La noia è soffice

“La noia è soffice” è un articolo di Martino Ciano. In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale
Passati sotto troppe mani, sopportando il peso di altri corpi umani, abbracciandoli per dovere o per riconoscenza, per amore o per passeggere intimità, si va alla ricerca dell’irripetibile stupore, del giorno in cui ogni cosa diventa qualcosa di importante. La prima volta di altre mille sempre uguali.
La noia degli incontri particolari, di quelli speciali, di quelli quotidiani. Quanta noia si nasconde dietro ogni nuovo viso, di fronte al corpo nudo, dopo aver appreso la storia di ciascuno e dopo averla rimessa insieme alle altre. E la storia collettiva che racconta di tutti e di nessuno, non è la voce della noia di chi vuole sfuggire dalla pace, dalla serenità che dura a lungo e che addormenta istinto e volontà?
La noia quotidiana… spezzata da una serata di tarantella in piazza, nel paese limitrofo al mio che, come quello in cui abito, può esaltare solo la proprio apparenza, denominando vita la spensieratezza di un popolo poco solidale, incline alla sopravvivenza, senza servizi essenziali, marginalizzato dalla politica, condannato a elemosinare le proprie necessità. Ma che ben venga, dopotutto bisogna morire portandosi nella bara qualche ricordo sorridente. Perché disprezzare la felicità cialtrona che addirittura fa sognare in grande, tanto da fare sembrare che tutti i problemi siano stati risolti.
La noia quotidiana… un golpe americano spacciato per liberazione dall’oppressione. Lo spettacolo offerto in televisione, la magia della protesta sui social, l’opinione che corre veloce per fare credere a ciascuno di noi che siamo parte del gioco o che, peggio ancora, possiamo determinarlo. Ecco la fine del pensiero nel suo scenario tragico, ripetitivo, corruttibile. Tutti diranno, alla fine, che è sempre stato così. Niente può essere sovvertito. È ciclico persino Dio con le sue ricorrenze e le sue feste. È come gli umani che ha creato. È limitato anche se può giocare con l’intero universo. Ogni rivolta è vacua.
Allora nascerà l’idea di giustificare lo sterminio o il suicidio, ma anche queste cose sono già avvenute. Noia è persino la morte che compare ogni giorno. Noia è anche comprendere che non c’è mai niente di nuovo su cui disquisire, gioire o disperarsi.
La noia svanisce sbadigliando, anche lei è vittima di sé stessa.
