Madre di ogni desiderio

“Madre di ogni desiderio” è il titolo che abbiamo dato a queste sei poesie di Marcello Buttazzo. In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale
La buia lunga interminabile notte
d’improvviso s’incendia di rosso
e il tuo esile viso di fata vive
rivive nelle foto che gelosamente custodisco.
Ti guardo attentamente, ti fisso negli occhi bambini
e con passo illanguidito vado;
cercando?
Su e giù per la stanza.
Versi tratti dalla raccolta “Clandestino d’amore”, Manni Editori, 2006
Cielo chiaro
di imminente primavera.
Il tuo sangue vivo
di Venere assente
sussulta
come improvviso lampo di vita.
Sotto questo cielo di scintille
un miraggio
barbaglia,
come presagio d’amore.
Il fiore del susino
palpita,
nel giardino dell’anima
s’affollano i ricordi.
Stelle lontane
irrefrenabili voli di gabbiani
ritornano.
Germogliano
i virenti ramoscelli
del sogno.
Versi tratti dalla raccolta “Nei giardini dell’anima”, Manni Editori, 2007
S’alluzza il desiderio
in infinite contrade
dell’anima. Ti rivedo
nuda come terra incolta.
Nel trasognato giardino
carezzi zaffiri di vento
e dai acqua e nutrimento
a gerbere e viole.
Ti rivedo nuda
assumere
pose inesplose.
Svaporata rabbia
deponi l’ascia di guerra
e fuma il tuo calumet di pace.
Con arance
la mia fanciulla
verrà sola e nuda,
nuda come terra
che s’apre e aspetta.
Cos’è che riposa
nelle spire della notte?
Versi tratti dalla raccolta “Serenangelo”, Manni Editori, 2010
Come un caldo torrido
mi togli il respiro.
Come vento
che viene dal mare,
con terra bruciata
fai spariglio dei pensieri.
Tu vieni dal mare
e hai negli occhi
Il fuoco dell’amore
e della giovinezza.
Tu narri
la favola bella.
Le tue ore
si susseguono
in un odore di solleone
al ritmo delle placide
clessidre.
Versi tratti dalla raccolta “E ancora vieni dal mare”, Manni Editori, 2012
Strada affaticata
percorsa
a piedi nudi piagati.
Quante volte
mi fermai
ai confini dei venti
con una pena d’amore!
Ma non è più l’ora,
anima amara,
di lacrime di prostrazione.
Ogni croce straziata
ha una memoria.
Guarda fuori.
Una donna gentile
di fraterno dolore
intreccia canestri
di verdi parole.
Si squarcia
l’orizzonte
di calie e soli.
Versi tratti dalla raccolta “E l’alba?”, Manni Editori, 2015
A mamma Antonietta
Madre,
ancora vai
su e giù per la casa,
traversi le stanze
come soffio di vento.
Sei il tempo
che m’è concesso
in questa stagione incerta,
sei il sole
che valica le finestre
carezzando ogni cosa.
Sei la rosa
che non è mai arresa
ma è florida di petali
di colorito fulgore.
Sei l’ardore
di saperti viva
e sempre combattiva,
e i tuoi novant’anni
hanno la forza
dei centomila cavalli a galoppo.
Ti vedo nel giardino
e forse rammenti
i tuoi trascorsi contadini,
il lignaggio gentile
dei tuoi avi, dei tuoi nonni.
I gatti Johnny e Alfonso
sono due monelli felini
che ci fanno compagnia.
A te non chiedo niente,
mi hai dato tutto ciò
che io potessi desiderare.
Solo una piccola supplica
ti rivolgo:
ti prego, non morire.
Non farlo,
neppure ad aprile
quando rinasce la primavera.
Ti prego, madre,
non morire.
Non lasciarmi
disarmato
in questo mondo sconfitto dilacerato
sconclusionato.
Versi tratti dalla plaquette di prose minime “Sommesse preghiere”, Collettiva Edizioni Indipendenti (I Distillati), 2025
