Pizzo Calabro: passaggio nell’incanto

Pizzo Calabro: passaggio nell’incanto

Adriana Sabato ci racconta del suo passaggio nell’incantevole e rinomata cittadina calabrese di Pizzo Calabro. In copertina una foto scattata dall’autrice dell’articolo 

È impossibile resistere al fascino delle spiagge di Pizzo Calabro e del suo centro storico abbarbicato su un promontorio di tufo.

Questo suggestivo borgo è una delle località che contribuiscono a rendere la Costa degli dei, il paradiso che migliaia di turisti e visitatori scelgono ogni anno per le loro vacanze al mare. Qui, tra natura, storia e leggenda si può assaporare il vivere italiano in tutta la sua potenza.

Tra i punti di forza di Pizzo Calabro ci sono sicuramente le sue spiagge suggestive, come la spiaggia di Colamaio nel golfo di Sant’Eufemia e la spiaggia di Pizzo Marina. Ma questo territorio nasconde anche perle architettoniche di rara bellezza come la Chiesetta alla spiaggia di Piedigrotta, che si sviluppa all’interno della nuda roccia, o il Castello Aragonese da cui si può godere di una vista mozzafiato. Il centro storico di Pizzo Calabro, poi, ha la capacità di riportare indietro nel tempo tra vicoletti e scorci da scoprire con ritmi lenti.

La storia di Pizzo Calabro

Il passato di Pizzo è stato brillante in quanto il borgo si trova al centro delle vie commerciali terrestri e marittime del centro della Calabria. Nei depositi della Marina arrivavano olio, vino, grano, ferro, armi, ecc. destinati ad essere imbarcati all’interno del suo porticciolo naturale sulle piccole navi della marineria pizzitana e da qui essere portati ad Amalfi, a Napoli, Roma, e finanche a Marsiglia. Come località turistico balneare da sempre ha attirato le popolazioni dell’interno che andavano a fare i bagni nel periodo estivo. Viaggiavano con ogni mezzo (carrozze, traini, ecc.), si portavano le proprie masserie ed alloggiavano a Pizzo per periodo non inferiore al mese. Sotto l’aspetto commerciale a Pizzo venivano a fare acquisti da ogni dove tanto erano di alto livello qualitativo i propri negozi. Per le calzature e abbigliamento avevano un vero e proprio primato che in certi periodo ha dato vita a produzioni vere e proprie.

L’arte

Interamente scavata nella roccia arenaria, proprio sul tratto di mare che si affaccia lungo lo splendido Parco Marino Regionale Costa degli dei, la Chiesetta di Piedigrotta rappresenta uno dei gioielli di Pizzo.

Lo splendido santuario fu edificato da alcuni naufraghi napoletani, alla fine del Seicento, per ringraziare Dio di essersi salvati dalla tempesta.

I marinai attribuirono il miracolo alla protezione di un quadro della Madonna che si trovava sulla nave e che ritrovarono sulla spiaggia. Una volta tratti in salvo assieme al quadro miracoloso, i marinai per devozione scavarono nella roccia una piccola cappella, l’attuale Chiesetta di Piedigrotta, e vi collocarono la sacra immagine (ribattezzata Madonna di Piedigrotta).

Attorno al 1880 l’artista locale Angelo Barone, seguito da suo figlio Alfonso, cominciò a ingrandire e decorare la cappella con statue raffiguranti scene e personaggi della Sacre Scritture e della Vita di Cristo, ricavate dalla stessa roccia tufacea.

Il Quadro della Madonna di Piedigrotta è oggetto di una sentita devozione popolare e dell’annuale Festa della Madonna di Piedigrotta. La festa si svolge il 2 luglio, preceduta dalla novena, e vede l’effige protagonista di una caratteristica processione in mare guidata dall’imbarcazione “Perla Nera”, addobbata con fiori e banderuole colorate. Questo misto di storia locale e leggenda fanno di Piedigrotta un unicum nel suo genere.

Le sculture

Sant’Antonio da Padova raffigurato con un bambino tra le braccia. San Giorgio che uccide il drago, una scultura dinamica che simboleggia la lotta tra il bene e il male. Santa Rita, conosciuta come la santa delle cause impossibili.

Angeli e cherubini, posizionati in vari angoli e nicchie della grotta per decorare le pareti e l’altare. Il Presepe, una ricca rappresentazione della natività con pastori, Re Magi e animali. La Pietà, una drammatica raffigurazione della Madonna che sorregge il corpo di Gesù Cristo. Le Nozze di Cana, la scena evangelica del primo miracolo di Gesù che trasforma l’acqua in vino. Il Battesimo di Gesù, San Giovanni Battista che battezza Cristo nelle acque del fiume Giordano.

Pizzo Calabro e il castello aragonese

Il castello, arroccato su di uno sperone roccioso a dominio del golfo di Sant’Eufemia, fu edificato da Ferdinando I d’Aragona, nel 1486, intorno a un torrione fatto erigere precedentemente dagli Angioini, la cosiddetta Torre Mastra, risalente alla fine del XIV secolo.

L’antico castello conserva ancora oggi i suoi volumi compatti, costituiti da un massiccio corpo quadrangolare affiancato da due torri a tronco conico che danno verso l’abitato.

La sua parte trapezoidale è invece a picco sul mare. Il portone d’ingresso è fornito di ponte levatoio. Sul portale si trova una lapide a ricordo di Gioacchino Murat che vi fu rinchiuso e poi fucilato il 13 ottobre 1815.

La visita al Castello è interessante, ma anche sconcertante in quanto sono presenti delle statue di cera che ricostruiscono gli ultimi giorni di vita e la prigionia di Murat. La visita alla chiesetta di Piedigrotta è invece molto affascinante e suscita grande stupor, fino al disorientamento.

 

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