Autopsia di un dolore di Sarah Grisiglione

Recensione di Clelia Moscariello. In copertina: “Autopsia di un dolore” di Sarah Grisiglione, Algra editore, 2025
Autopsia del dolore è un’opera letteraria che oserei definire “disturbante” in quanto essa non può non scuotere e sconvolgere colui o colei che si approccia alla sua lettura. Il componimento narrativo possiede, al suo interno, la figura chiave di Aurora, personaggio assai intricato, complesso e dalle tante sfaccettature. Aurora è una talentuosa e affascinante psicoterapeuta trentacinquenne, lei, con il suo fare ammaliante e aggraziato e la sua essenza, al tempo stesso estremamente sofisticata e raffinata eppure anche terribilmente e intimamente vulnerabile, non impiegherà molto a sedurre e intenerire chi legge la narrazione.
La vita di Aurora è stata, fin dal suo principio, giungendo ai tempi del racconto, attraversata e dilaniata da diversi e impegnativi dolori e lutti, a partire da quello vissuto a causa della morte di sua nonna materna, uccisa da un cancro, arrivando a quello, probabilmente ancora in via di elaborazione, del suicidio della sua amata ma anaffettiva madre, Clara.
Il fulcro della narrazione comincia a dipanarsi via via, in seguito alla sua ultima perdita, quella dolorosa almeno quanto le precedenti, del suo caro nonno, il famoso psichiatra, Giovanni, al quale sua nipote, Aurora, si era sempre sentita, senza ombra di dubbio, legata in modo molto profondo e indissolubile, quasi misterioso, il cui motivo verrà fuori in seguito.
Il nocciolo della questione per la psicologa Aurora emergerà e saprà svelarsi in modo progressivo sia a sé stessa, che al suo lettore ignaro, mediante l’utilizzo del duplice strumento del lavoro di terapista e della lettura del diario della sua figura materna. Ma sarà soprattutto il ritrovamento del diario della compianta Clara che permetterà alla giovane e promettente psicoterapeuta, Aurora, di sciogliere, a uno a uno, i nodi irrisolti che appartengono al suo trascorso personale ma anche al suo presente tormentato, e di venire così a conoscenza di una verità attinente al suo passato assai impegnativa e dura, ma comunque a lei necessaria.
Verità che verrà irrimediabilmente mostrata anche a chi legge la narrazione mediante lo stratagemma narrativo di diversi e molteplici flashback e ricordi. Aurora individuerà, infine, seppur con una comprensibile e considerevole fatica, il coraggio di provare e riuscire ad accogliere il proprio vissuto e di decidere di riunire le proprie energie per abbandonare il bagaglio dei propri traumi e dolori, in modo particolare, in base alle recenti rivelazioni impressionanti e scioccanti, nel corso di un percorso in andirivieni e talvolta in bilico tra le città di Milano e Catania, così come tra passato, presente e futuro.
Il lettore, incredulo e stupito, si troverà anche lui, ancora una volta, parimenti, a tifare, con tutte le sue forze, per il riscatto emotivo di una tanto fragile e delicata “creatura”, confidando nel suo affrancamento definitivo dalla prigione subdola della sofferenza interiore.
