Al di là delle dune. Domenico D’Agostino e la sottile linea d’ombra tra la vita e la morte

Al di là delle dune. Domenico D’Agostino e la sottile linea d’ombra tra la vita e la morte

Recensione di Martino Ciano. In copertina: “Al di là delle dune” di Domenico D’Agostino, A&B Editrice, 2023. Questa recensione è già stata pubblicata su Gli amanti dei libri

È un romanzo che ci interroga dalla prima all’ultima pagina, che oltrepassa le convenzioni, che ci abbandona sul confine dove si fanno impercettibili “vita e morte”.

Né tetro né banale, ma lineare e dal ritmo pacato. Domenico D’Agostino scrive di un viaggio in cui a prevalere è un senso di serenità, di quiete dopo la tempesta. Un filosofo, un letterato, due donne, due anziani e due bambini si ritrovano a fare lo stesso percorso. Il loro obiettivo, imbarcarsi per raggiungere un luogo. Una Terra Promessa, un’isola, il tutto? Non ci viene detto, perché l’importante è “camminare”, osservare, comprendere e rispondersi.

Ogni personaggio si libera delle proprie etichette e del proprio nome, come se il passato e tutto il suo carico di esperienze non ci fossero mai stati. Anzi, sono pesanti rifiuti i concetti e le buone maniere, le speculazioni e le masturbazioni mentali. C’è un dopo che svela tutto, un luogo in cui ognuno ritrova sé stesso prima ancora di essere stato, prima di essere.

Mettete insieme il Tabucchi di Requiem, il Queneau de I fiori blu e amalgamateli con i concetti che Canetti esprime ne Il libro contro la morte. Ecco un romanzo che racconta una storia che ha l’intento di divulgare un messaggio, di leggere in maniera appropriata il “cammino terreno” e il nostro EsserCi nel mondo e oltre esso, anche quando l’insensatezza ci flagella, anche quando ci ritroviamo catapultati in quella sterile descrizione della quotidianità di fronte alla quale l’angoscia si fa oppressiva tensione verso ciò che non conosciamo, o verso quel futuro che non vogliamo, ma che già percepiamo.

Allora diventa vero l’uomo che sa accettare la morte o è solo un modo per evitare il confronto? Una chiave di lettura è possibile trovarla in questo romanzo, che nel suo allegorico incedere ci porta a scoprire, con semplicità e ironia, un luogo che ci appartiene. Non è solo la nostra presenza fisica nel Mondo a creare una relazione con esso, ma sono soprattutto i nostri pensieri. Proprio a essi, D’Agostino dedica il suo libro, perché quell’invisibile respiro cerebrale è più forte della vita stessa.

Ogni cosa si crea e mai diviene interamente; ogni frammento si pone nel mezzo di un dialogo che si fa durante un viaggio senza fine. Con questa certezza ognuno trova il modo per andare al di là delle dune.

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