Baticòs: il Bio-distretto dell’alto Tirreno cosentino compie dieci anni

Baticòs: il Bio-distretto dell’alto Tirreno cosentino compie dieci anni
2016-2026: Baticòs compie dieci anni. Ne parla in questo articolo – omaggio a Fausto Scavello, fondatore Aiab Calabria – Mascia Marini, Segreteria generale del Bio-distretto Alto Tirreno Cosentino. La foto in copertina è stata fornita dall’autrice

Dieci anni fa, in un bel pomeriggio di fine estate, nasceva Baticòs, Bio-distretto dell’Alto Tirreno Cosentino. Nel verde di una “virtuosa” azienda agricola di Santa Domenica Talao, si ritrovarono in tanti, con profonde differenze tra loro e, come accade in questi casi, molta curiosità e aspettativa. Giovanni Bellusci, produttore agricolo di Cirella, venne eletto Presidente e tutt’ora è membro del Consiglio Direttivo; a farci compagnia in quella serata, con i suoi rappresentanti, il Bio-distretto del Cilento, che aveva già aperto questa strada per primo in Italia.

Dieci anni sono tanti, specie se si opera in un territorio non facile, ma più che un elenco di eventi e attività, quello che ci interessa evidenziare è che da quel momento, Baticòs si configura via via, non soltanto come un’associazione che promuove il biologico, ma come soggetto che cerca di mettere in rete il territorio: agricoltura biologica, cooperazione tra produttori, formazione anche nelle scuole, insistente rapporto tra Terra, Cibo e Salute, una storia di territorio, agricoltura e comunità.

Oggi riconosciuto nel Sistema dei Distretti Biologici Calabresi, Baticòs si è “costruito” con una intensa attività di informazione e promozione, soprattutto nell’area dei Comuni di Buonvicino, Cetraro, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Tortora, Aieta, Diamante, Verbicaro, ma anche “allargando i confini” a Longobardi, Fiumefreddo Bruzio, San Marco Argentano, lì dove esistevano interessanti e attive alleanze: ed è sulla vocazione e capacità a creare alleanze che Baticòs ha fondato la propria identità, non lavorare per compartimenti separati, ma mettere in comune competenze, conoscenze e risorse; quello dei nostri “compagni di strada” è uno dei concetti più importanti da valorizzare nel racconto dei 10 anni.

Senza questi legami e valori condivisi, non avremmo potuto dare vita ad esperienze e pratiche fortemente significative, come la tutela dei Semi autoctoni o il Turismo di Prossimità, entrambe rivolte alla salvaguardia della Biodiversità anche socioculturale e umana, perché, dietro ogni seme non c’è soltanto una varietà agricola, ma anche una storia fatta di saperi, tecniche di coltivazione e tradizioni tramandate nel tempo e conservare un seme significa anche conservare una parte dell’identità di un territorio, preservando la memoria agricola, con la consapevolezza che la perdita delle varietà locali significherebbe perdere anche una parte della storia delle comunità rurali, identità e cultura contadina.

Stessa storia per il Turismo di Prossimità, una delle espressioni più concrete della filosofia di Baticòs: conoscere, vivere e valorizzare ciò che abbiamo vicino, accade spesso si conoscano luoghi lontani, senza conoscere realmente ciò che si trova a pochi chilometri da casa. Da qui, da una domanda semplice “ma perché aspettare l’estate e il turista” nasce l’invito ai locali a riscoprire borghi, paesaggi, aziende agricole, tradizioni e produttori locali durante tutto l’anno e la necessità di mantenere vive le campagne e i borghi. In questa prospettiva, l’agricoltura diventa anche uno strumento per contrastare l’abbandono delle aree rurali e preservare Lavoro e saperi.

Dieci anni di impegno sull’alto Tirreno cosentino possono sembrare un traguardo e lo sono, ma non una celebrazione, non un punto di arrivo, ma soprattutto rappresentano la voglia di rinnovata partenza e la necessità di ribadire un percorso identitario.

Le sfide con cui oggi dobbiamo necessariamente confrontarci, è evidente che sono sempre più complesse e opprimenti, bisogna continuamente confrontarsi con scenari ai più sconosciuti, dal clima alle scelte politiche, al mondo dentro e oltre l’agricoltura, allo sfruttamento nelle campagne, di nuovo dopo dieci anni alla Xylella dell’ulivo, potremmo purtroppo continuare a lungo e chi ci legge lo sa bene, ma serve soprattutto ribadire che siamo in un punto di ripartenza e resistenza.

Anche Baticòs, proprio in nome di quanto fatto fin qui, non può sottrarsi a un necessario salto di qualità, una crescita di tutte/i, l’ invito a non essere velleitari, come forse a volte siamo stati, perché la strada è tracciata, ma non è abbastanza, occorre adeguatezza a condurre percorsi strategici negli scenari attuali, modestia, intelligenza e molta formazione.

Quando si fa un bilancio di anni, non finiremmo mai di elencare date, attività ed eventi e siamo portati a soppesare un po’ meccanicamente successi e, naturalmente, anche fallimenti, ma ci piacerebbe soprattutto “fissare” quello che è nello sguardo di ognuno di noi. Personalmente, le prime immagini che mi vengono in mente sono una barca e una macchina, più vive di cento convegni.

La barca lascia il porto di Cetraro, allontanandosi insieme alle altre imbarcazioni della Flottilla dalla costa calabrese, dirette a Gaza: una di queste porta sementi offerte dagli agricoltori dell’Alto Tirreno e, cosa sorprendente per il suo significato, anche se simbolico, si tratta di una barca destinata solo alla raccolta e al trasporto delle sementi, raccolte in ogni paese, da cui sono salpate.

Una macchina, invece, attraversa la statale in lungo il largo per ritirare dai produttori e consegnare le cosiddette “cassette” a domicilio, chilometri per ritirare e altrettanti per consegnare; non può aspettare il cibo fresco, appena raccolto, a volte c’è un errore nell’ordine, un ritardo nella consegna, una lamentela, ma è cibo sano, locale, sforzo di volontari consapevoli e un contatto garantito, che si rivelò particolarmente importante nei giorni del Covid.

In fondo si tratta di una semplice spesa, eppure in quelle “cassette” ci sono i principi dell’Agroecologia, un’esperienza uguale in tutti i paesi del mondo, una delle risposte alle sfide attuali e l’aspirazione all’autosufficienza dei territori, la lotta ai pesticidi e ai danni della grande distribuzione, strategie e linee guida libere e lungimiranti, c’è la tutala della Salute per tutte/i, persone, animali e terra: un viavai di visionari sulla Ss18.

Su questo, per ribadirlo ancora una volta, sull’aggressione alla Salute, malgrado in Alto Tirreno ci si muova in territori non contaminati da particolari fattori ambientali, che nasce Baticòs, è su questo che, dopo 10 anni, sceglie nuovamente identità e strategia oltre la semplice promozione dei prodotti biologici e non soltanto un insieme di aziende agricole o un marchio, ma, prima di tutto, un progetto collettivo.

A tutte e tutti, vecchi e nuovi amici del Bio-distretto un grande benvenuto!

Post correlati