Crisi di astinenza: tribolazione di una storia vera

“Crisi di astinenza: tribolazione di una storia vera” è un racconto di Martino Ciano. In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale
Mi hai svegliato ruggendo nel mio orecchio destro. Stridevano le ossa, tintinnavano nella notte, eppure non faceva freddo. Il mondo era tiepido. Tu mi hai preso per mano e mi hai portato in strada con il viso scomposto ancora dal sonno che mi cullava.
Mi sono immerso nel buio con occhiaie violacee, con sguardo da gufo, con pensieri agitati dalla fase Rem; sussurrando il tuo nome, parlando con il cielo, collocandomi tra le luci fisse di Giove e Venere.
Ho ripetuto una preghiera: «Questa è la tribolazione di una storia vera, di una crisi di astinenza, di un suicidio assistito, di me e te che ci nascondiamo dallo sguardo di un bambino impazzito». Ma tutto questo non mi è bastato.
Pianeti come gioielli,
nel cervello ansimante,
satelliti in frantumi
ruotano intorno a te,
mia gravità.
«Sono spacciato» ho detto mentre mi recavo verso casa tua. Abitavi in una stradina su cui si rifletteva l’arancione elettrico dei lampioni cascanti. Mi aggiravo nel limbo del mondo con uno zainetto sulle spalle, con il cappuccio della felpa calato sulla testa. Ero come Savonarola a convertire con il terrore le genti, li dissoluti omini che niuno mise in ansia per la venuta dell’Apocalisse.
Ho portato il mio confessionale per te. Sostanza perfetta per la salvezza, corpo e sangue di una signora solubile. Madre che dispensa pietà e che corregge; spirito di grazia e di misericordia che spalanca le porte del cielo. Tribolazione? No, crisi di astinenza da qualcosa. Nel Dna di ciascun uomo si intreccia la dannazione dell’umanità fin dal concepimento del primo esemplare.
Dieci euro anziché trenta. La notte elargisce «saldi di fine giornata». Portami con te: viaggio di sola andata tra le nubi color indaco, tra l’umida atmosfera percorribile. Siedo alla tua destra Padre, per vedere dove hanno origine le tempeste.
Ho aperto gli occhi al vociare della sveglia. Cosa ho sognato e cosa ho vissuto per davvero? Forse entrambi i desideri: dormire e torturarmi. Mi è rimasta la spacciata illusione che nulla di entrambe le cose siano accadute per davvero.
Ho trovato un biglietto. Era attaccato con il nastro adesivo al frigorifero.
Ti conservo in un cassetto
per la mia prossima discesa
tra la perfezione.
