Campagna elettorale perpetua: la novità del banale

Campagna elettorale perpetua: la novità del banale

“Campagna elettorale perpetua: la novità del banale” è un articolo di Martino Ciano. In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale 

Raccontami della campagna elettorale perpetua: scontro tra coloro che gridano per non sentirsi sgridati. Io li vedo gli italiani che si accapigliano per chi deve vincere. Molti pensano di essere allo stadio. Un partito politico è come la squadra del cuore e ha sempre bisogno dei suoi tifosi; ma si sa, è una cazzata che non regge. A nessuno gliene importa nulla. È solo clientelismo.

C’è chi grida di essere sempre dalla parte del popolo e dei suoi interessi. Sono i politici: conseguenza del voto libero, senza distinzione di sesso e di razza. Ma anche questo sistema è senza ragione: a che serve il suffragio universale in una campagna elettorale perpetua? Ci vorrebbero solo terroristi! Resta alta la tensione, come nelle migliori dittature. Eppure, credimi, c’è chi considera utopia un regime sanguinario, mentre non si accontenta di una imperfetta democrazia.

E magari basterebbe poco per aggiustare il tiro della “democrazia nostra”. Te lo immagini uno come il grillo parlante che racconta i misfatti d’Italia, gli accordi tra Mafia e Stato, il Gladio e le bombe di Cosa Nostra dopo la caduta della Cortina di Ferro? Capito che storia intricata? Altro che romanzo! Qui invece vanno di moda i rettiliani e gli antisionisti.

Finito un mondo ne cominciò un altro: quello della campagna elettorale perpetua. Oggi come oggi sarebbe roba per i complottisti, ora impegnati nello smascherare le trame oscure che vorrebbero Trump morto, che invece è il salvatore del Mondo. Almeno tu hai compreso la portata del casino? Le notizie che corrono veloci da destra e da sinistra? Le capriole del pensiero? Gli illuminati che hanno compreso tutto, mettendo in testa notizie su notizie, senza un filo conduttore. Tutti ci cascano sempre.

Ascolta me, facciamo questo gioco: allinea, scassa e rimescola. Siamo in campagna elettorale ed essa è perpetua.

 

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