Torna lacrima

Torna lacrima

“Torna lacrima” è il titolo che abbiamo dato a queste poesie di Marcello Buttazzo. In copertina una foto di Mart Production, tratta da Pexels, a uso gratuito

Un’anima persa è sempre un’anima
che reclama amore, bagliore diffuso
che tinge di rosso l’eburneo viso
degli innamorati. Amore.
Sapevo solo chiamarti amore,
domandarti amore, nei freddi inverni
dell’anima affannata smarrita
quando tu facevi rabeschi d’amore
e le nubi di tenue celestino si frastagliavano piano.
Versi tratti dalla raccolta “Clandestino d’amore”, Manni Editori, 2006


D’oro tralucevi
come spiga di grano.
Diadema dell’anima
tripudio
di rossi papaveri
in campi di sole
che insanguinano i miei gironi.
Mirra e argento.
Sei gioia e tormento.
Inviolato cielo mattutino
assenza, lontananza.
Mattanza d’estate.
Sangue e l
lacrime.
Sei l’insensibile susseguirsi
del tempo.
Versi tratti dalla raccolta “Nei giardini dell’anima”, Manni Editori, 2007


Lampo
attimo di tuono
caduca rosa,
la vita fascinosamaranto
immaginifica velocemente passa,
delizia e strazio di spade.
Rullano battenti tamburi,
sfrigge lo smorto passato,
al crepitio di fiamma t’incontro.
Intanto, rumoreggia
il ruscelletto giorno.
Versi tratti dalla raccolta “Serenangelo”, Manni Editori, 2010


Avrei voluto
cantare d’amore
per ore.
Elegie nell’anima
carne da vibrare
pane fresco da condividere
giorno e notte.
Avrei voluto
cantare
per sentirmi ancora
compagno di bandiere
pacifiche e non violente
da sventolare per tutto il tempo.
Avrei dovuto
incrociarti finalmente
ai bordi della sera.
Avrei dovuto
svegliare il mattino
con lo sfavillio
dei tuoi occhi-cristallo.
Stelle sperse
nella carezza
del primo lucore.
Versi tratti dalla raccolta “Fra le pieghe del rosso”, i Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2022


Torna
lacrima fanciulla
a rigare il viso.
Torna
e ridammi il ghiribizzo,
ciò che più agogno.
Non c’è meraviglia
che non sia stilla,
non c’è stella
che sia fica
nel firmamento.
Scorre sulle gote
una giovinezza inoltrata.
Scorre
imperioso impetuoso
Il tempo,
che piano piano finisce.
E lascia negli occhi
una lacrima piccola
piccola piccola:
lo sfavillio
delle centomila saette.
Versi tratti dalla raccolta “E se nel giallo ti vedrò”, i Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, 2023


Nel pomeriggio di quiete
non sento più frastuono
né rumorio di tuono.
Nessuna avvisaglia di battaglia
nessun tormento di lacerate corde,
solo un pacato fermento.
È il momento
del ripiegamento su me stesso,
è ora di dare voce alla memoria,
ai decidui istanti passati
quando la gioia
era fisiologico accadimento.
Non è un malinteso sentimento
la mia melanconia,

ma solo la voglia
di scavare nel fondo
per veder riaffiorare
ancora una volta
il tuo viso di fanciulla.
Il tuo bel viso
di sedicenne,
con due occhi verdi più il mare,
il tuo viso da mangiare
con il pane con il sale.
Il tuo viso arguto.
Sopra un diario rosso
scrivevi tutte le poesie
della nostra storia infinita.
Sopra una terra
di zolle rosso sangue
mi hai lasciato
un cesto di parole
spezzate interrotte
inconcluse frammentate.
Versi tratti dalla plaquette “Sommesse preghiere”, I Distillati, Collettiva edizioni indipendenti 2025


Chi è Marcello Buttazzo?

Marcello Buttazzo è nato a Lecce nel 1965 e vive a Lequile, nel cuore della Valle Della Cupa salentina. Ha studiato Biologia con indirizzo popolazionistico all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha pubblicato numerose opere, la maggior parte di poesia. Scrive periodicamente in prosa su Spagine (del Fondo Verri), nella rubrica Contemporanea, occupandosi di attualità. Collabora con il blog letterario Zona di disagio diretto da Nicola Vacca. Tra le pubblicazioni in versi ricordiamo: “E l’alba?” (Manni Editori), “Origami di parole” (Pensa Editore), “Verranno rondini fanciulle” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno), “Ti seguii per le rotte” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Ad aprile 2025, è uscito per Collettiva Edizioni Indipendenti il libello dal titolo “Sommesse preghiere” (Collezione I Distillati).

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