Trump: mito del XXI secolo

“Trump: mito del XXI secolo” è un racconto di Martino Ciano, dopo aver passato un po’ di tempo in alcuni forum come spettatore
La terra è piatta, la terra è tonda. Certe volte ci pensi e non ti dai risposta. Osservi l’orizzonte. Di sera sembra curvo, di giorno è un segmento che non cede di un centimetro. La luce ti inganna. Poi guardi il cielo, vedi le nuvole e conti le scie chimiche. Un gabbiano si trasforma in un drone battente bandiera islamica. Ti concentri sulle previsioni del tempo della settimana in corso. Sole, solleone, sole dappertutto, poi a un certo punto una tempesta tropicale. Pioggia, lampi e tuoni ancestrali. Cosa è successo?
Il tuo mito è Donald Trump. Solo di lui ti fidi. Il petrolio nasce dal nulla e si moltiplica per coloro che credono nel Dio giudeo. La Terra Promessa si può quantificare solo in dollari. È l’unico modo per non peccare di ingordigia e di avarizia. Mandare soldi agli israeliani è un atto di carità universale. Disse un tale che voleva conquistare Gerusalemme e che è rimasto nella storia: «Ammazzateli tutti, Dio sceglierà i suoi».
Trump ti appare accompagnato da Gesù in persona. Il figlio di Dio si avvicina a te e dice: «Donna, ecco tuo figlio. Trump, ecco tua madre». Ti svegli nel cuore della notte in preda al panico. Era un sogno. Ti tocchi ovunque. Sei tutto carne e ossa. Perché Gesù in persona ti ha trattato come una donna? Smetti di pensarci appena ti torna il sonno. Nelle prossime ventiquattro ore scioglierai il dubbio.
Infatti, ti svegli con la risposta pronta: «Le vie del Signore sono infinite». Trump è in te, nella tua testa, nel tuo midollo. Non hai sua moglie e le sue ricchezze, ma hai la sua stessa visione del mondo. Affari e omicidi giustificabili nel nome di Dio, unico giudice. La follia è solo una corsa contro il tempo. Siamo tutti condannati alla schizofrenia. In alcuni casi diventa un ultimatum: «Distruggerò una civiltà entro poche ore».
Vicino casa tua c’è un campo profughi vecchio stampo. Le roulotte dei rom sono diventate negli anni delle ville e loro sono ormai considerati autoctoni. Qualcuno ha deciso di assimilarli. Non tu, però. Devi liberarti di loro, soprattutto adesso che Gesù ti ha dato Trump in affido. Incominci a girare intorno al perimetro del campo. Sguardo da aquila, sorriso uncinato, postura solida come la Trump Tower. Ma quello non crolla come fecero le mura di Gerico. Immagini allora il fuoco che avvolge le lamiere e i corpi. Cosa daresti per assistere alla scena in cui un bambino si contorce nelle fiamme, mentre grida: «aiuto mamma».
Ma ti ricordi di essere un uomo misericordioso, quindi sei anche disposto a lasciarli in vita, a patto che ti consegnino tutti gli oggetti di valore che hanno rubato. Devi solo trovare le parole giuste per entrare in contatto con loro. Sì, ecco, è la soluzione migliore. Quella che ti qualificherebbe come un uomo di pace.
