Un lavoro sicuro

Un lavoro sicuro

“Un lavoro sicuro” è un racconto di Martino Ciano. In copertina una immagine creata con l’intelligenza artificiale

Ma come ci piaceva spacciare in piazza e lungo le strade affollate. Nessuno ci diceva niente. Tutto normale, come andare al supermercato. Noi eravamo scaffali pieni di merce.

Era un lavoro sicuro: poco sforzo, massimo guadagno e possibilità di fare carriera. Una cosa da uomini superiori, insomma, in cui devi avere buon occhio e saggezza. La capacità di osservazione doveva essere al massimo livello. Prima di tutto bisognava evitare sconfinamenti nel territorio di qualcun altro; poi bisognava tenere lontana la tentazione di mettersi in proprio.

Per passare da manovale a mastro ci vuole tempo, stessa cosa per noi. Spesso non ci arrivi se non ci sai fare. Resti sul gradino più basso della scala con la mano alzata, sperando che si accorgano di te, alla fine ti prendi la merda di tutti. Puoi essere anche il primo a pagare, d’altronde sei il più sacrificabile. Ti piace? A noi ci è andata bene per un bel periodo e ce lo siamo fatti bastare.

È un lavoro sicuro: non c’è mai crisi e ti spiego perché. La gente s’ammazza dalla mattina alla sera per quattro soldi, poi arriva al sabato sera o nei giorni di festa che si deve stirare le ossa, stonare il cervello e farsi una vacanza in qualche altro mondo. Siccome è andata sempre così, non dico che ci dovrebbero premiare, ma neanche perseguitare. Tu che dici?

Vero è che a volte scoppia il caso del figlio che massacra i genitori perché non gli danno i soldi per comprare la roba; o di quello che ci finisce sotto e si mette a rubare nei negozi; o di quello che si fa e si mette a vendere per apparare i conti. Ma non è colpa nostra. È come quando inizi a fumare sigarette: cominci con una che ti fai con gli amici e poi, se non sai controllarti, arrivi al pacchetto. E mica noi possiamo fare i controllori. Bisogna avere coscienza di ciò che si fa.

Ripeto: è un lavoro sicuro. Se non rompi le scatole a qualcun altro campi cento anni e un giorno, anzi pure due. Come diceva quel tizio? Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Eh, ci siamo intesi; comportati in questo modo. Non creare problemi, altrimenti ti porti dentro pure gli altri, pensa che stai facendo qualcosa di buono per le tue tasche. Chi dice che stai agendo contro la legge e la morale è solo invidioso.

Comunque, non fermarti alle virgole. Non guardare a noi che, per una svista e una parola di troppo, siamo di nuovo disoccupati e spiati dalla legge. Dobbiamo pure pagarci il dentista, visto che ci hanno rotto incisivi e molari. Dicono pure che ci è andata bene, perché siamo vivi e possiamo raccontarla. Che fregatura, a volte ci penso pure al fatto che “gli onesti sono scemi, ma almeno campano precari e tranquilli”.

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