Poseidone: cronaca locale tra ricordi abusivi

“Poseidone: cronaca locale di ricordi abusivi” è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore modificata con l’intelligenza artificiale
«Scorra a fiumi il petrolio, così come scorre il sangue nelle vene dei buoni e dei cattivi». Mentre lanci una moneta in mare, quello che nel tuo paese ha azzoppato un paio di case e divorato una strada, immagini ciò che sta al di là dell’orizzonte. Immenso il mondo, incontenibile il suo movimento, troppi esseri umani lo spolpano. Tutti hanno il diritto di esistere?
Poseidone risale dagli abissi ogni notte. Osserva questa cittadina, la tua, di troppe case tra cui passano strade storte. Ci vorrebbe un maremoto per ristabilire l’equilibrio naturale, un azzeramento del tempo nel nome di una nuova entropia. «Scorra il petrolio a fiumi», senti risuonare da una televisione lasciata accesa. Il soggiorno è lì, immobile e vuoto, serafico e ieratico.
Dietro il teleschermo c’è l’uomo della Casa Bianca, il clown bugiardo che dice di aver messo fine all’ennesima guerra. «Hanno liberato lo stretto di Hormuz», così sia. Spegni il televisore. È un viaggio al termine della nostra notte. Nel tuo paese, in cui il mare fa baldoria, scorre un fiume di acqua imbrigliata. È stato trasformato in un torrente che scava con furia. Ci sei cresciuto sulle sue sponde e hai visto migrare la sabbia del mare, gli amici e persone che mai conoscerai.
Arriva l’estate. Lei è abbondante, allegra e spensierata. Si lascia descrivere, criticare e infine rimpiangere. Stai buttando giù parole senza pensare al dopo, come se il mondo fosse a un passo dalla fine. C’è bisogno di rompere certe convenzioni, come il peccato di tracotanza. Ecco, di tracotanza si sono vestiti quei costruttori che trovarono utile e giusto innalzare palazzi vicino al mare. Si dice anche che in quegli anni di abusivismo qualcuno provò a fermarli. Poi, così non fu.
«Scorra a fiumi il petrolio», la ricchezza è tornata perché una guerra sembra essere terminata. Non c’è pace senza accordi economici o passaggio di denaro. Ogni élite festeggia a modo suo; tranne noi, la maggior parte della popolazione mondiale. Continuiamo a boccheggiare, felicemente. Siamo criceti instancabili su una ruota.
Le tue sono cronache di paese che si riflettono sul mondo. Calpestando la sabbia davanti ai condomini lambiti dal mare, ti eri fermato e avevi lanciato una moneta in acqua, dando le spalle al resto del mondo, immaginando che tu fossi davanti alla fontana di Trevi. Hai chiesto buoni auspici, piccoli successi, qualche gioia transitoria ma pur sempre gradevole, disgrazie sopportabili.
Non volevi seppellire la ragione. Avresti lasciato tutto nelle mani di Poseidone. Avrebbe deciso lui “come” e “quando” intervenire sul cemento. Lui non si sarebbe fatto notare.
