Che Dio perdona a tutti: Pif non le manda a dire

Articolo di Adriana Sabato. In copertina la locandina del film “…che Dio perdona a tutti”
Un agente immobiliare single che ama i dolci si innamora della figlia del proprietario di una pasticceria. Per conquistare il suo cuore, puramente cattolico, cercherà per tre settimane di convertirsi al Cristianesimo. L’impresa si rivelerà più difficile del previsto e solo il confronto con il Santo Padre – evidente il richiamo a Papa Francesco – lo aiuterà a realizzare il suo progetto.
Questa in estrema sintesi, la trama di “…che Dio perdona a tutti” ossia la quarta commedia diretta e interpretata da Pif – al secolo, Pierfrancesco Diliberto.
La pellicola, prodotta da Kavac Film, affronta la tematica del “Credo” con il consolidato mix di vitalità e apparente schiettezza: anche in questo film l’innamorata di turno e il protagonista si chiamano Flora e Arturo.
Il regista, reduce dai successi delle pellicole “La mafia uccide solo d’estate” (2013), “In guerra per amore” (2016) e “E noi come stronzi rimanemmo a guardare” (2021), riesce a divertire e intrattenere il pubblico con un tema delicato (affrontato con rispetto) come il rapporto con la fede cattolica.
Il film tratto dall’omonimo romanzo d’esordio scritto nel 2018 da colui che viene considerato uno degli autori più brillanti e coinvolgenti della sua generazione, è stato interamente girato, tra settembre e ottobre 2025, a Palermo ma anche a Mondello e Carini.
Flora è la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù migliori di Palermo, nonché il dolce preferito di Arturo. È una donna sveglia, intraprendente e soprattutto cattolica. Per conquistarla Arturo si lancia in un’interpretazione di Gesù durante una via Crucis, senza però ricordare i principali insegnamenti cattolici. Così finisce per sbagliare tutto, tra errori di catechismo e una rappresentazione che sfiora il blasfemo.
Nonostante queste gaffe, Flora finisce per innamorarsi. Per un po’ la relazione tra i due è felice (Flora è all’oscuro dell’indifferenza religiosa di Arturo). La loro storia prosegue tra stratagemmi e risposte liturgiche sussurrate a bassa voce.
Quando la donna scopre la verità, inaspettatamente l’agente immobiliare decide di seguire alla lettera la parola di Dio per tre settimane: una scelta che cambierà la sua vita, rivelando una verità molto scomoda a Flora e a tutti coloro che li conoscono.
In “…che Dio perdona a tutti” l’autore mette a nudo le contraddizioni del cattolicesimo più intransigente e dogmatico e la sua applicazione nel mondo contemporaneo che sfocia nel bigottismo.
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