Una sola lista alle Comunali: tutto è compiuto!

“Una sola lista alle Comunali: tutto è compiuto” è un articolo di Martino Ciano
Una sola lista alle Comunali. Sembra uno scherzo, invece è realtà. E anche se ne spunterà un’altra, sarà giusto un capriccio, anzi uno scherzo ordito da quattro amici in cerca di un polemico passatempo.
Alcuni si chiedono come sia successo tutto questo. Un tempo ci si batteva con mesi di anticipo e ogni bar eleggeva un suo consiglio comunale. Il fantomatico sindaco pagava il caffè a tutti, sembrava un re e il suo trono era un marciapiede sul quale teneva un comizio al giorno. Oggi niente.
Ma perché ci sarà una sola lista alle Comunali? Cosa ha provocato questa situazione? E che ne so io! C’ho pensato un po’ su e mi sono detto che, dopotutto, siamo rimasti in pochi. Generazioni e generazioni se ne sono andate. Chi è rimasto non c’ha voglia, perché non si sente stimolato. «A ragionare con coloro che proprio non vogliono sentire ragioni si perde tempo e salute», così mi hanno spiegato. Il passato ha avuto i suoi problemi di apatia e di cecità. «Non sei un vero politico – mi ha spiegato un tizio – se non sai pensare al futuro. E per futuro intendo quello in cui neanche tu ci sarai più». E chi ci pensa a una cosa così lontana? Allora, di politici limitati è pieno il mondo, perché qui troppi si sentono immortali, soprattutto se maneggiano il potere.
Ho detto a costoro che hanno ragione a pensarla così. Se qualcosa di buono si voleva fare, bisognava invertire rotta decenni fa, quando si apparecchiavano tavole ricche su un territorio vergine. Ma l’abbuffata è stata grande, c’è chi è morto per ingordigia e chi di stenti. Chi aveva ampia visione se n’è andato, a malincuore, ma almeno si è salvato. Infatti, quando tornano per le vacanze dicono: «Per fortuna mi sono fatto le valigie in tempo». Il disastro è lì, edificato e non può essere riqualificato.
E ora che programma ci vorrebbe? Quale progetto per il futuro? Io insisto sempre sul solito da anni: spostare l’attenzione su Centro storico e Montagna. Salvare il salvabile del Campo profughi della Marina. Scelte impopolari perché sono quelle più produttive.
E poi mi hanno chiesto se io andrò a votare per la sola lista presente alle Comunali. E io ho risposto che ci andrò sicuramente, perché è inutile astenersi per evitare di raggiungere il quorum e fare venire un Commissario. Tanto qui la questione non è politica, ma demografica. Siamo testimoni della fine del processo di riciclo associato all’usato garantito. Tutto qui. È solo questione di qualche decennio e poi l’emorragia sarà finita per dissanguamento. Verrà il tempo in cui non ci saranno più liste. Sì andrà a governare per divertimento, con esigue risorse. Si sceglierà: o la briscola o il Comune. Magari si userà un umanoide dotato di una sofisticata intelligenza artificiale. La democrazia ha già perso da tempo le sue sfumature, ormai o è bianco o è nero.
A me piace pensare anche che un giorno, in una piazza, noi quattro gatti rimasti, ci riuniremo a ragionare sul da farsi. Potremmo farlo da subito. Ma poi vedo che si attuano strategie comunicative, con tanto di utilizzo di intelligenze artificiali, manco fossimo in una metropoli o simili ad androidi. Si brandiscono maledizioni e benedizioni sui social, come se ognuno stesse su un pianeta irraggiungibile. Ci sono ancora in atto “culti della personalità”.
E poi? E poi, aprite le liste, che qui si cercano “canditi e candidabili”. Come si noterà non cito né luoghi né metto riferimenti temporali, perché oggi tocca al mio paese, domani a qualche altro comune limitrofo. Il resto è memoria collettiva. Il mondo anche è immenso, ma in troppi pensano che finisca dietro casa loro.
