Giorno che sorge

Giorno che sorge

“Giorno che sorge” è il titolo che abbiamo dato a queste poesie di Marcello Buttazzo. In copertina una foto tratta da Pexels, a uso gratuito

Giorno
ubriacami.
Fammi vivere
oltre il godimento,
oltre il piacere.
Fammi soffrire
esistere patire.
Fammi bere.
Il tempo passa
e corre verso terre di nessuno.
Fammi conoscere la realtà
le sue infinite rappresentazioni.
Dammi l’inganno della felicità,
l’illusione d’esistere.
Giorno sorgi di là dell’orizzonte
oscura la notte
del mio tempo interiore.
Versi tratti dalla raccolta “Altro da sé”, L’Autore Libri Firenze, 2006


Già viva è la piazza del paese.
San Vito troneggia sulla secolare colonna
la Casa del popolo è ancora chiusa
i netturbini spazzano le strade
con ramazze di ferro
i muratori entrano infreddoliti nei bar
a bere bicchieri di fuoco
io consumo il solito caffè
e nello specchio della tazza fumante
annego colorati pensieri.
Un cane passa
e composto piscia ai bordi del marciapiede.
Fa freddo
la gelata taglia le gambe
un vecchio coperto di stracci
traversa la piazza in bicicletta
e mi dice che bisogna andare
veloci, andare.
Versi tratti dalla raccolta “Alba”, L’Autore Libri Firenze, 2007


Pioggia
insistita e leggera
come carezza di donna.
Aprimi il cuore
stamane,
allagami.
Dammi parole, respiro
e quel bacio
frustata delle mille lingue.
Dammi le labbra.
Guardami, rapiscimi,
fammi stare male.
Sovversiva è la bellezza.
La mattina è di latte.
Tu vieni
stamane
e non mi lasciare più.
Versi tratti dalla raccolta “E ancora vieni dal mare”, Manni Editori, 2012


In coppe alabastrine
berrò
quel che resta del giorno.
Per i campi del Sud
cullerò
amori fanciulli.
Irrorerò
di linfe e frescure
gli ulivi contorti e assolati.
Sul mio confine
di marginale sentimento
né barriere né steccati,
solo un barchetto in libertà.
Viaggerò
oltre le nubi.
mi nutrirò di pane
e di tutte le malinconie
del mondo.
Versi tratti dalla raccolta “Origami di parole”, Luca Pensa Editore, 2016


Mille cavallini
con la chioma d’argento
in piazza
scalpitano e scalciano
sul tuo cuore fanciullo.
Mille cavallini
in piazza
percorrono il più bel sentiero.
Giardino di primavera,
nei campi di duro ulivo
tu segni a caratteri perpetui
una terra vibratile
d’amore.
Versi tratti dalla raccolta “Nei tuoi arcobaleni… e altre poesie”, I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2019


Cade
insistentemente
una pioggia
fitta di memorie.
Una pioggia
di ricordi
scende
sull’anima bruciata
di rame.
Vissuti d’arsure
bagnate
da gocciole benedette.
Precipitano
catinelle
come affermazioni
mai dette,
che tu non pronunciasti
per neghittosità, per indolenza.
Scende
quest’acqua
d’improvvisa frescura.
Io sono qui.
Sono qui
alle periferie,
ad aspettare
laconico
un inatteso disvelamento.
Versi tratti dalla raccolta “Fra le pieghe del rosso”, I Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2022


Chi è Marcello Buttazzo?

Marcello Buttazzo è nato a Lecce nel 1965 e vive a Lequile, nel cuore della Valle Della Cupa salentina. Ha studiato Biologia con indirizzo popolazionistico all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha pubblicato numerose opere, la maggior parte di poesia. Scrive periodicamente in prosa su Spagine (del Fondo Verri), nella rubrica Contemporanea, occupandosi di attualità. Collabora con il blog letterario Zona di disagio diretto da Nicola Vacca. Tra le pubblicazioni in versi ricordiamo: “E l’alba?” (Manni Editori), “Origami di parole” (Pensa Editore), “Verranno rondini fanciulle” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno), “Ti seguii per le rotte” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Ad aprile 2025, è uscito per Collettiva Edizioni Indipendenti il libello dal titolo “Sommesse preghiere” (Collezione I Distillati).

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