Domani è un altro giorno, e poi le elezioni

Domani è un altro giorno, e poi le elezioni

“Domani è un altro giorno, e poi le elezioni” è un articolo di Martino Ciano. In copertina un a foto creata con l’intelligenza artificiale

Domani è un altro giorno, anche per quelli che hanno smesso di contare i giorni e le settimane attendendo una buona notizia. Ecco, ora lo dicono coloro i quali si ritrovano a parlare con le pietre di un Centro storico a cui sono rimaste solo le filastrocche nostalgiche di qualche coraggioso residente.

Domani è un altro giorno pure per quelli che tutto a un certo punto vogliono sentirsi protagonisti. Sono spuntati all’improvviso con diverse proposte da discutere. Chiedono collaborazione, vogliono essere ascoltati. Ne hanno il diritto, chi lo mette in dubbio, ma come sempre scatta la domanda fatidica di uno che si nasconde tra la folla: «Scusate, ma prima dove eravate? A chi appartenete?».

Ed effettivamente dov’erano prima tutti quelli che avevano una visione così ampia? Perché non sono venuti prima tra noi comuni mortali. Volevamo anche noi essere istruiti prima dei tempi duri. Io ci credo al metodo maieutico; io davvero perseguo l’idea che la verità sia qualcosa che bisogna partorire in solitudine dopo un doloroso travaglio. Eppure, non ho trovato “ostetriche” di esperienza, ma solo persone che mi hanno detto: «Stai calmo, domani è un altro giorno. Per pagare e per morire c’è sempre tempo».

Poi ci si accorge che tutto, o quasi, è morto e che di “domani” travestiti da nuovi giorni non se ne vedono più. Il paese si è spento. Alcuni invocheranno il Signore? Diranno, Marana thà, in segno di rispetto verso la tradizione.

Ma dopotutto, cosa serve a questo piccolo paese che si estende tra mare e monti? Forse, il rispetto della propria storia attraverso cui comprendere la propria vocazione. Invece, tra palazzinari e mastri-imprenditori manco la spiaggia è rimasta. Anzi, il mare se la mangia da decenni e si applaude persino al disastro. Ogni onda è acclamata.

Poi la vedi la montagna? È quell’agglomerato di rocce e boschi a cui nessuno ha mai badato. Ecco, è l’unica risorsa rimasta, ma per troppi la questione è stata rimandata. La montagna fa parte del ricco bottino da donare al “domani è un altro giorno” e pur di mantenerla una questione irrisolta ci hanno messo un cancello immaginario. Lo vedi, vero?

Ma dimmi, cosa vuoi ricavare dal dormitorio vicino al mare? Nulla, se non un fantasioso programma da Giovani Marmotte. Esso è uno spazio urbanizzato come un alveare e con strade costruite tenendo conto della “difesa della proprietà privata”. Questo è stato un paese anti-comunista persino quando i socialisti hanno governato. Lo hanno sfasciato nel nome del benessere comunemente accettato, ossia: «fate ciò che volete, ma al di là dei confini del mio orto». Ecco, quel principio è stato rispettato. È stato un miracolo, anzi la vocazione di un popolo.

Dai fatti una domanda e datti una risposta. E se qualche volta ti dovesse balenare l’idea di candidati? Ora non ci pensare, domani è un altro giorno.

 

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