morte-dellindividualita/">clicca e leggi anche &#8220;Hegel e il cervello postumano&#8221;</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/postumanesimo-libro-claudio-bonito/">Postumanesimo e filosofia. Bonito ci illustra l&#8217;uomo nuovo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5438</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Paul Amadeus Dienach. L&#8217;uomo che viaggiò nel tempo e predisse il futuro</title>
		<link>https://www.borderliber.it/paul-amadeus-dienach-luomo-che-viaggio-nel-tempo-e-predisse-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 02:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Divinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fame]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre]]></category>
		<category><![CDATA[Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=3637</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Letizia Falzone Paul Amadeus Dienach: un uomo come tanti? Forse no. Lui dice, e ne è sicuro, di aver vissuto nell’anno 3905. Ma andiamo con ordine. Dienach nasce a Zurigo nel 1884, da padre svizzero e madre austriaca. Comincia la sua carriera, una volta terminati gli studi, come insegnante di francese e inglese.Proprio in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/paul-amadeus-dienach-luomo-che-viaggio-nel-tempo-e-predisse-il-futuro/">Paul Amadeus Dienach. L&#8217;uomo che viaggiò nel tempo e predisse il futuro</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em><strong>Articolo di Letizia Falzone</strong></em></p>
<p dir="ltr">Paul Amadeus Dienach: un uomo come tanti? Forse no. Lui dice, e ne è sicuro, di aver vissuto nell’anno 3905. <br aria-hidden="true" />Ma andiamo con ordine.</p>
<p dir="ltr">Dienach nasce a Zurigo nel 1884, da padre svizzero e madre austriaca.<br />
Comincia la sua carriera, una volta terminati gli studi, come insegnante di francese e inglese.<br aria-hidden="true" />Proprio in quegli anni, s’innamora perdutamente di Anna. Il loro potrebbe essere un idillio fantastico, ma la sorte fa sì che il loro amore ricordi quello di Dante e Beatrice. Infatti, nel 1907, la sua Anna va in sposa ad un facoltoso uomo d’affari.<br aria-hidden="true" />Non durerà molto, questo matrimonio: due anni dopo, Anna viene portata via dalla tubercolosi, uno dei mali più diffusi all’epoca.<br aria-hidden="true" />Rimasto senza l’amore della sua vita, Paul continua ad insegnare sino al 1917.<br aria-hidden="true" />In quell’anno, una malattia misteriosa manifesta i suoi primi sintomi: si tratta dell’encefalite letargica, una patologia di origine virale che attacca il cervello. Per difendersi e per difendere il corpo, il nostro “computer di bordo” induce uno stato comatoso. Questo può durare qualche minuto così come qualche settimana; essendo un virus incurabile, lo stato comatoso si prolunga sempre più, sino a quando l’organismo non riesce più a reggere la situazione e ritorna indietro dal coma.</p>
<p dir="ltr">Il primo degli attacchi che Paul avrà dura 14 giorni.<br />
Dopo due settimane, si risveglia, convinto sia passato pochissimo tempo dal momento in cui si è addormentato, un minuto o poco più.<br aria-hidden="true" />Nel 1921 l’encefalite letargica lo colpisce di nuovo, ma questa volta è molto violenta: resta in coma per un anno, durante il quale è ricoverato in un ospedale di Zurigo. Al suo risveglio scopre che la madre è morta e lui inizia ad accusare i primi sintomi di una malattia micidiale all’epoca, la tubercolosi. A quel punto Dienach decide che Zurigo è troppo fredda e umida per il suo stato di salute, così si trasferisce ad Atene, dove insegna francese e tedesco all’Università. <br aria-hidden="true" />Lì avrà come allievo George Papachatzis, in seguito divenuto docente di diritto e giurista del Consiglio di Stato greco.</p>
<p dir="ltr">George ha un ruolo fondamentale: a lui Paul consegnerà quattro diari scritti nell’arco della sua vita. 800 pagine che sconvolgeranno in primis proprio George, che anni dopo deciderà di pubblicarli, incorrendo nell’ira del clero, della classe politica, dei benpensanti, di tutti praticamente.</p>
<p dir="ltr">Ma cosa contenevano i diari di Paul per lasciare di sasso così il Mondo?</p>
<p dir="ltr">In più occasioni, Dienach sottolinea come egli non abbia mai avuto il dono della scrittura o della fantasia. Tutto ciò che ha riportato nei suoi diari è quello che ha vissuto o che crede di avere vissuto durante i suoi 360 giorni di coma.</p>
<p dir="ltr">Dienach va in coma a maggio del 1921 e si risveglia nell’anno 3905 nel corpo di un tale Andeas Northam, uno scienziato italiano sottoposto ad ibernazione, ricoverato in un ospedale di Molsen dopo essere stato vittima di un incidente con una macchina volante. I medici parlano con Andreas, gli dicono chi è e cosa ha avuto, ma quell’uomo non riconosce niente e nessuno, perché in verità si tratta di Amadeus, consapevole di esserlo, che non capisce la lingua parlata dai medici. Ciò che lo stupisce, fin da subito, è l’ambiente fatto interamente di vetro e luci e le strane divise indossate dal personale ospedaliero. Andreas/Amadeus non riesce a recuperare la memoria, non riconosce i suoi amici e congiunti e dunque viene mandato in una struttura dove dovrebbe recuperare la coscienza. In quel luogo Dienach apprende tutto ciò che è successo nei duemila anni compresi nel suo viaggio temporale.</p>
<p dir="ltr">Racconta che il XX e XXI secolo sono attraversati da guerre mondiali, dall’oppressione dell’uomo sull’uomo e dal mancato rispetto della natura. I valori cambiano e il consumismo senza limiti distrugge il pianeta e le coscienze degli uomini. Sono anni dove “il potere economico e politico è detenuto da un Nuovo Ordine del Mondo“. Dilagano violenza e povertà, soprattutto in Africa e in Asia. Il pianeta è sovrappopolato e Marte diventa la meta di una colonia terrestre, ma dopo circa sessant’anni dal primo insediamento accade una catastrofe: un evento estremo uccide i 20 milioni di persone che vi abitano.<br aria-hidden="true" />Nell’anno 2309 l’Europa sarà quasi completamente rasa al suolo da una guerra nucleare. La popolazione sopravvissuta inizierà a migrare per il mondo e nell’Europa del sud arrivano popoli del nord.</p>
<p dir="ltr">Dopo il ‘rinascimento’, secondo Dienach, tutto cambia: ogni persona lavora soltanto due anni della propria vita, nelle fabbriche che producono energia elettrica (chiamate Glothners, dove si sfruttano energia nucleare, geologica, geomagnetica e rinnovabile, giusto per citarne alcune). Le fabbriche sono disposte prevalentemente nel continente australiano. La proprietà privata è un concetto ormai superato da secoli (o millenni), così come le guerre religiose. Esiste un’entità unica, Samith, che tutto comprende. È oltre il concetto di Dio o Dei: esistono differenti religioni, svuotate di qualsiasi significato dogmatico.</p>
<p dir="ltr">Paul/Andreas ha la possibilità di poter viaggiare in lungo e largo, visiterà città futuristiche come Markfor, la “vecchia” Roma, cinque volte più grande dell’attuale Città eterna.</p>
<p dir="ltr">Dienach, nella sua storia, parla anche degli extraterrestri, che sono sulla Terra e gli uomini lo sanno, ma ci convivono pacificamente.</p>
<p dir="ltr">Un desiderio che gli uomini hanno fin dalla notte dei tempi, o quasi.<br />
L’unico viaggio per il quale, probabilmente, ognuno di noi sarebbe disposto a pagare qualsiasi prezzo è viaggiare nel tempo.<br aria-hidden="true" />Quello dei viaggiatori del tempo è un tema noto alla fantascienza e alla fantasia umana. E se ci fossero le prove di un viaggio temporale?<br aria-hidden="true" />Quanto scritto da Paul era il frutto di una mente offuscata dalla malattia, oppure il resoconto di un reale viaggio nel tempo?<br aria-hidden="true" />Utopia? Invenzioni di un ‘folle’ genio? Fantasia galoppante? Forse. Ma se lo stesso Dienach non ne ha fatto parola con nessuno finché è stato in vita e ha affidato i suoi diari ad un suo allievo, resta da chiedersi se non abbia ‘visto’ qualcos’altro, qualcosa che gli abbia fatto comprendere che non stava sognando.<br />
Quel che è certo è che Amadeus scriveva negli anni ’20 del 900, e a leggere oggi le sue parole quanto del nostro presente ci troviamo dentro? Tanto.</p>
<p dir="ltr">I diari di Paul, una volta pubblicati da George Papachatzis, crearono scompiglio e vennero presi come la “solita farneticazione” da parte di chi era effettivamente restato in stato di coma per quasi un anno. Eppure, se li leggete bene, noterete come la “Preistoria” indicata da Dienach non sia assolutamente lontana da ciò che effettivamente è accaduto e che sta accadendo. Accadrà veramente? Erano le visioni di una persona con una patologia difficile e incurabile?</p>
<p dir="ltr">Probabilmente solo il Futuro (o il passato di Andreas Northam) ce lo sapranno dire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/paul-amadeus-dienach-luomo-che-viaggio-nel-tempo-e-predisse-il-futuro/">Paul Amadeus Dienach. L&#8217;uomo che viaggiò nel tempo e predisse il futuro</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">3637</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
