Caldo estremo: un lavaggio del cervello

Caldo estremo: un lavaggio del cervello

“Caldo estremo: un lavaggio del cervello” è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore modificata con l’intelligenza artificiale

In perfetta salute, davanti allo specchio, riflesso in un eccesso di fiducia. Hai smesso di fumare, respiri come un bambino, assapori profondamente. Finalmente puoi dirti che questo sarebbe il giorno migliore per morire all’istante, senza soffrire.

Quarantadue gradi percepiti, eppure sopportabili. Sudi, sorridi, ti ecciti al pensiero che nulla di importante stia accadendo. Il caldo estremo non ti è mai piaciuto. Lì, fuori dalle mura di casa tua, una bestemmia si mischia al canto delle cicale.

C’è il mare a poche centinaia di metri da te. Vedi la distesa azzurra perdersi nel biancore dell’umidità. Vorresti andare anche tu. Vorresti bagnarti, nuotare; vedere corpi, osservare gesti, assimilare movimenti frivoli. Sono buffe le pose di coloro che aspettano sulla battigia il momento giusto per tuffarsi.

Non si esce nelle ore di punta; qualcuno potrebbe impazzire, potrebbe sparare in preda a una immotivata rabbia. Il caldo estremo sollecita i disturbi mentali. Tu senti voci di inverificabile provenienza dalle ore 13 alle ore 17. Appunti tutto con minuzia su un quaderno per provare al tuo prossimo che sei cosciente di quello che ti avviene.

Chi è il tuo prossimo? Ora è il caldo estremo, poi diventerà la sera, dopodiché avrà sembianze umane. Disprezzi le masse, non il popolo. C’è differenza? Ti viene in mente una cosa sullo psicanalista Lacan. Lui diceva che l’inconscio è un linguaggio e che il desiderio sta in mezzo a tutte le cose. Il problema è capire la sua logica, estrarre una frase di senso compiuto da ciò che l’inconscio lascia per strada.

Il caldo estremo incide sul Prodotto interno lordo delle nazioni, con ripercussioni sull’economia. Tu sei un rimosso finito in uno dei tanti inconsci collettivi. Sei in una grande pattumiera nella quale gli uomini comuni si accoltellano, guidati da istinti arcaici suggeriti dai potenti. Credi ai sospiri, imiti i rigurgiti, hai fame di facili vendette. Per questi motivi sei un uomo economico di ultima generazione.

Diceva sempre lo psicanalista Lacan che «Dio è inconscio», persino la sua morte è stata rimossa e nessuno sa più esattamente quando è avvenuta. Eppure, non è un mistero che per possedere realmente le cose, dobbiamo conoscerne l’inizio e la fine. Del caldo estremo non ricordi il principio.

Ti senti un po’ oppresso, come se qualcuno avesse posato una mano pesante sul tuo capo e spingesse verso il basso. Le voci aumentano nelle tue orecchie. Sei nel mezzo di un lavaggio al cervello.

Consolati, sei tra tanti dispersi che si chiedono in quale mare sguazzano.

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