Caos nazional-popolare per mitomani casalinghi

“Caos nazional-popolare per mitomani casalinghi” è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore modificata con l’intelligenza artificiale
È il caos il vero complotto. Non trovi? Guarda, anche se non serve a niente, ognuno di noi può spararla grossa su qualsiasi cosa; poi si creano le fazioni che a loro volta si litigano, che a loro volta si dichiarano guerra, e così via fino a quando tutti sono contro tutti.
Ogni argomento diventa campo di battaglia. La bagarre si fa sempre più immensa, richiama a sé gente di ogni risma. Dicono che questa sia vera democrazia e non fa niente se ormai appaia come una guerra civile. «Questo caos è sinonimo di libertà.», dicono coloro che stanno dietro le quinte. E noi ripetiamo.
Eppure, a volte mi sorge il dubbio che dietro le quinte non ci sia più nessuno, che in fin dei conti il sistema si alimenta da solo. Le élite sono solo congreghe di uomini furbi, che oltre a essere vittime vogliono togliersi lo sfizio di apparire come carnefici. D’altronde, la morte seppellisce tutto e i potenti hanno paura della morte.
Guarda amico mio, ci sono orde di confusi guru che continuano a spiegarci cosa è stato il Covid19, cosa si nasconde dietro al cambiamento climatico. Tu con chi ti schieri? Chi è il tuo mentore? Per chi sei pronto a morire? Sbrigati a decidere che manca davvero poco alla fine del mondo.
C’è un manipolo di signori che caccia prove inoppugnabili su faldoni di bugie. Non sappiamo esattamente da dove hanno preso queste informazioni, però sono lì in nome della libertà umana. Usano persino l’intelligenza artificiale per fornire al loro pensiero un’autorevolezza transumanista.
Intanto, noto che il caos si domina attraverso il silenzio. Alcuni attuano una sana tattica isolazionista, tant’è che sono aumentate le persone che portano sempre alle orecchie gli auricolari. Questi aggeggi diffondono musica o voci ipnotiche fin dentro i neuroni. È stupendo! Facci caso, amico mio, sono incantati da meraviglie sonore che tu e io ignoriamo.
Mentre i barbari colonizzano ampi spazi di intelligenza umana, divorando l’emancipazione, frasi laconiche come “difendere la vita” riempiono di speranza i millenaristi sparsi nelle nazioni che auspicano al regresso.
Quale vita verrà tratta in salvo da quest’epoca di élite che vogliono costruire l’ordine nuovo? Niente più aborti: ci penseranno gli infarti e le carenti strutture sanitarie ad allevare le tensioni demografiche. Ogni cosa ha bisogno di un salvatore “privato”, e così si alimenta il mito della “privatizzazione”.
A morire saranno i poveri, coloro di cui si può fare a meno dopo che sono stati usati come esca da uomini che devono scontare qualche rimorso di coscienza. Quante pubblicità progresso vedi ogni giorno per incrementare i fondi a sostegno delle popolazioni povere? Le nostre elemosine sono servite davvero a qualcosa o hanno solo aiutato l’industria della compassione?
Perciò chiedo a te: «Come fai a ignorare questo complotto in cui dal caos prolungato si fa strada una piccola oligarchia che imporrà un “volere” spacciato per “condizione naturale”?». Gli uomini più pericolosi fanno appello alle leggi di natura e alla loro immutabilità, ignorando che proprio la natura ha regole ferree che spesso scombina a suo piacimento.
Dai, amico mio, non dirmi che non ti sei accorto di questo inganno? Non deludermi visto che sei un acuto osservatore e, come me, insieme a tanti altri, sai di non appartenere a quelli che saranno salvati dai profeti del nuovo ordine. A questo caos bisognerebbe rispondere con il silenzio e con lo scardinamento della nostra servitù volontaria.
Né tu né io possiamo capire cosa muove l’Universo. Potremmo nuotare insieme verso una ragionevole pulsione di rivoluzione, ma prima impareremo a conoscere il mondo di ciascuno, perché né tu né io esistiamo al di fuori di noi stessi, ma per conto della percezione di qualcun altro.
