Frammenti: arriva l’Ep del progetto GlassTear

Intervista di Martino Ciano. In copertina la cover di “Frammenti” del progetto musicale “GlassTear”
Immaginate una cover band degli Iron Maiden in un piccolo paesino calabrese. Proseguite delineando i volti di quattro adolescenti che si riuniscono tutti i pomeriggi in una stanza, che era in principio la camera da letto dei miei genitori, insonorizzata con pannelli di polistirolo, scatole di uova e tela. Mio padre diceva ogni giorno che gli avevamo rovinato un appartamento, ma per noi la musica era tutto, e lui lo capiva e ce lo lasciava fare. Ecco, tra quei quattro ragazzi mingherlini e metallari, oltre a me, c’era Max Grosso Sgarrillo, che la musica, a differenza mia non l’ha mai abbandonata. Lui era per me un batterista insostituibile, oltre che l’amico con cui ho condiviso gli anni più belli della mia vita. Oggi è un polistrumentista che si diletta con l’arte con la stessa passione di quando era adolescente. Lo fa nel tempo libero, dopo il lavoro, come fanno tanti. Il 27 marzo 2026 è uscito “Frammenti“, un Ep ricco di emozioni genuine, figlio del progetto “GlassTear“. Per me, quella che segue, non è solo un’intervista, ma un omaggio a un passato che resterà sempre in me. Perché la musica è un demone che ti accompagna sempre e ti vibra dentro e oggi, come se imbracciassi la chitarra per suonare The Phantom of the Opera – la nostra canzone preferita dei Maiden – ho posto qualche domanda a Massimiliano. A lui e alla sua passione indomita auguro il più caloroso Stay Brutal. Il suo non è heavy metal, ma qualcosa di sperimentale, frutto di quei mille generi che ascoltavamo, quando ancora dovevi inserire un CD nello stereo e potevi skippare con parsimonia. E ora buona lettura.
Ciao Max, è disponibile online il tuo nuovo EP “Frammenti”, che hai pubblicato nell’ambito del progetto “GlassTear”. Parlaci un po’ di questo EP, dal punto di vista musicale e dei contenuti.
Ciao Martino, intanto grazie per questa intervista. “Frammenti” si compone di 4 brani a cui ho lavorato per oltre un anno, tra composizione, registrazioni, mix e mastering. Ho scritto i testi in un periodo molto difficile della mia vita. Come sai, ho perso mia madre nel “torrido agosto” di due anni fa, mentre ero lontano e ricoverato in ospedale per un intervento apparentemente banale ma che ha poi avuto delle complicazioni piuttosto serie. Oggi mi sento molto fortunato non solo perché sono qui a poter raccontare certe disavventure, ma anche per aver avuto la possibilità di trasferire in musica certe emozioni che, spero, si possano percepire durante l’ascolto.
Quindi si tratta di testi piuttosto intimi?
Assolutamente sì. È in assoluto il mio lavoro più intimo. A te non posso negare che, a volte, ho dovuto interrompere le produzioni per lasciar svanire quella sensazione di calore nel petto che fa tremare la voce. Però, al tempo stesso, mi è servito anche per esorcizzare il dolore e andare avanti.
Forse è anche per questo che i testi dei brani sono in italiano?
Sì, è la prima volta che scrivo brani in italiano. A pensarci bene, mi è venuto piuttosto naturale esprimermi in italiano, perché risulta immediato e profondo allo stesso tempo. Quando scrivo in inglese faccio troppa attenzione alla musicalità delle parole, oltre che al significato, mentre in italiano ho notato che la penna si muove in maniera più istintiva, sicuramente senza filtri linguistici.
E musicalmente come lo hai composto?
Anche dal punto di vista strumentale ho un po’ ribaltato l’approccio alla scrittura. Solitamente i miei album sono al 90 percento “guitar driven”, perché parto da riff o arpeggi di chitarra e costruisco tutto il resto di conseguenza. Invece questa volta mi sono concentrato sulla ricerca del “suono” più adatto ad esprimere certe sensazioni profonde. Infatti, ho utilizzato molto il piano elettrico e i sintetizzatori, partendo a volte da pad semplici ma efficaci. Ho anche riassemblato interamente il mio rig di chitarra, dando molto più spazio alla sezione clean e agli effetti di ambiente.
Quindi niente distorsori?
Sì, per questa volta niente distorsori. Ma la tensione è palpabile nel sound, spero.
Parlaci un po’ del progetto GlassTear…
Ho fondato il progetto GlassTear esattamente un anno fa, spinto dalla convinzione che ogni idea musicale, se non condivisa, equivale ad energia sprecata. Quindi, ho pensato di coinvolgere musicisti non professionisti che possano contribuire alla produzione di brani mescolando le esperienze, i gusti e le competenze di ciascuno, senza alcun vincolo stilistico, né temporale. Nel mio GlassTear Home Studio cerco di canalizzare le idee di tutti verso la produzione di brani compiuti, mettendo a disposizione la mia esperienza in maniera totalmente gratuita.
Per maggiori dettagli sul progetto potete linkare qui, ci tengo a precisare che non utilizzo e non utilizzerò mai I’Intelligenza Artificiale per la produzione di brani musicali.
Ecco tutti i link utili per ascoltare gratuitamente “Frammenti” del progetto “GlassTear”
Questo è il link al *sito web* del progetto https://sites.google.com/view/glasstear/home, che puoi anche seguire su *instagram* al link https://www.instagram.com/glasstear_music_project?igsh=MTlrcjM4azJuNjI2Yw==
Ecco anche i singoli link per *l’ascolto gratuito* (nel caso il multilink non dovesse funzionare):
*Youtube music* https://music.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_niB0bcq1LUhOg-ikEtDAchplWa63a0n5g&si=NU-4HshPNlMoHRgn
*Spotify* https://open.spotify.com/intl-it/album/0NsFnRtr7ZfzzJwTZMQ2zE?si=2_tfqy1HQLexEGfhcnNO-A
*Apple Music* https://music.apple.com/it/album/frammenti-ep/1880860896
*Youtube* https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_kKiBIZcUzJjIocBACtOaUEwbXNX3qL2lc&si=pbuKartHJ1ie2e0
*Bandcamp* https://glasstear.bandcamp.com/album/frammenti
*Soundcloud* https://on.soundcloud.com/ohgKZVK5wU6rP0GbO0
*Amazon Music* https://music.amazon.it/albums/B0GQNB86RS?marketplaceId=APJ6JRA9NG5V4&musicTerritory=IT&ref=dm_sh_Vfe76xM5zZnzw1euNDIXf0O3L
*Deezer* https://link.deezer.com/s/32Pa082SZkuIikVhq4x6X
*Tidal* https://tidal.com/artist/58559793/u
