La luna per tutti, l’infinito per pochi

Racconto di Martino Ciano. «Parole dettate dalla luna». La foto è stata scattata dall’autore
Non era una sera come le altre. Ti sei fermato sul punto più alto del tragitto che compi quotidianamente per guardare la luna. La sua falce luminosa ti apparve più importante di tante urgenze che ti ballavano in testa. «Esiste l’infinito anche quando qualcuno decide di renderlo innocuo».
Forse non sono ancora riusciti a metterci definitivamente l’uno contro l’altro. Di sicuro continueranno a disgregare questa società, le nostre comunità. Importare individualismo, ammaestrare le masse attraverso una somministrazione costante di catastrofi. Paura liofilizzata, venduta in barattoli ermeticamente chiusi che permettono una lunghissima conservazione.
Lì, nel posto in cui ti sei fermato, c’era il silenzio necessario. In lontananza echeggiavano i versi dei cinghiali. La luna dispensava serenità e indifferenza. Ovunque ti voltassi c’era la sua presenza, la sua luce, ma lei non sapeva e mai saprà del potere che esercita. Lei era lì e sarà lì. Tu sei rimasto e resterai in silenzio.
È così grezza la visione di questa società. Troppi sputano sulla libertà, mettono in dubbio i benefici della democrazia, auspicano un egoismo selettivo, scalpitano per entrare nelle stanze dei padroni. Sembrano felici di finire nelle grinfie dei tiranni, di portare al collo pesanti collari. Ciascuno pensa di salvarsi, di essere un prescelto.
Ci ritroveremo insieme a raccontarci delusioni, a sottolineare le nostre occhiaie con bestemmie nuove. Riusciremo a proclamare in un giorno la fine di tutte le nostre conquiste. Dimenticheremo e saremo di nuovo in balia di uomini senza scrupoli. Verso chi rivolgeremo le nostre preghiere?
Guardavi la luna dal punto più alto del tuo tragitto quotidiano. Lei era lì solo per te. «La luna è per tutti, l’infinito per pochi. Che grande potere hanno gli uomini: dare voce a ciò che non ha un’anima».
