Il poeta è un fingitore: duecento citazioni scelte da Tabucchi

Il poeta è un fingitore: duecento citazioni scelte da Tabucchi

Recensione di Pasquale Ciaccio. In copertina: “Il poeta è un fingitore” a cura di Antonio Tabucchi, edizione Feltrinelli

Questo libro è stato curato da Antonio Tabucchi che di Pessoa è stato anche traduttore. Grande poeta e prosatore portoghese, nato a Lisbona (1888-1935), è certamente uno dei grandi del Novecento e già da anni la sua opera è tradotta in tutto il mondo. In Italia abbiamo “Una sola moltitudine” e “Il Libro dell’Inquietudine” con prefazione di Tabucchi.

Del Libro dell’Inquietudine ne scriveremo in un’ altra occasione e nel caso in oggetto, si tratta di una sorta di antologia, di pensieri, di citazioni, di versi; insomma, un campionario dell’enorme opera del portoghese chiamata “baule” di cui ancor oggi è oggetto di studio, di ricerca. Tabucchi scrive di “essersi comportato come un predone” con l’intento di creare il “suo” libro di Pessoa” come una piccola guida per il lettore.

Questo straordinario autore che ha dissolto l’unità del soggetto o meglio della persona e neanche farlo apposta, il cognome in italiano significa persona, ha creato gli “eteronimi”, personaggi altri dotati di nome e cognome, di vita propria, differenti dall’ortonimo cioè dall’ autore. Il titolo di questa guida è il verso iniziale della raccolta e cioè: “ il poeta è un fingitore./ Finge così completamente/ che arriva a fingere che è dolore/ il dolore che davvero sente”.

Pessoa definì “finzione vera” la sua opera nel senso che il Libro ossia tutti i suoi scritti sono appunto finzione, letteratura come menzogna, simulazione. In quanto incapace di adattarsi alla vita “reale”, egli vive appunto nella finzione letteraria creando ad es gli eteronimi, altri personaggi. Riportiamo alcune citazioni che danno la cifra della grandezza dell’autore: “Fingere è conoscersi”; “la letteratura come tutta l’ arte, è la confessione che la vita non basta”; “la sincerità è un grande ostacolo che l’ artista deve vincere”; “La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timpani e tamburi. Mi conosco come una sinfonia”; “Ognuno di noi è più d uno, è molti, è una prolissità di se stesso; “la vita è un viaggio sperimentale fatto involontariamente” .

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