Viva la democrazia

“Viva la democrazia” è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore realizzata con l’intelligenza artificiale
Sguardo di pietra in cielo e in terra. Cercando la luna e il pelo nell’uovo nel conglomerato delle cose, tra le discussioni domestiche e i servizi casalinghi, lei sforna la sua torta soffice che sa di gomma dolce e di zucchero senza zuccheri aggiunti.
L’apocalisse si svolge di pomeriggio: tra le 17 e le 19, man mano che si fa incombente il dilemma della cena. Sullo schermo scorrono le trasmissioni televisive con i loro dibattiti sulle guerre nel globo. Lei guarda, assimila e ammette: «È tutto un dolore sulla Terra, tranne che nella mia cucina».
Sullo schermo piatto da 40 pollici si affollano le scene di madri sfigurate, di bimbi denutriti, di soldati azzoppati. Ma davvero esistono o tutto è un gioco? La domanda sorge spontanea e in soccorso dei suoi occhi sciroccati, per dare spazio a varie riflessioni sul tema, arrivano le pubblicità delle Crociere Low Cost, delle pastiglie che liberano dai dolori alla testa e che dispensano felicità al colon; ma anche un consulente finanziario a cui si può scrivere a qualsiasi ora, come all’amante clandestino, potrebbe essere un’esperienza da provare.
Quando la discussione politica riprende, con la conduttrice impomatata e il viso corrucciato, si entra nel vivo del “Politicamente appetibile”. Il dibattito si riassume così: ci sono buone ragioni per mettere pace e altrettante per ringalluzzire la guerra. Viva la democrazia. Domani se ne parlerà di nuovo. I titoli di coda silenziano il dibattito.
Il nuovo blocco pubblicitario è tutto incentrato sulle destinazioni del cinque e dell’otto per mille a enti religiosi e scientifici. Lei che guarda il display a cristalli liquidi sfida il cielo chiedendo: «Chi è il migliore: Budda, Gesù, un dio contemporaneo o gli scienziati di qualche pianeta?».
Sulla torta ha messo un tovagliolo bianco.
Sul tavolo ha steso una tovaglia bianca.
Nel cervello da tempo sventola bandiera bianca.
Viva la democrazia, ancora una volta.
«Questa sera petti di pollo arrostiti per tutti», esclama portandosi il dito sulle labbra. Ecco l’unica certezza di quella giornata. Nessuna replica è ammessa, altrimenti a letto senza cena.
