La luce inversa: Mota verso la Singolarità

Recensione di Martino Ciano. In copertina: “La luce inversa” di Mota, Wojtek, 2025
Vanessa, Martin e Siddiq: tre parti di un unico trascorso. Un’unione tra ciò che è stato e ciò che è. Tre peregrinazioni estatiche, tre “inconsci” diversi, tre stadi di un “trauma”. L’obiettivo: la Singolarità, l’Uno e il ritorno alla dimora comune.
“Luce inversa” è un romanzo che si inserisce nel mezzo di strutture complesse, articolate, immerse in questa luce sperimentale che riunisce all’inconscio collettivo. Il limite, per fortuna, è che libri così non si spiegano e non si raccontano: vanno letti e possibilmente affrontati con animo da viandante.
Bisogna mettersi in viaggio, bisogna assaporare ogni aspetto, non si possono fare grandi termini di paragone. Mota ci dona un romanzo schietto e lineare. “La luce inversa” è la storia di una triade: tre personaggi legati da storie di abusi partecipano a un esperimento psicoterapeutico. Immersi in una camera, attraversano la luce. Prima idee, poi voci, infine corpi.
Come in una fenomenologia dello Spirito, i vari passaggi sono stanze della coscienza, accessi alla consapevolezza, livelli in cui avviene il progressivo sgretolamento di ogni logica e di ogni sistema etico-morale. Il “tutto” diventa leggibile. La scelta dell’autore è coraggiosa, a margine del libro ci dice che questo “romanzo fu pubblicato a pagamento nel 2012”, cosa che non mi meraviglia, ma un’altra filippica contro le miopie dell’editoria italiana sarebbe stucchevole.
Infatti, “La luce inversa” nella sua frammentarietà ingloba un’infinità di interpretazioni che unite con attenzione formano una linea che ascende sempre più verso la necessità di un allontanamento dal dolore, ossia dalla materialità. In questo gioco con “l’indeterminatezza”, Mota costruisce una storia nella quale ogni personaggio contiene gli altri due. Esperienze diverse, ma matrice unica e universale.
È questa la sperimentazione che il nostro autore compie: smembrare e riunire, scorporare e rinsaldare. È una luce che regredisce, che ritorna insieme a Vanessa, Martin e Siddiq verso la propria origine. Dove tutto ha avuto inizio.
