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	<title>Significato Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Arcana. &#8220;Il melograno&#8221; e i suoi significati</title>
		<link>https://www.borderliber.it/melograno-arcana-console/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 06:48:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Albino Console Alle porte del Tempio, sulla colonna denominata Jakin, trovano posto tre melograni, simbolo antico che si presta a varie interpretazioni, ognuna di esse valide, perché un simbolo va vissuto e compenetrato, ed ognuno di noi, oltre al significato già assegnatogli, può leggere in esso qualcosa di diverso. Pianta particolarmente cara alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Albino Console</strong></em></p>
<p>Alle porte del Tempio, sulla colonna denominata Jakin, trovano posto tre melograni, simbolo antico che si presta a varie interpretazioni, ognuna di esse valide, perché un simbolo va vissuto e compenetrato, ed ognuno di noi, oltre al significato già assegnatogli, può leggere in esso qualcosa di diverso.</p>
<p>Pianta particolarmente cara alla dea Giunone, che spesso veniva rappresentata nella sua mano destra, le si associava il significato di fertilità e abbondanza. Poi, abbiamo il mito di Persefone, figlia di Demetra e di Zeus, rapita dal Dio dell’oltretomba Ade per averla in sposa.</p>
<p>Demetra dea dei raccolti, in preda alla disperata ricerca della figlia scomparsa, dimenticò di attenzionare la vegetazione, e così l’umanità andò incontro ad un lungo inverno. Zeus, dispiaciuto per il destino degli uomini, informò Demetra della sorte della figlia, ma questa non acconsentì comunque alla ripresa dei raccolti, finché non avesse avuto indietro la sua Persefone.</p>
<p>Nel frattempo, negli inferi, Persefone in preda alla tristezza si sottrasse al cibo, se non un’unica volta in cui accettò sei chicchi di melagrana, senza però sapere che fosse il frutto dell’inferno e che obbligasse a rimanere lì per sempre dopo averlo assaggiato. In virtù del parziale consumo del frutto, Persefone raggiunse con Ade l’accordo di rimanere negli inferi solo per un numero di mesi pari ai chicchi mangiati, mentre i restanti li avrebbe trascorsi sulla terra, con la madre.</p>
<p>È così che Demetra, al ritorno della figlia in primavera, permette tutt’ora alla vegetazione di rifiorire fino alla fine dell’estate.</p>
<p>Abbiamo poi quella configurazione interna tanto cara alla Libera Muratoria che richiama l’unione dei Fratelli e delle Sorelle che, compatti, si riuniscono nei propri Templi, come anche i colori, rosso e bianco che richiamano maschile e femminile in quello che è a tutti gli effetti, il frutto androgino per eccellenza.</p>
<p>Un simbolo è e sarà sempre una scorciatoia per concetti ben più complessi da esplicare e/o da spiegare. Pertanto, per indicare l’unione e il rispetto creato con qualcuno, invece di parlarne rischiando di non trovare le parole giuste, basterebbe regalare semplicemente un melograno.</p>
<p><em><strong>*In foto, Albino Console, Rispettabilissimo Maestro Venerabile della Rispettabile Loggia Lux Solis della Gran Loggia D’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori</strong></em></p>
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		<title>La ribellione è ricerca</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-ribellione-e-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 01:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La ribellione è ricerca&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore Avremmo bisogno della leggerezza degli uccelli: spiccano il volo e fanno il nido dove possono. Lo diciamo spesso, ma non sappiamo da dove iniziare; ci proviamo ogni giorno, ma forse ci crediamo poco. Quando davanti alla morte quotidiana raccontata dai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;La ribellione è ricerca&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore</strong></p>
<p>Avremmo bisogno della leggerezza degli uccelli:<strong> spiccano il volo e fanno il nido dove possono.</strong> Lo diciamo spesso, ma non sappiamo da dove iniziare; ci proviamo ogni giorno, ma forse ci crediamo poco. Quando davanti alla morte quotidiana raccontata dai telegiornali ci soffermiamo a riflettere sulla banalità del male, creando mostri che all&#8217;apparenza non ci appartengono, ma che abbiamo allevato involontariamente, ci agitiamo e cambiamo canale <strong>perché il discorso non ci conviene.</strong></p>
<p>Non vogliamo responsabilità; <strong>siamo al massimo disposti a sentirci la ramanzina dei soliti noti</strong>, degli psicologi, dei criminologi, dei portatori di sapienza, ma di una emancipazione collettiva non ne sentiamo la necessità. Che sia una coltellata al petto o una cicca di sigaretta buttata per strada, non riusciamo a sopportare l&#8217;idea che dietro entrambi i gesti ci sia un <strong>delirio di onnipotenza</strong>.</p>
<p>E cos&#8217;è questo delirio se non il segno di un disgraziato senso di incomprensione che avvertiamo verso l&#8217;ordine precostituito; una continua ribellione nei confronti delle regole che abbiamo solo il dovere di rispettare, senza fiatare? Dopotutto, odiamo questa fede cieca che ci viene insegnata, impartita, deliberata sotto gli occhi e infusa nel cervello. <strong>La verità è che si provano a dominare gli istinti, ma si fallisce e tutto si riversa in altro.</strong></p>
<p>Quanti moralisti sono immorali; quante persone coraggiose sono vigliacche davanti ai fatti. Va bene tutto, fin quando l&#8217;opportunità si trasforma in necessità e si agisce nell&#8217;unico modo in cui si può agire, <strong>ossia con gusto prevaricatore, imponendo la propria volontà.</strong></p>
<h3>La ribellione: atto di fede</h3>
<p>Credo nell&#8217;educazione che mira a far comprendere, che garantisce un processo di interiorizzazione non della norma, ma del senso <strong>del giusto e della comune appartenenza alla vita.</strong> Odio le regole che non sanno avvicinare, ma che scavano un solco tra <strong>&#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221;</strong>; sono queste delle norme utili solo per una certa epoca e lasciate lì, aperte a confronti di comodo con i &#8220;cambi dei tempi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;attacco al relativismo culturale ha generato conservatori che disprezzano ogni disquisizione sulla vita e sulla morte. <strong>Non mi fido della &#8220;fede&#8221;, ma dei dubbi, perché ogni strumento umano è il malcelato tentativo di porre un ordine nel mezzo del caos</strong>; di qui la limitatezza di ogni visione, di ogni progetto, di ogni certezza. Eppure, oggi e così in futuro, qualcuno accenderà un televisore, accederà al web, andrà alla ricerca di un &#8220;senso&#8221; e di &#8220;significati&#8221; che qualcuno ha costruito per lui.</p>
<p><strong>Sarà felice, persino della sua infelicità.</strong></p>
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		<title>Parole davanti a una galleria</title>
		<link>https://www.borderliber.it/parole-davanti-la-galleria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2023 01:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Parole davanti a una galleria&#8221; è un articolo di Martino Ciano Mi hanno detto che la scrittura è una questione di punti di vista, la condivisione di uno sguardo sulla vita. È fatta di parole, quindi di interpretazioni. Alcune parole sono uguali per tutti e per tutti hanno lo stesso significato, ma è l&#8217;ordine che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Parole davanti a una galleria&#8221; è un articolo di Martino Ciano</strong></p>
<p>Mi hanno detto che la scrittura è una questione di punti di vista, la condivisione di uno sguardo sulla vita. <strong>È fatta di parole, quindi di interpretazioni.</strong> Alcune parole sono uguali per tutti e per tutti hanno lo stesso significato, ma è l&#8217;ordine che fa la differenza, il modo in cui le impieghi e le scegli che esprime qualcosa in più di te rispetto a coloro che leggono. <strong>E sebbene il narratore faccia di tutto per scomparire dietro di loro, egli è sempre lì, irremovibile e incapace di togliersi dalla scena.</strong> Un narratore ha il diritto di morire solo dopo aver concluso il suo racconto, non prima. E lui sa d&#8217;essere motore immobile, permanente anche al di là del libro. E anche se volesse nascondersi agli occhi del lettore, il narratore userebbe solo degli artefici. È lui e solo lui.</p>
<p><strong>Così mi sono lasciato alle spalle le lezioni dei maestri</strong>, le scuole di pensiero, gli assiomi e le teorie che pretendono di governare il caos in cui l&#8217;uomo sguazza. Pur non sentendomi all&#8217;altezza, lontano dalla <strong>Repubblica delle Lettere</strong> che giudica, eleva e straccia, da eretico e profano, da anarchico e coglione, ho iniziato la mia battaglia su un campo deserto sul quale non è arrivato e mai arriverà un esercito nemico. Fin dal principio, <strong>da buon vigliacco</strong> mi sono sentito allegro come un adolescente dopo il primo bacio. Ho fatto l&#8217;amore con il vento e con la solitudine.</p>
<p>C&#8217;è una galleria di fronte a me. Sento il fischio del treno, ma non arriva mai. Attendo, scruto, mi dico che prima o poi si affaccerà dal buio, ma nulla squarcia l&#8217;oscurità. Fa niente, aspetto paziente ciò che solo io vedrò. Intanto, confondo le mie idee, le diluisco, le rendo indistinguibili l&#8217;una dall&#8217;altra. <strong>Me ne frego anche della forza della parola, preferisco quel tale che disse che ognuno di noi parla un linguaggio personale che solo lui comprende&#8230; anche quando non mi comprendo.</strong></p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuto &#8220;Parole davanti a una galleria&#8221;, </em><strong>allora clicca qui e leggi anche <a href="https://www.borderliber.it/parole-brevi-tramonti/">&#8220;Parole brevi, tramonti autunnali&#8221;</a></strong></p>
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		<title>Gli spiriti dell&#8217;isola</title>
		<link>https://www.borderliber.it/gli-spiriti-dellisola-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 01:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Adriana Sabato. In copertina: Marco Ober, Achill Island, CC BY-SA 4.0 &#60;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&#62;, via Wikimedia Commons Inisherin, isola immaginaria, al largo delle coste irlandesi è il teatro della narrazione di un film Gli spiriti dell’isola (titolo originale The Banshees of Inisherin), da poco uscito nelle sale italiane. In realtà l’opera cinematografica è stata girata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Adriana Sabato. In copertina: Marco Ober, Achill Island, CC BY-SA 4.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0&gt;, via Wikimedia Commons</strong></em></p>
<p>Inisherin, isola immaginaria, al largo delle coste irlandesi è il teatro della narrazione di un film <strong>Gli spiriti dell’isola (titolo originale The Banshees of Inisherin),</strong> da poco uscito nelle sale italiane. In realtà l’opera cinematografica è stata girata ad <strong>Achill Island e ad Inishmore</strong>, la maggiore delle Isole Aran, due isole con le medesime caratteristiche che si affacciano al largo della costa occidentale d’Irlanda. Il nuovo lavoro di Martin McDonagh fa seguito al grande successo di <strong>Tre Manifesti a Ebbing</strong>, Missouri e segna il ritorno del pluripremiato commediografo, regista e sceneggiatore britannico-irlandese. Nel cast, la coppia di attori Colin Farrell e Brendan Gleeson.</p>
<p>Gli spiriti dell’isola, dramma grottesco con venature di commedia presentato al Festival di Venezia, candidato a 9 premi Oscar e vincitore di 3 Golden Globe, si presenta inizialmente come la storia di un’amicizia infranta e in effetti non lo è. In realtà il lungometraggio è una metafora il cui profondo significato si nasconde tra numerosi simboli.</p>
<p>Gli spiriti dell’isola sono i personaggi tramite i quali si svolge la storia. Anime e creature umane e non solo: <strong>anche gli animali umanizzati in modo visionario nell’ambientazione hanno una parte rilevante.</strong> Ci parlano infatti della propria condizione, una solitudine geografica ma soprattutto esistenziale e alla ricerca di un contatto con i propri simili, di “gentilezza” il cui bisogno è rivendicato da Pádraic (Colin Farrell), di riconoscimento, come sognato da Colm (Brendan Gleeson), l’ex amico di Pádraic, il quale intende dedicarsi completamente alla composizione di brani musicali grazie al suo violino che strimpella nel pub del villaggio, al fine di essere ricordato nei tempi come Mozart.</p>
<p><strong>Lo snodo e l’inizio del film è la rottura dell’amicizia tra Pádraic e Colm</strong>, il cui legame fatto di conversazioni futili e senza senso che si svolgono tutti i giorni quando si danno appuntamento alle due del pomeriggio al pub, viene troncato da parte del secondo senza alcun apparente motivo e spiegazione tranne quella da parte di Colm di averne fin sopra i capelli di Pádraic e di non voler più trascorrere nemmeno un minuto in sua compagnia. Pádraic cerca di capire e chiede aiuto alla sorella e al parroco. I reiterati dinieghi da parte di Colm arrivano alla minaccia che concretizzerà in modo assurdo e grottesco.</p>
<p>Si trovano in quest’opera chiari riferimenti al teatro dell’assurdo, il particolare tipo di opere elaborato dagli autori dell’esistenzialismo richiamanti, qui, il teatro di Samuel Beckett, anch’egli irlandese: una dimensione artistica con cui Colin Farrell si era già cimentato nel 2015 con la straniante distopia di <strong>The Lobster di Yorgos Lanthimos</strong>. Su tutto esplode in tutta la sua bellezza la natura selvaggia e incontaminata dei luoghi con, a fare da sfondo, lo sconfinato mare e le immense colline verdeggianti del paesaggio irlandese che sembrano contrastare e quindi evidenziare maggiormente il dipanarsi della trama.</p>
<p>Un film, secondo diversi autori, dai profondi e universali contenuti che ondeggia tra il beffardo e assurdo sarcasmo e il dramma che parla della fragilità umana e della disperazione di spiriti in cerca di tenerezza e amore. <strong>Un film consigliatissimo e certamente da vedere e rivedere.</strong></p>
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