Aperitivo o cena?

“Aperitivo o cena?” è un racconto di Roberto Saporito. In copertina un’immagine creata con l’intelligenza artificiale
“Mi assicurate che verrete tutti al mio funerale?” scrivi sulla chat del gruppo WhatsApp “Aperitivo o cena?”.
Nel gruppo siete in sette.
Marta e Samuele, coppia di architetti cinquantacinquenni, coppia che è insieme dalla prima liceo, sposati, senza figli, mai lasciati, mai traditi, mai una litigata, un vero enigma.
Giuseppe, quarantottenne, attualmente autista di autobus, aspirante pittore, aspirante scrittore, aspirante fotografo, aspirante…
Michela, quarantaseienne professoressa di italiano in un istituto tecnico, bellissima.
Davide, sessantenne, proprietario di una serie di autobus, uno dei quali è quello che guida Giuseppe.
Emma, cinquantenne preside dell’istituto tecnico dove insegna Michela.
E tu.
Sono le undici del mattino e in questo momento nessuno del gruppo “Aperitivo o cena?” è collegato.
Tu che non hai più nessun parente in vita degno di nota, vorresti sapere se almeno i tuoi amici, che sono tutti quelli del gruppo e nessun altro, verranno al tuo funerale.
E non è una domanda retorica, tu hai deciso che morirai a breve, sei stanco, non hai più dei veri motivi per continuare a vivere, troppi dispiaceri, troppe perdite, troppi tradimenti. Non hai più voglia di continuare a vivere come stai vivendo, non ha più senso per te, e quando perdi il senso continuare a vivere è inutile, appunto. Non hai più veri stimoli, non ti piace più niente e nessuno, al di là degli amici del gruppo “Aperitivo o cena?”.
“Io non me lo perderei per nulla al mondo 🤩”, risponde Marta che naturalmente non ti prende per nulla sul serio.
“Ti sei svegliato bene questa mattina eh 💔”, scrive Emma, e aggiunge “Ancora problemi di insonnia 🛌?”
Tu non rispondi, ma continui a riempire la vasca da bagno e a prendere i sonniferi, con metodo e calma, uno alla volta, l’intera scatola, che hai inaugurato ieri e alla quale manca solo una pillola, quella che hai preso ieri sera, appunto.
Chi è l’autore di “Aperitivo o cena?”
Roberto Saporito è nato ad Alba (CN) nel 1962.
Ha studiato giornalismo. Ha diretto per trent’anni una galleria d’arte.
Ha pubblicato raccolte di racconti e romanzi, tra le raccolte di racconti ricordiamo “Harley-Davidson” (1996, Stampa Alternativa Editore, vendendone più di ventimila copie), e “Generazione di perplessi” (2011, Edizioni della Sera, quarta di copertina di Marco Vichi) e tra i romanzi ricordiamo: “Il rumore della terra che gira” (2010, Perdisa Pop, nella collana “Corsari” diretta da Luigi Bernardi), “Il caso editoriale dell’anno” (2013, come “Anonimo”, Edizioni Anordest), “Come un film francese” (2015, Del Vecchio Editore), “Respira” (2017, Miraggi Edizioni), “Jazz, Rock, Venezia” (2018, Castelvecchi Editore), “Come una barca sul cemento” (2019, Arkadia Editore), “In nessun luogo” (2022, A&B Editrice), “Figlio, fratello, marito, amico” (2024,Qed Edizioni) e “Polimeri” (2025, Cose Note Edizioni).
Suoi racconti sono stati pubblicati su alcune antologie e su innumerevoli Riviste Letterarie.
A ottobre 2004 è stato invitato al Festival Letterario “Letteraria” a Pistoia, tra gli scrittori invitati: Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli, Massimo Carlotto, Luca Crovi.
A giugno 2007 è stato invitato al Festival Letterario Lib[e]ri 2007 di Teramo, tra gli scrittori invitati: Marco Lodoli, Erri De Luca, Walter Siti.
Ha collaborato con la Rivista Letteraria di Milano “Satisfiction” con una sua personale rubrica.
Nel 2013 il suo primo romanzo “Anche i lupi mannari fanno surf” [2002] diventa “oggetto di studio” di una delle dieci lezioni del corso di scrittura narrativa “Inchiostro rosso sangue”, per la precisione la settima intitolata “L’hard boiled in salsa italiana: il curioso caso di “Anche i lupi mannari fanno surf”, di Roberto Saporito.”, organizzato dalla Rivista Letteraria “Inchiostro” a Verona, insieme ai romanzi, oggetto di altre lezioni, di Giorgio Scerbanenco, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto e Gianluca Morozzi.
