Dio ride: l’Inquisizione in un film

Articolo di Adriana Sabato. In copertina la locandina del film «Dio ride»
Guardando il film Leopoldo da Casamacchia, viene in mente innanzitutto quale potrebbe essere l’eredità lasciata dal periodo storico in cui è ambientato il film.
Quello dell’Inquisizione. In secondo luogo è fortemente evidenziata la potenza del personaggio principale Fra Leopoldo, interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino e la dolcezza mista all’autorevolezza del secondo personaggio principale, il cardinale Maculani, interpretato da un grande Silvio Orlando.
Ma Prima facciamo chiarezza dal punto di vista storico. L’Inquisizione nacque per un ben preciso concetto di bene comune. Va ricordato che la società cristiana premoderna identificava l’eresia con il reato. Tale società concepiva correttamente il bene comune, come bene che non dovesse intendersi solo in ordine alla materia, ma anche e soprattutto in ordine allo spirito.
Il bene comune veniva inteso come bene integrale che l’uomo era tenuto a raggiungere come unico fine; fine prima di tutto soprannaturale e poi anche naturale. In tal modo lo Stato avvertiva il dovere non solo di proteggere gli uomini dalle malattie del corpo (si pensi a cosa si faceva per le pestilenze), ma anche e prima di tutto dalle malattie dell’anima.
Capitava inoltre che alcune eresie minacciassero anche l’ordine sociale. Salvezza dell’anima e ortodossia: dal punto di vista dottrinale, lo scopo dichiarato era correggere gli eretici, indurli al pentimento (tramite l’abiura, o nel peggiore dei casi alla tortura fisica e in molti casi alla condanna al rogo) e “salvare la loro anima”, impedendo al contempo che il contagio delle idee sbagliate si diffondesse tra i fedeli.
Difesa dell’ordine sociale e politico: In un’epoca in cui potere religioso e potere civile erano profondamente intrecciati, mettere in discussione i dogmi della Chiesa era percepito come un attacco diretto all’ordine costituito e alla stabilità dello Stato (un crimine simile alla lesa maestà.
In questo contesto storico si inserisce la vicenda di Frate Leopoldo da Casamacchia che racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque.
Un clamore che porta il Papa ad affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili.
Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prende direzioni inattese. Fra Leopoldo che, più che predicare, mette in scena dei racconti orali da attore consumato davanti a un pubblico che inizia a seguirlo sempre più numeroso, lo fa sempre all’aperto.
La sua caratteristica di ridurre all’essenza le vicende delle Scritture, con l’aggiunta di una nota ironica che arriva diretta a tutto il suo pubblico che è molto largo, dai bambini agli anziani, lo porta a farsi capire in maniera diretta e naturale.
Già dall’incipit risulta chiaro che il regista Giovanni Veronesi, nella lunga sequenza in cui Fra Leopoldo si carica letteralmente sulle spalle il suo priore malato (un commovente Paolo Rossi) per le campagne toscane, abbia lavorato su una regia molto studiata che, oltre all’utilizzo della macchina da presa a spalla che li pedina, è alla ricerca della luce naturale giusta, immergendoci da subito proprio nell’ambiente che tanta importanza avrà nel proseguo del racconto per la sua funzione narrativa.
Sicuramente la lezione che se ne può trarre ancora oggi è come la religione possa essere utilizzata per scopi di controllo sociale e politico e come l’assoluta certezza di possedere l’unica verità possa portare a giustificare la violenza e la soppressione del dissenso.
Nel 2000, si ricorderà, Papa Giovanni Paolo II ha chiesto pubblicamente perdono per i peccati commessi dai cristiani nel corso della storia, inclusi i metodi violenti utilizzati dall’Inquisizione per difendere la fede.
