Cachistocrazia calabrese: il popolo ha scelto!

Cachistocrazia calabrese: il popolo ha scelto!

“Cachistocrazia calabrese: il popolo ha scelto!” è un articolo di Martino Ciano

Grazie a un popolo complice, la cachistocrazia calabrese porta avanti la sua bandiera. Si festeggia per l’ennesimo sperpero di denaro. Avremo due Sottosegretari regionali per il miglioramento degli equilibri politici all’interno del vergognoso governo Occhiuto. Ma questa è una notizia recente, datata 30 marzo 2026, a noi basta guardarci indietro per vedere che il passato non ha mostrato margini o esempi di miglioramento.

La cachistocrazia calabrese si occupa del proprio potere, che c’è di nuovo sotto il sole. Piena di retorica e populista è la propaganda di chi si indigna, perché mettere in mezzo i soliti problemi del popolo ha stufato parecchio. Ma io sono d’accordo con questa versione, perché l’attuale cachistocrazia è stata eletta dal popolo sovrano, quindi è espressione di alta democrazia.

Perché sprecarsi in appelli o in richiami di moralità: questo è ciò che il popolo ha scelto. La scusa per non avere personaggi di altro livello tra le stanze del palazzo di Germaneto è stata la seguente: “l’alternativa non è credibile”. In fin dei conti è una bugia anche il fatto che la Calabria sia considerata la regione più povera d’Europa. Infatti, la maggior parte delle persone ha redditi occulti, provenienti da evasione o da lavoro in nero. E figuratevi, non è una questione di colore politico. Il fenomeno è trasversale. Tutti hanno aiutato a fare decadere la baracca.

Insomma, c’è un dramma nel dramma. La cachistocrazia calabrese esiste perché la povertà, la carenza di risorse, la mancanza di servizi, non sono poi così vere. Il governo dei peggiori è possibile perché gli elettori hanno bisogno di queste persone per sopravvivere. Alla parte sana del popolo calabrese viene detto esplicitamente di andare via, di emigrare, perché meno si è e più posti si liberano a tavola. È un discorso minimale, fatto di proposizioni così ovvie, quasi qualunquiste, che è pure semplice da controbattere.

Infatti, viene controbattuto con altrettante ovvietà, come l’odio, l’ignoranza, l’essere contro a prescindere. È un continuo confronto tra propaganda e persuasione. La cachistocrazia calabrese è lì, pronta a darci prova che essa è forte, onnipresente e onnipotente. Bastano poche righe per descriverla e persino un termine desueto come “cachistocrazia” per aizzare i sostenitori del sistema contro i contestatori.

Ma ora basta. È giusto festeggiare il nostro governo. La fogna è sempre più spalancata e alla puzza nemmeno più ci si bada.

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