Due anni: io, Betta e la vita

“Due anni: io, Betta e la vita” è un piccolo omaggio che la nostra lettrice Fiorella Lorenzi ha voluto dedicarci al termine di un percorso. La foto in copertina è dell’autrice
Sono passati due anni.
Due anni dal mio ritorno alla vita.
Non ne parlo quasi mai, ho vissuto quasi in silenzio questi mesi, tenendo dentro di me i miei veri pensieri.
Perché ho capito tanto, e ho sofferto più per altre cose che per la paura della pericolosità della malattia in sé.
Mi sono resa conto delle mie fortune… perché la vita mi è stata ridata sconfiggendo un male che avrebbe potuto vincere, se non fosse stato per la professionalità e l’umanità di un grande medico, il dottore Tonino De Lio, che mi ha salvato convincendomi a fare gli esami necessari per una adeguata prevenzione.
E poi ho continuato il percorso chirurgico – grazie al professor Francesco Fazio – con il dottor Mercantini, del Sant’Andrea di Roma.
E ora vado avanti con la pazienza e la professionalità del dottore Giuseppe Errico e della dottoressa Antonella Galiano.
Lo dico perché è il momento di fare il bilancio della mia vita, a 56 anni… delle mie battaglie perse, dei miei fallimenti, delle mie conquiste.
Ho la mia famiglia. Il legame con mio marito e mio figlio si rinsalda ogni giorno di più. Ma ho perso tanti cari, tanta voglia di vivere se n’è andata con loro. E ogni momento di dolore mi allontana sempre più da quel libro nel cassetto che mi attende da anni. Ogni tanto mi sembra di sentire la voce della protagonista, Betta, che mi chiama e mi rimprovera perché vuole sapere quale sarà il finale della sua avventura. Come faccio a dirle che devo capire prima cosa voglio della mia?
Devo capire cosa fare delle mie delusioni, delle amicizie che non sono mai state tali, nonostante io fossi ingenuamente convinta del contrario. E questi due anni sono serviti anche a questo, a metabolizzare i silenzi di chi avrebbe dovuto dire una semplice frase: come stai. I silenzi ancora più lunghi di chi si è reso conto che la farsa è finita, che la vita non potrà più condizionarmela da vicino, con una falsa amicizia da gatta morta.
E si, a 56 anni queste cose le posso dire! Anche a Betta, l’unica che mi capisce!
Forse, insieme a lei, riuscirò a sbloccare ciò che mi frena in questa seconda vita. Che sarà sicuramente più breve ma che sarà allo stesso tempo più sincera.
Ringrazio il Cosmo che ha voluto che oggi io sia ancora qui. Senza pretese, per una vita nuova. Serena.
E tra le mai mi torna questo mio scritto di qualche anno fa:
Io e Dio
Ti sognavo da bambina come un padre amorevole,
mentre l’odore del cedro si mescolava a quello della iuta.
Ti immaginavo mentre mia nonna annaffiava i gerani dal balcone,
raccontando di tesori nascosti, di streghe e partigiani.
Ti ho visto negli occhi di mio figlio,
miracolo di una vita che per poco non esisteva.
Ti ho visto negli occhi di mia madre,
mentre raccontava la sua fede verso un’altra Madre.
