Ficus di piazza Stella Maris: tra volontari e uffici assenti

Articolo di Martino Ciano. «Ancora sui Ficus di piazza Stella Maris. Facciamo solo una riflessione». In copertina una foto scattata da uno dei volontari
Un tubo per innaffiare di quasi cinquanta metri, qualche tanica per arrivare laddove la gomma non può. Domenica 13 settembre 2026, intorno alle ore 18, trovo i volontari lì, come avevano detto, a innaffiare i Ficus di piazza Stella Maris di Tortora.
I loro nomi sono ormai noti, non c’è bisogno che li citi nuovamente. Dal 30 luglio hanno preso un impegno e vogliono portarlo a termine. I primi risultati si vedono: le piante sono tornate a germogliare. Delle 40 presenti solo un paio sono morte di sete. Purtroppo, il caldo non ha dato tregua.
La gomma taglia in due la piazza, una signora passa in bici, un’altra a piedi. Entrambe fanno attenzione a non pestarla e tra di noi ci facciamo una domanda: «Se qualcuno dovesse inciampare e cadere rovinosamente chi si prenderà la responsabilità?». Insomma ci chiediamo se esiste un limite, anche perché è noto che questa «azione», sebbene innocua, potrebbe sempre essere oggetto di polemiche.
Sia ben chiaro non si cercano scuse. È solo un dubbio legittimo che balena nella mente di chi deve fare da sé, anche in situazioni più gravi, e si accorge che le istituzioni restano a guardare. E proprio questo aspetto apre un’altra riflessione tra di noi: «Ma possibile che nonostante il clamore creatosi intorno a quello che stiamo facendo, gli uffici competenti restano in silenzio?».
Ma precisiamo, anche a costo di andarci giù duro, qui nessuno vuole medaglie. In questa storia non ci sono eroi; tanto meno si vuole fare passare il messaggio che ci sono cittadini buoni e cittadini cattivi. Ciascuno è libero di partecipare o meno; così come è libero di fregarsene, proprio perché non è sua competenza curare il verde pubblico.
Il discorso si concentra su un altro aspetto: «Quegli uffici deputati all’ordinaria manutenzione dove sono?». Questo è l’unico e vero problema: «la loro assenza e il loro silenzio». Sappiamo bene che non c’è un’amministrazione, che l’Ente è commissariato, ma anche se ci fosse un governo cittadino la manutenzione quotidiana non rientra tra i propri compiti. Tutt’al più ci sarebbe un intermediario in più.
C’è da dire, però, che i volontari in tutto questo sono diventati, a loro insaputa, dipendenti comunali. Infatti, alcuni cittadini hanno fatto presente che non devono concentrarsi solo sui Ficus di piazza Stella Maris, ma pure sulle palme del Lungomare Sirimarco e sugli alberi presenti nel cortile della scuola.
Un’altra doverosa precisazione riguarda lo status dei volontari: nessuno di loro, compreso l’autore di questo articolo, ha intenzione di candidarsi. Tutto quello che si sta facendo sa di presa di coscienza e, come tutti coloro che hanno svolto almeno per una volta un ruolo da cittadini attivi, possono permettersi qualche provocazione.
Il tutto però non è volto a chiedere la testa di qualcuno e nemmeno mira al conferimento di una medaglia al valore. Piuttosto, si vorrebbe ben comprendere quanto è ancora attivo il senso di responsabilità, a qualsiasi livello. In alcuni casi, dire la propria è un dovere. Che siano i Ficus di piazza Stella Maris o qualsiasi altro bene pubblico, la sostanza non cambia.
Piaccia o non piaccia, a pesare il silenzio degli uffici competenti incapaci di comunicare con i cittadini.
