Ottimismo italiano

“Ottimismo italiano” è un racconto di Martino Ciano. In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale
Hanno annunciato il rialzo dei prezzi dei carburanti, l’aumento del costo dell’energia elettrica e del gas. Nonostante tutto hai fame. La giornata lavorativa si è conclusa da qualche ora. Non sei stanco, ma sei felicemente compresso nei tuoi pensieri. Domani? Un altro giorno di lavoro. A meno che tu non muoia nel sonno, tutto andrà come oggi.
La catastrofe sembra imminente: il cambiamento climatico sta generando un caldo assassino. Come difendersi dal solleone che ormai sbrana. Ma a te neanche questa notizia ti scompone. Mangi il tuo hamburger di tacchino e già pensi all’insalata di pomodori e cipolla. E che dire del melone Cantalupo che ti sei tenuto in fresco e che ingurgiterai fino all’ultima fetta. Solo per questa sensazione di rinnovata strafottenza questa serata ti sembra diversa dalle altre. Ma che dico: ti appare unica.
Mentre il Governo italiano promette meno tasse e più sicurezza per gli italiani, tu spalmi un po’ di ricotta di capra su un pezzettino di pane integrale. Ti senti diverso da quegli spacciatori magrebini, che prima o poi manderanno a casa con la forza. Tu il pane e la ricotta te li sei guadagnati con il sudore e grazie al taglio del cuneo fiscale che ti ha portato 57 euro in più al mese in busta paga, puoi mangiare anche un po’ di più.
L’ottimismo italiano ti governa l’apparato digerente. Senti la sazietà, la voglia di fare una passeggiata e dopo di andare a letto. Che modo fantastico di finire una giornata di semplice routine. Non ti domandi perché tu puoi permetterti lo stretto necessario, mentre quelli in Tv predicano bene per poi sperperare alle tue spalle. Che te ne frega della lotta di potere. Non sai come funziona, ma hai capito che c’è chi vince e chi perde al tuo posto. A te costa solo una “X“ a casaccio su una scheda elettorale.
Hai bisogno di un eroe. A volte sei tu, ma solo se rimorchi una donna. Se ti va male, sei finito. Se fai cilecca, sei segnato e ti fustighi con qualche integratore. È vero, qualche volta la rabbia ti monta dentro. Non sai da dove proviene, ma subito scorreggi e ti passa. Ridi pure e pensi che l’ottimismo italiano ti governa. Basta accendere la Tv e sentire quei politici infiocchettati che sparano cifre. «Non siamo mai stati meglio».
E tu ci credi. Sì, perché effettivamente vedi intorno a te la gente immobile; incazzata ma sorridente; indebitata ma sempre piena di desideri; leggiadra anche se racconta solo di problemi; pronta a rischiare ma sempre mandando avanti il proprio vicino; convinta pure se cambia idea ogni cinque minuti. Questo è l’ottimismo italiano che non abbandona mai nessuno.
Perciò ti senti un patriota, un essere pieno di speranza. Un vero italiano, sovrano a casa propria anche se una casa davvero tua non te la sei mai potuta costruire.
