Rossella Postorino: alla scoperta di “Le assaggiatrici”

Recensione di Sebastiano Impalà. In copertina: “Le assaggiatrici” di Rossella Postorino, Feltrinelli
Questo è il primo libro che leggo della scrittrice di origine reggina Rosella Postorino. Ne seguiranno indubbiamente altri, per continuare a cogliere l’essenza della sua formidabile penna.
Lineare, doviziosamente storica e mirabilmente documentata, l’autrice imbastisce un romanzo sulla pelle di Rosa Sauer, una berlinese che, per eludere i bombardamenti, lascia la città alla volta di Gross-Partsch, quartiere generale del Fuhrer.
In compagnia di altre nove donne locali, viene scelta per coprire il ruolo di assaggiatrice. Devastata da mille dubbi ed altrettante perplessità inizia la sua attività che, se da una parte le garantisce tre pasti al giorno in un periodo di miseria, dall’altra mette a rischio la propria vita.
Rosa vive con i suoceri e il marito Gregor, di cui perderà repentinamente le tracce in quanto disperso in guerra. Un turbinio di eventi, la consapevolezza di vivere in un periodo assurdo e fortemente sbagliato, sotto una dittatura nociva a chiunque, la convivenza forzata con le altre assaggiatrici e l’amore “controverso” con Albert Ziegler, tenente delle SS, costituiscono il leit motiv di questo romanzo.
Tra macerie e desolazioni, frustrazioni e pentimenti, il lettore viene catapultato in una spirale convulsa di eventi, dalle tinte forti e ben caratterizzate che fanno di Rossella Postorino una scrittrice fortemente passionale ed incisiva nel panorama letterario e non solo. Da gustare delicatamente ma da leggere assolutamente.
