La caduta

La caduta

“La caduta” è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell’autore modificata con l’intelligenza artificiale 

È tempo di accettare la caduta, di ritirarsi, di non partecipare alle sorti del mondo. C’è un’aria di sconfitta che qualcuno vuole plasmare come vittoria, come visione di un pensiero forte. Bisognerebbe non sottoporre la propria analisi alla brevità di poche battute, ma alla prudente riflessione che ripudia la nuova mentalità manichea.

Crollano Roma, La Mecca e Gerusalemme. Nessun parlamento, nessuna religione rimangono ormai in piedi. C’è troppa fiducia nella ragione. Ciascun Dio è già morto da tempo per assenza di fedeli e nessuna profezia potrà più riaccendere le speranze in loro. Gli uomini esultano per gli annunci di autodistruzione.

Assistere alla caduta come se si ci abbracciasse al tramonto: ecco la metafora che libera dalla nostalgia e dalla rabbia.

Ora che ci riscopriamo diseguali e transumanisti, abbandono alla metempsicosi digitale la mia anima da fanciullo. Irradiato nel cyberspazio, generato da fanatiche illusioni di perfezione, io mi sento poeta. Riguardo al “Fanciullino” di Giovanni Pascoli, alla poesia che rievoca cose che, morte, attendono di essere portate in vita. Tutto si fa decadente. Sì, dolce decadenza che mi istiga a perdere i sensi.

Guarda che nulla ritorni indietro, in quel punto in cui ancora può ridiventare moda solo l’immagine riflessa e distorta di ogni simbolo. Questa è un’epoca che ama i surrogati, che non sa inventare qualcosa di nuovo, che alleva geni a tempo determinato che sappiano assumersi gioie e dolori della tirannide. C’è chi ancora vuole essere decapitato? C’è chi per un attimo di gloria è disposto a finire impiccato?

Sì, il mondo continua a santificare cadaveri. Invoca giustizia fin quando la giustizia non diventa ingombrante. Scendono dalle croci i ladroni. Vengono assunti in cielo gli assassini ancora fieri dei loro omicidi. Pensa che il tuo cervello sarà trasferito in una chiavetta Usb, che la tua coscienza guiderà un avatar, che tu potrai diventare qualsiasi cosa.

Ecco la caduta, l’uomo, l’epoca che si attraversa in silenzio con una pistola puntata alla tempia. Non cercare risposte, non abbandonarti alla chiacchiera. Vai al patibolo ridendo. Siedi sulla riva del fiume, attendi il tuo cadavere e lascialo andare.

 

Post correlati