Terra Promessa: prosa per cinici e per superstiti

Articolo di Martino Ciano. «Una Terra Promessa esiste solo nelle filastrocche del potere». In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale
Plana come un aquilone per poi giungere nelle orecchie come una zanzara che ti fa bestemmiare. Ecco una pubblicità ingannevole per grandi e piccini. Guarda, la Terra Promessa è presieduta da un branco di sciacalli che il popolo ammira. C’è oggi un ritornello in Tv che ti riporta ai tempi in cui guardavi «Bim Bum Bam».
Ci sono voci che giustificano ogni nefandezza. Gli assassini della logica operano con precisione chirurgica. Così vuole il popolo. Il popolo ha sempre ragione, quindi non disturbarlo mentre si lascia sbranare. Se gli dai una alternativa pensa che sia una presa in giro, una cantonata.
Sì, lascia marcire il popolo e poi alleati con gli sciacalli. Ammettilo, tu vuoi la Terra Promessa. È tetro il tuo corpo. La tua mente brama conquista e dominio. Sei stato contagiato dalla malattia del potere che fa credere onnipotenti ed eterni. Pensi che la verità sia dalla tua parte?
Come troppi sei nato e sei stato battezzato, quindi venduto e abbandonato al tuo destino. Hai lasciato che qualcuno ti possedesse e si infiltrasse nel tuo linguaggio. Sei diventato del mondo, del mondo perduto che ogni giorno ti fa intravedere una nuova Terra Promessa. Ti svelo un segreto: nessuno ne ha mai raggiunta una.
Io ti ricordo quando da bambino ti incantavi davanti agli episodi di «Calimero». Ti intristivi quando vedevi o subivi un’ingiustizia. Ora, quando ne commetti una, accendi una sigaretta per non pensarci. Eppure lo sai bene, sconti tutto durante il tuo sonno, attraverso quegli incubi che ti mostrano sul cornicione di un palazzo. Vuoi buttarti, ma qualcosa ti frena. Vedi che altri si gettano e cominciano a planare. Sono sostenuti dai loro variopinti paracadute. Forse ne hai uno anche tu, ma non ti fidi. Perciò tremi?
Bisogna immaginarsi eretici per disprezzare ogni Terra Promessa. Bisogna schiantarsi e poi rialzarsi. Bisogna fare troppe cose che gli uomini hanno dimenticato. Tu sei umano, troppo umano contemporaneo. Parli con Dio, ma Dio non è morto perché fondamentalmente non esiste, perciò non è neanche mai nato. Tu invece sei nato e morirai. Eppure non sei più forte del Dio che ti hanno insegnato a immaginare.
Sciogli questo paradosso, allora. Ecco, segui questa logica. La logica umana che rende ogni cosa un rompicapo senza inizio né fine.
