Appunti da un’Apocalisse: racconto di un futuro imminente?

Articolo di Martino Ciano. In copertina: «Appunti da un’Apocalisse» di Mark O’Connell, Il Saggiatore, 2021
Ci sono uomini innamorati della fine del Mondo. Anzi, possiamo dire che non aspettano altro per dare vita a un nuovo ordine. Sembra una distopia, invece è una parte di realtà neanche troppo nascosta. In questo libro Mark O’Connell ce la fa esplorare.
I nomi di questi «convinti onnipotenti» sono noti: Peter Thiel, Elon Musk, Jeff Bezos. A loro si sono affiancati tanti altri magnati, alcuni di questi insospettabili. Essi rappresentano tutta quella élite secondo cui la «democrazia limita la libertà». Logicamente, la libertà di cui parlano non è quella che intendiamo noi, ma una sorta di mondo senza Stati e senza la benché minima traccia di comunità in cui pochi ricchi detengono un potere illimitato.
Questi «padroni» non riconoscono il cambiamento climatico, tanto meno caldeggiano la decrescita felice o una redistribuzione della ricchezza. Il loro obiettivo è quello di portare allo sfinimento la Terra per poi costruire nuovi paradisi. Per alcuni di loro uno tra gli Eden possibili potrebbe essere Marte. Questo è il futuro che ci stanno preparando.
Attraverso «Appunti da un’Apocalisse», Mark O’Connell non ci svela un piano segreto, anzi ormai tutto ci è stato svelato. I Signori del Mondo, i proprietari delle Big Tech non ne fanno neanche più mistero. Il vero problema è il nostro atteggiamento. Questo saggio è stato pubblicato nel 2021, quando ancora non si era verificata l’ascesa delle destre estreme. Quello che stiamo vedendo oggi, infatti, è che questi partiti sono incitati proprio da coloro che tifano per la distruzione del pianeta.
Si fanno chiamare sovranisti, populisti, ma in fin dei conti sono gli stessi che spingono per un’élite che vuole igienizzare il mondo. Ho fatto la conoscenza di O’Connell grazie a un altro suo libro «Essere una macchina», saggio del 2018 che parlava della «popolazione transumanista», pronta a superare l’umanità attraverso l’impegno della cibernetica.
Altro aspetto inquietante è che leggeremo cose al limite dell’assurdo che non possiamo prendere alla leggera. Penso al capitolo dedicato ai «prepper», persone che stanno già acquistando bunker antiatomici e cibi liofilizzati per garantirsi la sopravvivenza. La maggior parte di loro appartiene alla classe benestante ed è ben felice di vedere crepare «noi comuni mortali».
«È questo il mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli?», si domanda in più occasioni l’autore di «Appunti da un’Apocalisse». O’Connel, nonché giornalista irlandese, ci tira per le braccia e ci porta in un viaggio intorno al mondo, nonché per lo spazio. Marte e la Nuova Zelanda sono le località più gettonate, logicamente le modalità di conquista sono assai diverse. Il discorso però si sposta anche su un altro fronte: Chernobyl, luogo del disastro atomico del 1986 e che rappresenta uno dei possibili futuri.
Ciò ci apre gli occhi di fronte a qualcosa di spaventosamente reale, anche se tutto termina con una semplice domanda: «Quanto vogliamo essere complici della catastrofe?». Ciò rende «Appunti da un’Apocalisse» di Mark O’Connell un ottimo diario di bordo, tramite cui possiamo intravedere quello che si sta compiendo.
