Propaganda per parenti e amici

“Propaganda per parenti e amici” è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore modificata con l’intelligenza artificiale
Ciò che la propaganda non vuole è che la gente ragioni, che non si fermi alla prima impressione. E se la politica non serve più è proprio perché essa è diventata solo una corsa a chi piazza sui social l’aforisma migliore.
Questo modo di presentarsi in maniera frammentata, mostrandosi a piccole dosi nell’arco della giornata attraverso sensazionali dichiarazioni o prese di posizione, rende la propaganda una terapia schizofrenica composta da mille pastiglie di colori diversi, ciascuna per umori differenti.
Come un farmaco, essa avvelena l’opinione pubblica. Entra in circolo e viene assorbita velocemente dal fisico che, a sua volta, ne vuole sempre di più. E quando la giusta dose non viene raggiunta, incominciano i dolori e gli spasmi. Ci scopriamo dipendenti, anzi intossicati.
La propaganda ci fa strabuzzare gli occhi, codifica per noi i messaggi, ce li consegna già raffinati affinché non compiamo nessuno sforzo. In un mondo in cui l’uomo ha fin da subito cercato la “verità” senza riuscirci, finalmente è giunta la propaganda, arma capace di consegnarci le cose spogliate di ogni impurità.
Desiderare e possedere la catastrofe
Fateci caso, se la propaganda crea un’emergenza, ecco che in pochi giorni si susseguono notizie afferenti a quella minaccia o a quel pericolo gridato a squarciagola.
La sicurezza è uno degli argomenti più dibattuti. Ogni giorno siamo bombardati da articoli di cronaca che pongono l’accento su rapine in mezzo alla strada, pestaggi per futili motivi, atti di violenza insensata. A destra preferiscono quelli commesi da immigrati, a sinistra quelli degli italiani puri e con pelle bianca. A destra si dice: «È tutta colpa dello straniero», a sinistra si risponde: «No guarda, ogni mondo è paese. Italiani brava gente un cazzo».
Risultato? Il problema non viene risolto perché né a una parte né a un’altra conviene. Lasciare le cose così come sono è il vero obiettivo della politica. Si faranno interventi di mitigazione, ma non risolutivi. La propaganda crea miti e i miti vanno alimentati, generando una discrepanza tra la percezione dell’emergenza e la sua reale portata.
Propaganda: miele che nutre destra e sinistra
La propaganda è la manifestazione più antica del potere. Il potere è senza colore politico. Chi governa non detiene il potere, semplicemente è solo la parte visibile. Il restante se ne sta nascosto, aspettando il proprio turno e posizionandosi secondo le opinioni del popolo. Anche se, spesso e volentieri, molte opinioni vengono anticipate, se non create ad hoc.
Questo schema non è dei nostri giorni, ma esiste da sempre. Deriva dalle tirannidi; poi si è trasferito nelle monarchie assolutistiche e infine è giunto a noi sotto forma di democrazia fintamente partecipata. La tecnologia ha reso la propaganda persuasiva e veloce, trasformandola in una verità che cerca chi la sbugiardi.
E secondo te qualcuno verrà mai in mio o in tuo soccorso? No, resteremo sempre in questa situazione, perché la mia e la tua vita non vengono inserite nel pallottoliere del potere, che conta il progresso-regressivo del mondo. Tu e io voteremo ancora il potere; sceglieremo i suoi rappresentanti, quelli che considereremo i meno peggio; dialogheremo con il vento; ci accontenteremo, anche quando penseremo di lavorare per il miglioramento della nostra specie.
Tu e io esistiamo solo nell’emergenza. In un’emergenza che prima o poi ci ucciderà. Ci credi o è solo la mia propaganda?
