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	<title>Reggio Calabria Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Salvatore Cucinotta: presentato il libro Alla &#8220;Fattoria Urbana&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 12:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo è un comunicato stampa sull&#8217;evento tenutosi a Reggio Calabria e che ha avuto come protagonista Salvatore Cucinotta. Lo scrittore ha presenziato alla Fattoria Urbana insieme al Salotto dei Poeti Sabato 10 febbraio, La Rosa del Pozzo, a Catona Reggio Calabria, ha regalato una serata indimenticabile con la presentazione del nuovo libro di Salvatore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Questo articolo è un comunicato stampa sull&#8217;evento tenutosi a Reggio Calabria e che ha avuto come protagonista Salvatore Cucinotta. Lo scrittore ha presenziato alla Fattoria Urbana insieme al Salotto dei Poeti</strong></p>
<p>Sabato 10 febbraio, <strong>La</strong> <strong>Rosa del Pozzo</strong>, a Catona Reggio Calabria, ha regalato una serata indimenticabile con la presentazione del nuovo libro di <strong>Salvatore Cucinotta</strong> presso la suggestiva cornice della<strong> Fattoria Urbana insieme al Salotto dei Poeti</strong>. L&#8217;evento ha attirato un numeroso pubblico che ha riempito la sala con entusiasmo e curiosità.</p>
<p>La presentazione è stata impreziosita dall&#8217;arte visiva dell&#8217;artista <strong>Alberta Dito,</strong> che ha contribuito a creare un&#8217;atmosfera unica e coinvolgente. La combinazione di parole e immagini ha reso l&#8217;evento non solo un&#8217;occasione letteraria, ma anche un&#8217;esperienza multisensoriale.</p>
<p>Presentata dal dottor <strong>Antonino Santisi</strong>, editore, tra gli interventi della serata <strong>Sebastiano Impalà</strong>, scrittore e critico letterario, che ha condiviso la propria visione sulla pubblicazione, di cui ha firmato la prefazione, sottolineando l&#8217;importanza del contributo di <strong>Salvatore Cucinotta</strong> nella scena letteraria contemporanea; <strong>Gianni Vittorio</strong>, presidente dell&#8217;ACF451 e <strong>Chiara Gligora</strong>, scrittrice ed illustratrice, che ha contribuito con le sue illustrazioni a rendere ancora più poliedrico il libro.</p>
<p>La serata è stata arricchita dalla musica avvolgente di <strong>Franco Donato</strong> e gli interventi del pubblico sono stati altrettanto significativi, con momenti di riflessione e approfondimento. Durante la presentazione è stata annunciata dall&#8217;editore e da Francesco Sorrenti, talentuoso studioso di Reggio Calabria, anche la nascita della nuova sezione giovani della <strong>Rosa Del Pozzo Edizioni</strong>. Un segno tangibile dell&#8217;impegno della casa editrice nel supportare e valorizzare le nuove generazioni di scrittori.</p>
<p>In conclusione, la presentazione del libro di <strong>Salvatore Cucinotta</strong> presso la <strong>Fattoria Urbana</strong> è stata un trionfo di cultura, arte e letteratura. <strong>La Rosa Del Pozzo</strong> conferma il suo ruolo di protagonista nella promozione della creatività locale, offrendo al pubblico un&#8217;esperienza indimenticabile e l&#8217;opportunità di avvicinarsi all&#8217;affascinante mondo dell’arte, della scrittura e della poesia.</p>
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		<title>One Million Book. Un&#8217;idea che arriva da Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.borderliber.it/news-one-million-book-idea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 16:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Direttamente dal sud, precisamente da Reggio Calabria, nasce una nuova community: One Million Book. Con tale denominazione si intende una piattaforma social con l’intento di creare una vera community di scrittori. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa One Million Book, un progetto innovativo che parte da Reggio Calabria e promette di rivoluzionare il modo in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Direttamente dal sud, precisamente da Reggio Calabria, nasce una nuova community: One Million Book. Con tale denominazione si intende una piattaforma social con l’intento di creare una vera community di scrittori. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa</strong></p>
<p><strong>One Million Book</strong>, un progetto innovativo che parte da Reggio Calabria e promette di rivoluzionare il modo in cui gli scrittori promuovono le proprie opere letterarie. In un mondo digitale in cui i contenuti si disperdono rapidamente tra le pagine dei vari social media,<strong> One Million Book</strong> offre uno spazio stabile ed un posto sicuro dove promuovere i propri libri.</p>
<p><strong>One Million Book</strong> si pone quindi come riferimento per gli autori, offrendo loro un’opportunità: creare un profilo che parla una lingua, quella dei libri e della letteratura in tutte le sue forme: dal romanzo alla saggistica alla poesia.</p>
<p>Proprio perché il libro è un bene prezioso e di valore, il senso di questo spazio digitale consiste nel creare una connessione tra i vari scrittore, sia per condividere idee, sia per poter diffondere i propri libri, ma anche quindi come <strong>strumento di marketing.</strong></p>
<p>Inoltre una vera community letteraria può diventare un valore aggiunto, poiché dalla collaborazione in team possono nascere nuovi progetti. In altri termini One Million Book è un book club dove l’autore può esprimere se stesso con il vantaggio di essere tra persone che parlano la stessa lingua, quella della cultura.</p>
<p>Tra le prospettive future della piattaforma vi è anche la possibilità si specializzarsi come <strong>book influencer</strong>: persone che riescono a guidare le scelte di altri lettori attraverso le recensioni che pubblicano, a dare visibilità alle nuove uscite e a stimolare l’acquisto e la partecipazione alle iniziative editoriali (come presentazioni, fiere e festival). Con il consolidarsi dei social media e del social reading, il settore editoriale ha cominciato anche a modificare il proprio stile di comunicazione, adattandosi alle prerogative della rete e ai bisogni dei lettori.</p>
<p>Dicono gli ideatori: “La nostra soddisfazione è aver avuto sin da subito una risposta positiva al progetto da parte degli utenti della rete. Continueremo a sviluppare One Million Book anche con la creazione di una app, che è già in fase di test. Ringraziamo tutti coloro che credono nella cultura e che vorranno entrare a far parte della piattaforma”.</p>
<p><strong>One Million Book celebra</strong> la diversità delle voci e delle storie invitando alla condivisione della lettura e alla scoperta di talenti emergenti nel vasto mondo della scrittura. Sono molte già le iscrizioni avvenute in pochi giorni da lancio della piattaforma.</p>
<p>Per entrare nella community basta digitare <a href="http://www.onemillion-book.com">www.onemillion-book.com</a></p>
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		<title>The Garage Man. Paolo Franco e l&#8217;imprevedibilità della quotidianità</title>
		<link>https://www.borderliber.it/the-garage-man-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2023 07:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;The Garage Man&#8221; di Paolo Franco, Scatole Parlanti, 2023 Un locale, ossia l&#8217;Holy Riff; la musica rock, Verona, Roma e una serie di storie allo stesso tempo drammatiche e ironiche, su cui domina l&#8217;imprevedibilità. Paolo Franco ce lo dice fin dalle prime pagine: basta storie in cui tutto sembra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;The Garage Man&#8221; di Paolo Franco, Scatole Parlanti, 2023</strong></em></p>
<p dir="ltr">Un locale, ossia l&#8217;Holy Riff; la musica rock, Verona, Roma e una serie di storie allo stesso tempo drammatiche e ironiche, su cui domina l&#8217;imprevedibilità.</p>
<p dir="ltr"><strong>Paolo Franco</strong> ce lo dice fin dalle prime pagine:<strong> basta storie in cui tutto sembra calcolato o calcolabile</strong>, la vita e la quotidianità si muovono all&#8217;insegna della fatalità; ciò che sembra non è, ciò che si vorrebbe che fosse quasi sempre non accade. Gli scherzi del destino sono il sale della vita e l&#8217;assurdo è ciò che tiene i fili.</p>
<p dir="ltr"><strong>Assurdo per noi?</strong> Certo, sono tutte etichette con cui proviamo a giustificare gli eventi e con cui continuiamo a ingannarci. In fin dei conti, siamo servi sciocchi, o utili idioti, di una continuità temporale che si impone a noi. Di qui i personaggi che costellano <strong>&#8220;The Garage Man&#8221;</strong>.</p>
<p dir="ltr">Sono uomini e donne comuni pronti a elogiare le proprie virtù, tenendo ben nascosto il torbido. L&#8217;amore per i festini a base di droga e di donne, il tradimento come arma di evasione, il perbenismo italiota con tutta la sua gamma di verdetti, il male di vivere di una società sempre più edonista.</p>
<p dir="ltr"><strong>Lo stile di Paolo Franco delinea, crea soggetti, modella avvenimenti, ma soprattutto è divertente.</strong> L&#8217;autore calabrese si concentra a demolire e a desacralizzare, a gettare ogni frammento di purezza nel fango. Non mostra, ma racconta; non dà al lettore la possibilità di entrare nel mondo in cui la scena si sta consumando, ma lo tiene fuori, relegandolo al solo ruolo di spettatore.</p>
<p dir="ltr">Infatti, leggendo, vedremo che si sta svolgendo uno spettacolo, l&#8217;unico possibile. Per quanto questa possa sembrare una limitazione, <strong>durante il libro capiremo invece che è una scelta voluta e motivata dalle situazioni</strong>. A noi viene data la possibilità di aderire o di dissentire.</p>
<p dir="ltr">Il <strong>qui-ora</strong> domina; il futuro non esiste, il passato è serbatoio di giustificazioni. &#8220;<strong>Sono così, perché a nulla è servito comportarmi bene&#8221;</strong>, questa legge del taglione tutta nostrana è la più alta forma di moralismo esistente, tant&#8217;è che ha la forza di de-responsabilizzare.</p>
<p dir="ltr"><strong>Quasi nessuno dei personaggi si salva da questo mantra che risuona nelle pagine e che si materializza nei fatti.</strong> E tutto ciò dà vita anche ad alcuni siparietti che ci strapperanno amari sorrisi.</p>
<p dir="ltr">Insomma, ecco un libro<strong> irregolare</strong> che spezza l&#8217;aria di <strong>Romanticismo</strong> che attornia il male e che trasforma in pregi i difetti.</p>
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		<title>Lyriks e la Locride artistica e underground. Alla scoperta di Nino Cannatà</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lyriks-cannata-arte-locride/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 02:39:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Angelo Maddalena. Seguici e iscriviti anche sul canale WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05 C’è un giudice a Berlino, è il detto famoso, io direi invece: c’è un editore in Calabria, che non è solo editore, e non è solo editore come si potrebbe immaginare, intanto pubblica solo libri di poesie, e poi in formati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo e foto di Angelo Maddalena. Seguici e iscriviti anche sul canale WhatsApp: </strong></em><em><strong><a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05">https://whatsapp.com/channel/0029VaDWcN25EjxzoWoAJu05</a></strong></em></p>
<p><strong>C’è un giudice a Berlino</strong>, è il detto famoso, io direi invece: <strong>c’è un editore in Calabria</strong>, che non è solo editore, e non è solo editore come si potrebbe immaginare, intanto pubblica solo libri di poesie, e poi in formati insoliti o quanto meno spiazzanti, e poi con una cura grafica anch’essa spiazzante, insomma, si chiama <strong>Nino Cannatà, è di Cittanova</strong>, e io l’ho incontrato tramite <strong>Mirella Muià</strong>, un’altra di quelle stelle che sembrano sepolte ma poi, sotto sotto, splendono di luce propria e arrivano lontano, anche se, in quanto eremita (tale è Mirella da vent’anni, nel cuore della Locride) rimane ferma e si muove molto poco fisicamente.</p>
<p>Mirella mi ha parlato di Nino Cannatà perché lui ha pubblicato un libro che lei aveva scritto in francese più di vent’anni fa, e Nino ha incontrato qualche anno fa a <strong>Parigi</strong> l’editore del libro di Mirella, il quale non sapeva come rintracciarla, e incontrando Nino ha ritrovato lei e ha trovato anche quello che sarebbe diventato l’editore della traduzione italiana del libro, che si intitola <strong>Empedocle</strong>. Attenzione, Nino ha anche pubblicato un altro libro di Mirella, dal titolo <strong>Chi potrà sradicarmi?</strong>, un inedito scritto nel <strong>1984</strong> in francese, un monologo poetico tratto da un taccuino fatto a mano con diverse litografie, ma in questo caso Nino ha deciso di pubblicarlo in versione bilingue con il testo in italiano sempre di madre Mirella.</p>
<p><strong>Lyriks</strong> si chiama la casa editrice, tanto per rimanere in tema di&#8230; <strong>nomen omen</strong>, il nome è un presagio o, in questo caso, un programma editoriale? Poco fa nell’eremo dove abito da circa un mese, è venuto a visitarmi un compaesano di Nino, una persona con una certa sensibilità, che conosce e però mi ha fatto una domanda che mi ha fatto sorridere: <strong>“Ma io non ho capito cosa fa di preciso Nino Cannatà?”. </strong></p>
<p>Ridendo ho detto che è tipico dei grandi artisti essere fraintesi, o non capiti o anche non capire bene cosa fanno, o forse, più che dei grandi artisti, degli artisti versatili, poliedrici, per esempio io ho conosciuto Nino come editore, ma poi ho scoperto che è anche <strong>regista e scenografo</strong>, ha studiato e lavorato per molti anni a <strong>Firenze</strong> in questo campo. Poi nelle ultime settimane (l’ho conosciuto solo tre mesi fa) mi ha annunciato che stava lavorando a un film documentario e mi ha invitato a vedere l’anteprima l’11 ottobre, al dipartimento di <strong>Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria</strong>.</p>
<p>Sono andato e ho scoperto, tramite questo documentario, il nome e la storia di <strong>Alik Cavaliere</strong>, che dal nome mi poteva sembrare arabo, invece è originario di <strong>Cittanova</strong>, ma ha vissuto per molto tempo a <strong>Milano</strong>, dove nel 2018 gli hanno dedicato una mostra in sei sedi espositive, tra cui <strong>Palazzo Reale</strong>, dove è ambientato buona parte del documentario. Però il gesto che mi ha spiazzato e sorpreso è stato quello di qualche giorno fa, quando mi ha portato alcune copie dei libri da lui pubblicati per la libreria dell’Eremo dove io abito, e uno di quei libri è una raccolta di poesie di <strong>Sante Notarnicola</strong> dal titolo <strong>Versi elementari</strong>. Mi dice anche che è stato un grande amico di Sante e che da dopo la sua morte, Nino, in collaborazione con la compagna di Sante, cura il sito <strong>www.santenotarnicola.it</strong></p>
<p>Di questo libro segnalo la poesia <strong>La nostalgia e la memoria</strong>, che ho letto ad alta voce qualche giorno fa al mio amico <strong>Giacomo da Messina</strong>, il quale non solo mi ha detto che conosceva Sante perché il gruppo <strong>Assalti frontali</strong> ha dedicato a lui una canzone, ma mi ha fatto ascoltare su <strong>YouTube</strong> un audio della poesia, letta da Sante Notarnicola prima di un concerto degli<strong> Assalti frontali.</strong></p>
<p>Guardando poi il video di un pezzo cantato dalla band romana di rapper, video riferito ad almeno venti anni fa o forse più, ho avuto una rivelazione: <strong>ho visto la mostruosa metamorfosi di molti rapper degli ultimi venti anni</strong>, non solo in fatto di testi, contenuti, perché la canzone che mi ha fatto ascoltare Giacomo si riferiscono a realtà dure e tragiche, una è ispirata ai detenuti politici, appunto come è stato per venti anni Sante Notarnicola, e l’altro ai fatti di <strong>Genova 2001</strong>, durante le giornate del G8. La rivelazione è riferita anche allo stile:<strong> il frontman degli Assalti frontali cantava quasi senza accompagnamento musicale</strong>, con un palco molto scarno, che paragonato a tutti gli orpelli ed effetti speciali dei rapper di oggi, soprattutto di quelli che vanno anche a Sanremo, i vari <strong>Fedez, Laza, J Ax</strong> ecc., è veramente qualcosa che sa di primitivo, di preistorico, eppure autentico e senza orpelli, cioè un vero “assalto frontale”.</p>
<p>Un viaggio, quello che faccio insieme a <strong>Nino Cannatà</strong>, che continua in questa<strong> Locride</strong> in cui abito da poche settimane ed è sempre più una miniera di arte sorprendente e che apre orizzonti inediti, come il <strong>MUSABA, Parco Museo ideato e costruito da Nik Spatari</strong>, altro artista “universale”, di <strong>Mammola</strong>, morto di recente, ma il MUSABA è ancora vivo e attivo, grazie alla moglie di Nik, e voglio andare a visitarlo al più presto. Gli appuntamenti del film Alik Cavaliere proseguono a fine ottobre in<strong> Veneto</strong> e a metà novembre all’<strong>Università La Sapienza di Roma</strong>.</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto: le voci delle persone di Messina</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ponte-sullo-stretto-messina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 01:57:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ponte sullo Stretto: le voci delle persone di Messina&#8221; è un articolo di Angelo Maddalena, nonché cronaca di una manifestazione. La foto in copertina è stata scattata dall&#8217;autore Arrivo a Messina lunedì 5 giugno 2023. Sono di passaggio, riparto l’indomani. Giacomo, che mi ospita, mi invita a ripartire in tarda mattinata, o almeno dopo le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Ponte sullo Stretto: le voci delle persone di Messina&#8221; è un articolo di Angelo Maddalena, nonché cronaca di una manifestazione. La foto in copertina è stata scattata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Arrivo a Messina lunedì 5 giugno 2023. Sono di passaggio, riparto l’indomani. Giacomo, che mi ospita, mi invita a ripartire in tarda mattinata, o almeno dopo le 10,00: <strong>“Alle 8,30 c’è Salvini</strong> che incontra i due presidenti della Regione interessati al Ponte sullo Stretto, però rimangono sulla nave, che hanno paura di scendere”, fa Giacomo sornione.</p>
<p>Dopo aver pubblicato il libro <strong>A piedi è un altro mondo (euno edizioni, 2015)</strong>, pensavo che fosse chiusa la questione del Ponte, e invece ritorna periodicamente: proprio dopo l’uscita del libro ci erano tornati <strong>Renzi e Alfano, adesso ci riprova Salvini</strong>. Dico a Giacomo che è uno spauracchio, ma lui che abita a <strong>Messina</strong>, si dice preoccupato: “Secondo me c’è il rischio concreto, perché ci sono interessi delle cosche calabresi che potrebbero appoggiare Salvini”, mi aveva detto qualche mese fa.</p>
<p>Voci vaghe, ma ci sono notizie di qualche anno fa su trafficanti di droga legati alla &#8216;ndrangheta che avrebbero esplicitamente fatto sapere di aver votato <strong>Lega</strong> alle elezioni del 2018. Adesso aggiunge un’altra preoccupazione: “Mi sembra che sono sempre meno gli abitanti di Messina a esprimere perplessità sull’utilità del Ponte sullo stretto”. E aggiunge che secondo lui dipende anche dalle conseguenze psicologiche del dopo pandemia. <strong>Simona, amministratrice di una tipografia di Messina, dice che non è una questione di essere favorevoli o contrari, ma ragionevoli:</strong> “Per arrivare da Messina al centro della Sicilia io ci metto tre o quattro ore, per non parlare di altri posti più lontani, come Agrigento o Trapani, questo perché ci sono strade interne da anni in rifacimento o in costruzione, quella sarebbe la priorità”.</p>
<p>Michela, imprenditrice, va più nel dettaglio: “Un inganno a diversi livelli, soprattutto logistico e locale: il ponte non arriverà a Messina, dovremo fare almeno 15 chilometri per salire sul ponte, così nel lato calabro, non gioverà sicuramente a chi attraversa ogni giorno lo Stretto, che dovrà continuare a prendere il traghetto”. E poi, mi ricorda sempre Michela, <strong>per prendere un aereo, da Messina, devi andare a Catania, mentre ci sarebbe l’aeroporto di Reggio Calabria da potenziare</strong>, e sarebbe più comodo per chi abita a Messina, per esempio fino a qualche tempo fa c’era una navetta da Messina all’aeroporto di Reggio, adesso non so se c’è ancora”.</p>
<p>La mattina siamo stati con Giacomo al presidio, c’erano un centinaio di persone davanti i tornelli, oltre i quali c’è la <strong>Nave della Caronte</strong>, dove si è svolto l’incontro tra Salvini e i due presidenti della Regione, il tutto organizzato dalla <strong>Cisl</strong>, per questo uno dei militanti che tiene il microfono in mano indica la Cisl come complice di <strong>“questa scenetta propagandistica”.</strong> Faccio una foto a una signora che espone un cartello con scritto <strong>“14,6 miliardi di euro di Tasse per tutti”</strong>. Poi un’altra con il cartello con scritto <strong>“75 torrenti da mettere in sicurezza”</strong>.</p>
<p>Mi dicono che fanno parte di un<strong> Comitato No Ponte Capo Peloro</strong>, che è la località dove dovrebbe essere costruito il Pilone del lato siciliano del Ponte. “Abbiamo stampato 10 cartelli con i dati”, mi dice Francesca, la signora del cartello con i dati su miliardi e tasse per tutti. 14 miliardi sono i soldi previsti per la realizzazione del Ponte, invece, mi dice Francesca, “Salvini ha bloccato 500 milioni per le navi green, cioè quelle elettriche che dovevano sostituire quelle a carbone altamente inquinanti”.</p>
<p>Un’altra signora tiene fra le mani il cartello con scritto “10 anni! <strong>Viadotto Ritiro incompiuto</strong>”. Mi spiegano che si tratta di un viadotto in costruzione che passerebbe sopra il quartiere Ritiro, da dieci anni in costruzione, “e loro vorrebbero finire in nove anni il Ponte!?”, conclude Francesca con una espressione dubbiosa. E poi aggiunge, ricordandomi del prossimo appuntamento ufficiale del <strong>Movimento No Ponte</strong>: “E ne faremo altri di questi cartelloni, per la manifestazione del 17 giugno 2023 a <strong>Torre Faro</strong>”. Proprio come tanti anni fa, forse è diminuito il numero dei partecipanti, ma è sempre un’occasione per sentire le voci di chi abita i territori che subiscono decisioni prese dall’alto.</p>
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