Dimenticare ed essere dimenticati

Dimenticare ed essere dimenticati

“Dimenticare ed essere dimenticati” è un articolo di Martino Ciano. Immagine modificata con l’intelligenza artificiale

«Dimenticare ed essere dimenticati». Cosa c’è di strano? Non affrettarti a rispondere a questa domanda, perché non c’è lucidità umana che sopporti questa evidenza con serenità.

Essere sulla cresta dell’onda e poi sparire. Assomigliare a un principe su un cavallo bianco o a una regina in un castello dorato; poi, all’improvviso, diventare claudicanti, cascanti, senza sostanza, privi di ragione.

Giovinezza che ci abbandona di generazione in generazione. Vuoi ancora rispondere, amico mio? Ti chiedi sempre se abbia senso attraversare il giorno: guardare l’alba e poi farsi mancare l’aria al tramonto? «Così va la vita» ti disse tua nonna. Ora lei è morta e, nonostante sapesse che le sarebbe rimasto poco, spirò sussurrando che avrebbe voluto vedere un’altra alba. Le tenevi la mano in quel momento. Hai avvertito come il caldo si tramuta in gelo appena esalato l’ultimo respiro.

«Dimenticare ed essere dimenticati». È la cosa che gli esseri umani sanno fare meglio. Prima eri qualcosa, oggi nessuno. Ieri un potente, oggi un servo. E tu, che osservi il mare, che ti culli nella malinconia, che ti strappi il cuore per donarlo al sole vermiglio, senti che il tempo scorre e qualcosa trapassa, migra.

Nulla è davvero importante a questo mondo; niente salva dalla morte fin quando non si comprende che essa non esiste. Vedi che la luna è già lì, pallida, assisa tra le nubi striate. Ecco, un giorno è andato, uno dei tanti che hanno costellato i quattordici miliardi di anni di questo Universo. E se mettessi insieme il tuo tempo, esso non peserebbe neanche un granello di polvere rispetto a quello del “tutto” che ti assorbe.

Solo se ti fermi a pensare a quanto ci vuole per descrivere tutto ciò che accade in un secondo, comprendi quanto sia impossibile afferrare il tempo. Perciò «dimenticare ed essere dimenticati» è un meccanismo di sopravvivenza frutto dell’evoluzione della coscienza.

Vedi, che rivelazione? Puoi decidere se stare in mezzo a questa immensità oppure uscirne sparandoti in testa. Dipende da quello che sai sopportare. Coraggio, non aver paura. È maggio, il solito maggio. È il mese in cui parli con i tuoi morti.

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