Il lavoro rende liberi

“Il lavoro rende liberi” è un racconto di Daniela Grandinetti. In copertina il quadro “Muchacha en la ventana” di Salvator Dalì
Meno male c’è questa finestra, questa casa puzza di vecchio e prima che la megera si svegli mi godo un po’ di sole. Adelina a quest’ora starà per passare e io la voglio vedere, beata lei. Magari oggi Amedeo le ha portato dei fiori, o di nuovo dei cioccolatini. Quelli dell’altra settimana erano una delizia, con delle ciliegie tonde e succose che pareva strano potessero stare dentro un cioccolatino.
Oggi non ho voglia di fare niente. È vero, succede spesso. È che mi vorrei divertire. Non sarebbe un diritto alla mia età? È di lavorare che ho poca voglia. Me ne starei qui a guardare la gente a passeggio con la bella giornata, i bambini sulla spiaggia e le barche in mare.
Chissà se Amedeo le porta dei fiori, forse delle rose. Se sono rosse secondo me le chiederà di sposarla. A casa mia non vedono l’ora. Ma se Adelina se ne va… no, meglio non pensarci.
Devo finire di asciugare il servizio di porcellana, che se non è nella vetrina in bella posa e pulito prima che quella si svegli, chi la sente… sbraiterà come al solito che sono una sfaticata, che mi piace stare a ciondolare, a perdere tempo, a fantasticare. Come se fosse un male. È tutta invidia la sua, perché io sono giovane e lei è vecchia. E poi che ne sa lei di che fantastico?
“Ti pago la metà questa settimana”. Lo ripete almeno due volte al giorno quella decrepita avara! Che poi tanto i soldi io nemmeno li vedo, quella miseria di elemosina se la prende tutta mio padre. Lui dice che è per metterli da parte così ci fa la dote, che coi grilli che ho per la testa meglio se li conserva lui. Ma io non sono tanto sicura. Quando esce a bere con cosa paga se non fa altro che dire che i soldi non bastano mai per sfamarci?
Intanto ad Adelina ha comprato un vestito nuovo, da quando ha un corteggiatore la tratta come una cristiana, ma quello è stato anche merito di mia madre, che ha continuato a dirgli che non poteva mettersi sempre gli stessi stracci riaccomodati ora che aveva un fidanzato.
Com’è calmo oggi il mare, con quelle increspature di schiuma bianca. Con questo mare stasera mi sa che Pinuccio porta a casa il pesce. Va be’, sai che guadagno ci faccio? Il pesce devo pulirlo io che ad Adelina adesso non possono certo puzzare le mani, invece a me sì.
Non vedo l’ora di incontrarlo anch’io uno che, come dice Adelina, ti fa ballare il cuore. Mi piacerebbe un marinaio, uno di quelli con la divisa blu, coi bottoni d’oro. Mia madre dice che devo stare lontana da quelli, che quella è gente che non si ferma, che magari c’ha pure la fidanzata o la moglie da un’altra parte e non te lo dice, e se gli dai confidenza se ne approfittano.
Però secondo me dagli occhi di una persona lo capisci se dice la verità. Io sono brava a guardare gli occhi delle persone. Quando mio padre esce per andare all’osteria me ne accorgo che ha gli occhi diversi, e si vede che sta andando a spendere un po’ dei soldi nostri.
Certo se fossi un uccello…. come quello là…. sono fortunati gli uccelli, quando si stufano aprono le ali e se ne volano via. A noi anziché le ali c’hanno dato le braccia per lavorare… mica a tutti, alla megera per esempio no, lei piange tanto il marito, ma intanto si gode tutto il malloppo che le ha lasciato, dà una festa a settimana.
E a me dà fastidio doverli servire, soprattutto quando ballano, lei e i suoi amici, ho le gambe che si muovono da sole con la musica, ma ci devo stare attenta, che l’ultima volta che se n’è accorta ha minacciato di cacciarmi via, che devo badare al contegno, e poi chi lo sente mio padre?
Comincia a dire che a me non mi prenderà nessuno, che sono troppo svagata, che non si può fare affidamento…. Ah… se solo ne incontrassi uno ricco, che vita sarebbe. Glielo farei vedere io cosa vuol dire fare la signora!
E poi comunque un morto di fame qualunque io nemmeno lo voglio. Io aspetto, che non voglio smettere di fare la sguattera per diventare la sguattera di qualcun altro, come mia madre.
Che riflessi ci sono nell’acqua, oggi si vede la sabbia fine, e che bell’aria…. tiepida, dolce. Me ne starei qui alla finestra tutto il pomeriggio. E al diavolo la megera se il servizio non l’ho asciugato.
Qui è una bellezza, quasi quasi me la godo a metà della paga.
