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	<title>Ensemble Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Ciliegie di Francesca Romana Rotella</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ciliegie-rotella-poetessa-roma-recensione-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 22:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Ciliegie&#8221; di Francesca Romana Rotella, Ensemble, 2025 Se con &#8220;Un rossetto e un taccuino&#8221; Rotella ci ha portato in una poetica intrisa di eros, in cui tutto era ritorno alla vita, con &#8220;Ciliegie&#8221; ci ritroviamo in una sorta di enfatizzazione dell&#8217;esperienza in ogni suo aspetto. Il punto di contatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Ciliegie&#8221; di Francesca Romana Rotella, Ensemble, 2025</strong></h4>
<p>Se con <strong>&#8220;Un rossetto e un taccuino&#8221;</strong> Rotella ci ha portato in una poetica intrisa di eros, in cui tutto era ritorno alla vita, con <strong>&#8220;Ciliegie&#8221;</strong> ci ritroviamo in una sorta di enfatizzazione dell&#8217;esperienza in ogni suo aspetto.</p>
<p>Il punto di contatto tra la prima e la seconda raccolta sta nell&#8217;unione tra passato e presente, tra ricordo e necessità di testimoniare ciò che accade. Lo scenario è <strong>Roma</strong>, ambiente domestico e alieno, che fa fuoriuscire sentimenti contrastanti, tanto da essere serbatoio di innocenza e luogo di profanazione.</p>
<p><strong>&#8220;Ciliegie&#8221;</strong> diventa un contesto di amori persi e di riappropriazioni, di emozioni clandestine e di rivoluzioni dell&#8217;anima. L&#8217;io del poeta non resta chiuso in sé, ma compenetra negli spazi, ne assorbe le caratteristiche, adattando ogni cosa alla sua dimensione. Rotella è viandante e meticolosa ricercatrice: la vita è qualcosa che si costruisce a priori e a posteriori. L&#8217;importante è scardinare la prima impressione, quella che può essere fatale in quanto bloccherebbe sul nascere ogni attraversamento.</p>
<p>La poetica dell&#8217;autrice è quindi matura, senza freni inibitori, priva anche di perplessità. L&#8217;esperienza è stata fatta maturare ed è stata mangiata e digerita. Ogni componimento non è però lo scarto di questa attività, ma la sua parte nutriente, l&#8217;essenza che mai andrà via dal corpo e dall&#8217;anima.</p>
<p>Le ciliegie sono portafortuna per gli innamorati. Sono legate ad <strong>Afrodite</strong>. Questo è un altro elemento che va messo in chiaro, perché racchiude il discorso sulla continuità con la raccolta precedente. Ed è proprio tale aspetto che ci aiuta a inquadrare la poesia di Rotella in un&#8217;ottica di evoluzione del suo percorso, del linguaggio e dello stile.</p>
<p>Per dare a <strong>&#8220;Ciliegie&#8221;</strong> la sua giusta collocazione ho anche riletto <a href="https://www.borderliber.it/rossetto-taccuino-rotella/"><strong>&#8220;Un rossetto e un taccuino&#8221;</strong></a>, proprio per ritrovare quel filo conduttore che rende &#8220;personale&#8221; ogni verso che perfettamente si interseca nell&#8217;universalità dei concetti.</p>
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		<title>Un bacio e un graffio: Di Schiena e la sua poesia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/bacio-e-graffio-poesie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 23:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Di Schiena]]></category>
		<category><![CDATA[Ensemble]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie di Vincenza di Schiena. In copertina: &#8220;Un bacio e un graffio&#8221;, Ensemble, 2023 Potrei morire in queste ore. Sulla terra carne e ardore Nell’altrove solo parole sentinella dell’amore. Vi lascio il cuore ritrovato in un boato. Ricordatemi per i baci e l’incarnato. Rosa di disperazione Quando non puoi camminare scrivi Quando non puoi scrivere [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Poesie di Vincenza di Schiena. In copertina: &#8220;Un bacio e un graffio&#8221;, Ensemble, 2023</strong></p>
<p>Potrei morire in queste ore.<br />
Sulla terra carne e ardore<br />
Nell’altrove solo parole<br />
sentinella dell’amore.<br />
Vi lascio il cuore ritrovato<br />
in un boato.<br />
Ricordatemi per i baci e l’incarnato.</p>
<hr />
<p><strong>Rosa di disperazione</strong></p>
<p>Quando non puoi camminare scrivi<br />
Quando non puoi scrivere canta<br />
Quando non puoi cantare balla<br />
Quando non puoi ballare pedala<br />
Quando non puoi pedalare leggi<br />
quando non puoi leggere inventa<br />
E quando inventi bacia.<br />
Bacia e profuma di pepe rosa.</p>
<hr />
<p>Rimuovi l’asfalto versato sul cuore,<br />
la pece che ha inquinato l’amore,<br />
ridotto un seno.<br />
Porta a galla la sottile intimità<br />
Ritorna all’ecologia del piacere.</p>
<hr />
<p><strong>Desiderio</strong></p>
<p>Voglio coprirti di baci<br />
di parole miste al silenzio.<br />
Voglio accarezzarti con la cura di una marmotta.<br />
Voglio succhiarti come si fa col calippo.<br />
Voglio farti godere come un angelo ribelle<br />
Come gli adolescenti in sella alla Vespa<br />
Come due equilibristi scoperti ad amarsi<br />
su un filo d’acciaio teso nel cielo.</p>
<hr />
<p><strong>Chi è Vincenza Di Schiena, autrice di &#8220;Un bacio e un graffio&#8221;?</strong></p>
<p>Vincenza Di Schiena (Andria, 1975), insegnante, con un lungo trascorso di impegno civile, sociale e culturale nel suo territorio. Sue poesie sono state pubblicate su &#8220;Verso libero&#8221;, &#8220;Collettivo Culturale TuttoMondo&#8221;, &#8220;Limina Mundi- Per l’alto mare aperto&#8221;, &#8220;Circolo Letterario Vento Adriatico&#8221;, nell’antologia &#8220;Transiti poetici&#8221; e nella &#8220;Piccola Antologia Civile ‘Giustizia è poesia’&#8221; a cura di Elisabetta Stregapede e Pasquale Vitagliano. L’ultima recensione è a firma di Federico Migliorati sulla rivista L’Ottavo nel numero di novembre 2024</p>
<hr />
<p><strong>Pubblichiamo la postfazione di Pasquale Vitagliano a &#8220;Un bacio e un graffio&#8221; di Vincenza Di Schiena</strong></p>
<p>Quante strade deve percorrere un uomo prima di essere chiamato uomo? canta Bob Dylan. Quante strade deve percorrere una donna prima di essere chiamata donna? Anzi, quante poesie deve scrivere una donna prima di essere chiamata poeta? Ho scelto il tormento, il filo spinato/per adorare chi non è nato/ dentro me. Per Alberto Moravia di poeti ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo. E quante sono le <em>poete</em> in un secolo? Rientrano nello stesso (soggettivo) computo? Ribaltando il piano, è la poesia che, più di ogni altro linguaggio e forma di espressione, misura l’emancipazione delle energie più vitali della storia e la nascita di una civiltà. La poesia scrive la carta costituzionale di un mondo nuovo. Giuro sulle mie trecce/ (…) Sta arrivando una nuova stagione/ la mia, piccola luce nomade.</p>
<p>La poesia nuova oggi è, molto spesso, poesia femminile. Ed in modo inverso, una rigenerata e consapevole identità femminile ha trovato nella poesia la lingua più naturale, chissà, addirittura, la più diretta. Si potrebbe dire che le streghe sono tornate. Non si paventa più una minaccia per giustificare discriminazioni e persecuzione. Mi riferisco all’interpretazione antropologica – purtroppo ancora poco nota – di Giorgio Galli, il quale intravede uno stretto legame tra avanzamento delle libertà e della democrazia e l’affermazione dei diritti femminili e di genere. La poesia d’esordio – momento splendido di annuncio e di ripartenza per chiunque vi partecipi – di Vincenza Di Schiena è un esempio perfetto di questo approdo inderogabile seppure provvisorio. Tieniti lontana prendi pace./ Non tutte le persone sono luoghi e non tutti i luoghi sono cari./ Lo spazio azzurro che cerchiamo/ è la pagina di quaderno vuota. Questa poesia ha una propria forza tranquilla, è pacifica ma non rappacificata, è priva di rancore e di risentimento, ma non evita il corpo a corpo con l’arcaico-maschile, anche quello che si porta dentro (come per ogni donna).</p>
<p>L’incontro-scontro di genere è anche un confronto di civiltà e la lingua poetica risente acutamente del ritmo e delle dissonanze di questo ballo, che oscilla tra neo-erotismo e idioletto indi e di genere. Come accade nelle vicende storiche, anche questa aurora talvolta è una luminosa messinscena. La parola erotica spesso si oggettivizza fino ad alienarsi (pur essendo esplicita ha bisogno di una qualche tutela intellettuale, magari, per ironia della sorte, maschile) e il corpo è pura carne (ri)prodotta (perché del sesso ne fa una parodia). In modo analogo, l’idioletto si allontana dalla lingua per diventare gergo performante per reading festivalieri. La Di Schiena evita entrambi gli scogli. Dimostra, invece, di possedere l’umiltà necessaria per comprendere di essere parte di un flusso che viene da lontano. E questa consapevolezza la legittima, erba tra le piante, ad essere coltivata e a coltivare nella serra della parola e della storia. Vi lascio il cuore ritrovato/ in un boato./ Ricordatemi per i baci e l’incarnato. Questa poesia possiede una cosciente leggerezza che ci fa sentire come nuova persino la rima, usata con divertita (ma non inutile) ironia.</p>
<p>La poesia femminile non è nata con i reading. Né la poesia erotica sulla bocca delle donne può essere tacciata per ciò stesso come inedita, scandalosa o identitaria. Non mi ralegra fior né foglia scrive nel Duecento l’Allegra Donzella, la prima poetessa della letteratura italiana. Sappiate che avrei gran voglia/ di avervi in luogo di marito/ ma dovete di giurarmi sulla vita/ di fare solo tutto ciò che voglio, mentre la Contessa Di Dia tocca il vertice della spregiudicatezza. Non posso dire cosa verrà dopo &#8220;Un bacio e un graffio&#8221;, raccolta di esordio dalla poesia di Vincenza Di Schiena, sento forte, però, la presenza fisica e intellettuale di un’intera civiltà letteraria, nella quale lei entra con piena cittadinanza e con la responsabilità di portarne il suo pezzo di eredità. Noi due tra le rovine/ sospesi nell’aria di dicembre/ uniti solo nei sessi./ Persino Caravaggio guardandoci dal basso/ ci avrebbe immortalato/ Tutto eccitato.</p>
<p>Quante strade deve percorrere una donna prima di essere chiamata poeta? La risposta già soffia nella poesia.</p>
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		<title>Valentina Belgrado: un assaggio del suo Lorem ipsum dolor</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lorem-poesia-belgrado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 23:03:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ensemble]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentiamo il libro di Valentina Belgrado dal titolo &#8220;Lorem ipsum dolor&#8221;, Edizioni Ensemble, Roma, 2024. Clicca qui per andare sulla pagina del sito Si tratta di una raccolta costituita da 40 poesie sul tema del dolore fisico ed emotivo, individuale e universale. Assume, dunque, come “occasione”, questioni apparentemente private (lutto, dolore fisico, terapie mediche) per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presentiamo il libro di Valentina Belgrado dal titolo &#8220;Lorem ipsum dolor&#8221;, Edizioni Ensemble, Roma, 2024. <a href="https://www.edizioniensemble.it/prodotto/lorem-ipsum-dolor/">Clicca qui per andare sulla pagina del sito</a></strong></p>
<p>Si tratta di una raccolta costituita da 40 poesie sul tema del dolore fisico ed emotivo, individuale e universale. Assume, dunque, come “occasione”, questioni apparentemente private (lutto, dolore fisico, terapie mediche) per azzardare un’angolazione visuale più ampia (guerra, catastrofi naturali, memoria storica). Pubblichiamo tre poesie.</p>
<h4>Elettra caudata</h4>
<p>Il sonno mi si addice<br />
il lutto molto meno,<br />
mi affida una coda zuppa<br />
trainata all’infinito<br />
di pozza in pozza<br />
o un ponte incompiuto ma perenne,<br />
e me in mezzo.</p>
<hr />
<h4>Cani neri del Sinai</h4>
<p>Tra McEwan e Fortini,<br />
mi schiacciano predicibili<br />
le ripercussioni del sette ottobre,<br />
una micro-zona interna<br />
sotto assedio.</p>
<hr />
<h4>Crema pomice</h4>
<p>Azzannare qualcuno all&#8217;angolo succlavio<br />
e, avendolo a portata di ganasce,<br />
la bestia che brama.<br />
Clinicamente invece,<br />
sarei più incline al vetro: terso, razionale, liscio.<br />
Senza germi e trattenuto.<br />
Per quanto rigorosa, non si leviga una colpa.</p>
<h3>Chi è Valentina Belgrado?</h3>
<p>Valentina Belgrado è nata a Firenze nel 1975 e vive ai Castelli Romani con il marito e il figlio. Oltre che di Lorem ipsum dolor, è autrice dei romanzi brevi Ius (eBook @2017 Amazon Formato Kindle), Eloheinu (Nulla Die, 2018), Il gioco interrotto (Nulla Die, 2019), Reborn (Nulla Die, 2019) e Disforia (Ensemble, 2020), e delle raccolte di poesie Roquefort (Nulla Die, 2021) e Cefalea cronica (Gattomerlino, 2023). Collabora di tanto in tanto con la rivista telematica “Lankenauta” scrivendo recensioni di libri.</p>
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		<title>Un rossetto e un taccuino. Rotella e la riscoperta del quotidiano</title>
		<link>https://www.borderliber.it/rossetto-taccuino-rotella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 23:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Ensemble]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Un rossetto e un taccuino&#8221; di Francesca Romana Rotella, Ensemble, 2023 &#8220;Un rossetto e un taccuino&#8221; è il racconto di ciò che le donne non dicono ai loro partner e a loro stesse; è una parafrasi sui misteri che l&#8217;amore si porta dietro e ciò comprende anche l&#8217;amore verso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Un rossetto e un taccuino&#8221; di Francesca Romana Rotella, Ensemble, 2023</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Un rossetto e un taccuino&#8221;</strong> è il racconto di ciò che le donne non dicono ai loro partner e a loro stesse; è una parafrasi sui misteri che l&#8217;amore si porta dietro e ciò comprende anche l&#8217;amore verso le cose, la vita, la quotidianità e quello che è andato perduto.</p>
<p><strong>Francesca Romana Rotella</strong> sorride di sé, in alcuni casi si compiace anche, forse per quel coraggio di dire con leggerezza, attraverso versi talvolta in rima, di quell&#8217;oscuro andamento delle emozioni.</p>
<p>Ecco il dialogo incessante che il cuore intrattiene con il cervello, sovvertendo i sensi e le sensazioni, mandando in confusione la percezione. <strong>Forse l&#8217;amore si prende gioco di noi?</strong> Ci chiede pure questo l&#8217;autrice, traendo forza dalla riscoperta dell&#8217;eros.</p>
<blockquote>
<p><em>Così chiaro/liscio/turgido/ti ergi davanti a me/magnifico monumento alla vita/per vincere le mie segrete più profonde./Feroce/bestia impazzita/non trovi pace/che nella piccola morte/dal caldo liquore.</em></p>
</blockquote>
<p>Ogni componimento è arioso, anche quando evoca immagini più malinconiche. Con parole semplici si racconta il sentimento più difficile da trattare, proprio perché abusato e usato come frivolo appiglio a cui attribuire troppe responsabilità. Amare invece è scegliere consapevolmente qualcosa di irrazionale. In amore, infatti nessuno sa cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. </p>
<p>Così il rossetto diventa inchiostro passionale con cui imbrattare un taccuino che altrimenti sarebbe rimasto bianco. Ma la sfida è proprio questa: <strong>lasciare traccia di quel flusso di emozioni che si scatena in noi</strong>, senza dimenticare che forse ciò da cui siamo attratti è solo un&#8217;illusione, magari è una veloce risposta a necessità ben più profonde, se non vitali.</p>
<p>Dopotutto, sentimenti ed emozioni sono qualcosa di cui facciamo esperienza ma di cui non riusciremo mai a capire il &#8220;perché. Infatti, la domanda più stupida che possiamo porre a ciò che fa parte dell&#8217;esistenza di tutti, tra cui l&#8217;amore, è proprio la seguente:<strong> &#8220;cosa sei?&#8221;</strong>.</p>
<blockquote>
<p><em>Guardami!/Sono qui, tutta d&#8217;oro/ma senza braccia,/indosso una veste/sembro una pagliaccia./Fredda sotto la luna/calda sotto il sole/calva come la cantatrice/instancabile spettatrice./Sotto la mia gonna offro riparo/è il fortino del bambino/è il buio nascondiglio/è l&#8217;inizio d&#8217;ogni luogo/che dall&#8217;amante crea il figlio.</em></p>
</blockquote>
<p>Le poesie di <strong>Rotella</strong> sono leggere visioni di uno stato d&#8217;animo che ci cattura e ci stupisce. Davanti allo stupore <strong>del bene e del male</strong>, che di colpo rende il mondo intorno a noi<strong> &#8220;un luogo a nostra misura&#8221;</strong>, Rotella ci dona lo spettacolo della semplicità, di qualcosa che si può vivere solo affidandosi. Infatti, lei non dice che l&#8217;amore sia bello o brutto, utile o inutile, semplicemente chiede ai suoi lettori se hanno una risposta.</p>
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		<title>Alessio Miglietta tra nero e deforme</title>
		<link>https://www.borderliber.it/alessio-miglietta-poeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 03:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ensemble]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[nero]]></category>
		<category><![CDATA[Poema Nero]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo tre poesie di Alessio Miglietta tratte dalle sue raccolte &#8220;Poema nero&#8221; e &#8220;L&#8217;immagine deforme&#8221;. Per saperne di più potete anche seguire il suo blog  * Mi chiedo quanto tempo abbia sognato perdendomi nel blu come un bambino, perdendomi nel cielo più stellato. Solo un distacco, immobile e vicino. Ma adesso so che posso respirare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/alessio-miglietta-poeta/">Alessio Miglietta tra nero e deforme</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo tre poesie di Alessio Miglietta tratte dalle sue raccolte &#8220;Poema nero&#8221; e &#8220;L&#8217;immagine deforme&#8221;. Per saperne di più potete anche <a href="https://cielidivalium.blogspot.com/">seguire il suo blog </a></strong></p>
<p><strong>*</strong></p>
<p>Mi chiedo quanto tempo abbia sognato<br />
perdendomi nel blu come un bambino,<br />
perdendomi nel cielo più stellato.<br />
Solo un distacco, immobile e vicino.<br />
Ma adesso so che posso respirare<br />
e offrire la mia bocca a un buon vino.<br />
Immerso nei pensieri tengo il conto<br />
di tutte le promesse mantenute,<br />
e poi, lucidamente, le raffronto<br />
con cose mai sognate e mai potute.<br />
E ora, forse, posso realizzare<br />
di essere migliore. Idee argute.<br />
Quest’è la porta che divide mondi<br />
alla scoperta di sé stessi, un viaggio<br />
che mira agli universi più profondi<br />
verso l’identità, verso il coraggio<br />
e il proprio scopo lungo un’esistenza.<br />
Accanto c’è un canale di passaggio:<br />
percorso che attraversa varie scene,<br />
ognuna delle quali rappresenta<br />
le sfide da affrontare, dure o amene,<br />
abbraccio che protegge e che spaventa.<br />
Appena oltre, un muro d’apparenza<br />
e di disuguaglianza per chi ostenta.<br />
Qui troveremo una città perduta:<br />
un labirinto di strade tortuose,<br />
macerie di una mente trattenuta<br />
da bui palazzi cinta, e alcune rose<br />
cresciute indifferenti tra le rocce,<br />
forse disorientate, mai confuse.</p>
<p>Le vibrazioni al suolo fan tremare<br />
gli arcobaleni disegnati d’oro<br />
e pure le lezioni da imparare.<br />
Motivazioni, evoluzioni in coro<br />
creano equilibri con il contagocce<br />
nascosti quasi fossero un tesoro.<br />
E proseguendo lungo una discesa<br />
dove si muove ognuno con fatica,<br />
un deserto di ghiaccio: una distesa<br />
in cui cercar riparo o faccia amica,<br />
dal freddo intenso, da paura e angosce<br />
algenti come l’idea più pudìca.<br />
Moti di crescita spirituale<br />
che portano a rinascita emotiva.<br />
Battuta dalla pioggia torrenziale<br />
conoscerà ragioni alla deriva<br />
che la ragione stessa non conosce,<br />
spontanea e fresca come acqua sorgiva.<br />
Infine una foresta fitta dove<br />
il buio eterno e denso si fa sorte,<br />
in cui si estende uno sguardo che piove<br />
tra alberi dalle forme contorte<br />
e un sole ormai incapace di filtrare.<br />
C’è un unico conforto, ossia la morte.</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10797 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/10/Poema_Nero.jpg?resize=800%2C600&#038;ssl=1" alt="Poema Nero, Alessio Miglietta" width="800" height="600" data-recalc-dims="1" /></strong></p>
<p><strong>*</strong></p>
<p>Osservo questo viso scavato<br />
Ombre profonde cadono come pioggia di novembre</p>
<p>Con rispetto e meraviglia, come fossi un altro<br />
Penso ai giorni felici, le risate, l’amore<br />
Ora svaniti, come foglie al vento sgretolate</p>
<p>Tento di difendermi da questo disastro<br />
Da questa nausea che non è solo fisica<br />
Ma quasi una guida astrale</p>
<p>Nel labirinto di specchi, le personalità si confondono<br />
Vecchie strade si allungano in curve impossibili</p>
<p>E mi portano all’uomo che oggi rinnego</p>
<p><strong>*<br />
</strong>In un riflesso sfocato dai vapori della doccia<br />
Mi perdo nel vuoto che c’è intorno a me</p>
<p>Nel mistero di un aspetto rubato a uno scheletro</p>
<p>Il passato è un fiume che corre, senza riva né foce<br />
Dov’è che mi sono perso, in questa distruzione?</p>
<p>Non vedo la luce, non sento chiamare il mio nome<br />
Nel silenzio di fuoco, mi perdo nell’uomo</p>
<p>Specchio che mi hai tradito<br />
Restituiscimi un’ultima volta<br />
Il me di dieci anni fa</p>
<p>Nella notte in frantumi, cerco ancora il mio volto</p>
<p>Tra nere poesie e un’eterna domanda</p>
<p>Quando hai deciso di ucciderti in questo modo?</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10796 size-full" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2024/10/Immagine_Deforme.jpg?resize=800%2C600&#038;ssl=1" alt="L'immagine deforme, Alessio Miglietta" width="800" height="600" data-recalc-dims="1" /></p>
<h3>Chi è Alessio Miglietta?</h3>
<p>Alessio Miglietta è nato a Roma nel 1984. La sua produzione letteraria spazia dalla poesia alla narrativa contemporanea, passando anche per il poema e<br />
l’haiku. L’esordio avviene nel 2011/2012 con l’antologia <strong>&#8220;Cieli di Valium&#8221;</strong>, seguita dal romanzo introspettivo <strong>&#8220;Grunge (1984)&#8221;</strong> nell’arco dell’anno successivo; nel biennio 2022/2023 pubblica la raccolta di poesie sperimentali <strong>&#8220;Requiem di vite e amori&#8221;</strong>, e la silloge <strong>&#8220;Frammenti: Collezione di Haiku</strong>&#8220;. Ottiene poi i seguenti riconoscimenti: vittoria al Premio <strong>&#8220;Letteratura Italiana Contemporanea 2023&#8221;</strong>; menzione speciale di merito al Premio Letterario Internazionale<strong> &#8220;L’Alloro di Dante 2023&#8221;</strong>, al Concorso Letterario Nazionale <strong>&#8220;Argentario e Premio </strong><strong>Caravaggio 2023&#8243;</strong>. Tutti questi risultati arrivano grazie a <strong>&#8220;Poema Nero&#8221;</strong>, dato alle stampe alla fine del 2023. Con la silloge <strong>&#8220;Requiem di vite e amori&#8221;</strong> ottiene la menzione d’onore al Premio Letterario Nazionale <strong>&#8220;Città </strong><strong>Etrusca 2023&#8243;</strong>, e il premio speciale della giuria al Premio Letterario Internazionale<strong> &#8220;Città di Latina 2023&#8221;</strong>. Nel 2024 pubblica, per Edizioni Ensemble, la silloge <strong>&#8220;L&#8217;immagine deforme&#8221;</strong>. Storicamente contro il mainstream, il marchio di fabbrica è la ricerca di qualità e sperimentazione, e un mix perfetto di innovazione e tradizione, idee visionarie e autenticità.</p>
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