<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>pagine Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/pagine/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/pagine/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Sun, 09 Mar 2025 16:33:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Cent&#8217;anni di solitudine. Il capolavoro di Márquez che mai tramonta</title>
		<link>https://www.borderliber.it/cento-anni-solitudine-marquez/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 01:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Buendia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
		<category><![CDATA[pagine]]></category>
		<category><![CDATA[Realismo Magico]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=10037</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone. In copertina: &#8220;Cent&#8217;anni di solitudine&#8221; di Gabriel Garcia Márquez, Mondadori, prima edizione 1967 &#8220;&#8230; perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra”. Pensavo che nulla potesse superare “La casa degli spiriti” di Isabelle Allende, e invece mi trovo a parlare di un libro che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/cento-anni-solitudine-marquez/">Cent&#8217;anni di solitudine. Il capolavoro di Márquez che mai tramonta</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Letizia Falzone. In copertina: &#8220;Cent&#8217;anni di solitudine&#8221; di Gabriel Garcia Márquez, Mondadori, prima edizione 1967</strong></em></p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8220;&#8230; perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine<br />
</em><em>non avevano una seconda opportunità sulla terra”.</em></p>
<p>Pensavo che nulla potesse superare <strong>“La casa degli spiriti”</strong> di <strong>Isabelle Allende</strong>, e invece mi trovo a parlare di un libro che lo supera a dismisura. Credo sia stata una delle letture più straordinarie della mia vita.</p>
<p><strong>Cent’anni di solitudine</strong> non è un libro per tutti. Se letto nel momento sbagliato potreste decidere di abbandonarlo. Ma, se invece lo leggete quando il vostro animo è predisposto alla magia, al mito, all’illusione, ad un intricato gioco di specchi e labirinto di trame intrecciate, allora potrebbe diventare uno dei vostri libri del cuore. Come è successo con me.</p>
<p><strong>Voglio spiegarvi l’origine di questo romanzo. </strong>Gabriel Garcia Márquez è uno degli autori simbolo del cosiddetto <strong>“Realismo Magico”</strong>. Uno stile narrativo nato in <strong>Spagna</strong> nel <strong>XX secolo</strong> in cui si mischiano elementi reali e soprannaturali senza che questi ultimi risultino tali. Si tratta dunque di mondi, paesi e momenti storici reali in cui si verificano fatti straordinari che rispecchiano la cultura e le tradizioni della Spagna.</p>
<p><strong>Cent’anni di solitudine</strong> è considerata l’opera più rappresentativa di questo genere letterario. Pubblicato il <strong>5 giugno del 1967,</strong> vendette in sole due settimane ottomila copie facendo il tutto esaurito. Márquez, al quale ottomila copie per la prima stampa parevano un numero esagerato, rimase sbigottito dal successo. Da allora il successo di quest’opera non si è mai arrestato. Nei tre anni successivi alla prima pubblicazione ha venduto 600.000 copie. A oggi parliamo di oltre 50 milioni di copie vendute dalla pubblicazione.</p>
<p><strong>Cent’anni di solitudine</strong> è la storia della famiglia <strong>Buendía</strong> e del villaggio, chiamato <strong>Macondo</strong>, fondato dai sui capostipiti: <strong>Ursula e José Arcadio</strong>. La saga comincia con la paura di Ursula che, essendo la cugina di José Arcadio e una donna saggia ma superstiziosa, teme di generare un figlio con la coda di maiale. La famiglia però nel frattempo si moltiplica normalmente con il passare del tempo e sembra proprio che tutti i componenti vogliano inconsapevolmente inseguire un solo destino:<strong> quello di generare un figlio con la coda di maiale.</strong></p>
<p>Il romanzo straborda di personaggi con personalità, caratteristiche e aspirazioni diverse le une dalle altre e il cui unico denominatore comune è la solitudine: <strong>la solitudine da cui sembra impossibile scappare e dalla quale non possono nascondersi.</strong> Nella visione della vita di Márquez, sembra non esserci via d’uscita dal dolore, dalle sofferenze e dalle disgrazie, se non l’accettazione del destino e l’attesa della morte, che fa scivolare inevitabilmente qualsiasi cosa nell’oblio.</p>
<p>Márquez riesce a racchiudere in quest’opera svariati temi, come l’isolamento, la scienza, la magia, i miti, il tempo e la resurrezione adottando uno stile tutto suo. La storia, infatti, è narrata con uno stile elaborato e personale, ricco di prolessi che anticipano drammaticamente gli avvenimenti ancora da narrare. Così, nonostante si sappia già in che modo si concluderà la vita di ogni singolo personaggio, non si sa quali siano le cause e le circostanze che lo guidano a tale destino: perché forse, talvolta, l’importante non è la meta, ma è il viaggio che ti riporta a giungere tale meta.</p>
<p>Ogni personaggio insegue una meta, che alla fine si rivela effimera: <strong>dagli amori irraggiungibili o proibiti dei personaggi femminili, ai sogni, il più delle volte mai realizzati, dei personaggi maschili.</strong> Tutto il racconto è come una ruota che, appunto, nel giro di cent’anni, ritorna sempre al punto di partenza: ogni “eroe” vive il suo destino ineluttabile di solitudine. Una sorta di circolo vizioso da cui pare non si possa uscire. I Buendía, le cui sette generazioni sono i protagonisti, sono segnati da un destino che si ripete per ogni discendente.</p>
<p>Una narrazione tumultuosa, una favola insonne, una magia del racconto, un fiume di parole che sa di parto prodigioso, una maledizione che sa di fiabesco, un dannato ritmo strategico e proletario. Márquez t’incanta, non con la grammatica, ma con il fascino di un enorme racconto da focolare.</p>
<p>Márquez ci consegna il suo più forte messaggio con grande genialità: <strong>raccontandoci una favola per adulti</strong>. Un mondo di lucida follia, nel quale entriamo come <strong>Alice nel Paese delle Meraviglie</strong> e non dobbiamo stupirci se qui tutto può succedere. Girando l’ultima pagina del libro, ho sperimentato quello che la famiglia <strong>Buendía</strong> ha vissuto per cento anni: una profonda solitudine.</p>
<p>Ho sentito subito la mancanza dei personaggi che mi hanno accompagnata in questo viaggio e non vedo l’ora di tornare presto a Macondo grazie alla serie che sbarcherà su Netflix dedicata proprio al romanzo di Marquez.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/cento-anni-solitudine-marquez/">Cent&#8217;anni di solitudine. Il capolavoro di Márquez che mai tramonta</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">10037</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Di finzioni e di aspirazioni legittime e presunte</title>
		<link>https://www.borderliber.it/di-presunte-finzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 01:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[commenti]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[pagine]]></category>
		<category><![CDATA[Premi]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Bernhard]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5782</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano Che bello scrivere senza troppi interessi, lasciando che le parole vadano per conto proprio, infischiandosene dei tremori di costume, delle vergogne e di come fin quando un senso di nausea non ti prende la bocca dello stomaco e risale fin su, su dove lingua e denti hanno finito di sagomare le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/di-presunte-finzioni/">Di finzioni e di aspirazioni legittime e presunte</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>Che bello scrivere senza troppi interessi, lasciando che le parole vadano per conto proprio, infischiandosene dei tremori di costume, delle vergogne e di come fin quando un senso di nausea non ti prende la bocca dello stomaco e risale fin su, su dove lingua e denti hanno finito di sagomare le sillabe, e tu emetti solo suoni incomprensibili, alieni. Dice qualcosa del genere &#8211; <em>lasciatemi parafrasare</em> &#8211; Thomas Bernhard nel suo <em>I miei premi</em>, in cui descrive quelle sedute in cui la letteratura e l&#8217;arte venivano prese a calci in culo da accademici e Vip di ogni categoria. Lui racconta di quando lo hanno scambiato per una scrittrice, di quando hanno sbagliato il suo nome, di quando lo hanno preso per olandese, nonostante fosse austriaco, di quando il Ministro si è arrabbiato per il suo discorso di ringraziamento durante una cerimonia.</p>
<p>Racconta anche che in un primo momento aveva tutte le intenzioni di abbandonare il mondo delle lettere, così infido e piccolo, composto di uomini a caccia di un potere falso e adulatorio. Tutto questo avvenne subito dopo aver pubblicato il suo primo romanzo, ossia <em>Gelo</em>. Ci rimase così male che trovò conforto in un altro lavoro, ovvero il camionista. Bernhard portò birra in giro per l&#8217;Austria. Gli piacque molto, chissà quanto fu formativa per lui quella esperienza.</p>
<p>D&#8217;altronde, l&#8217;unico motivo per cui lui continuava a ritirare premi era l&#8217;assegno in denaro che gli elargivano alla fine della cerimonia, poi quei soldi li scialacquava nel migliore dei modi. Manco questo vien dato oggi se non a pochi fortunati. Leggere questo libro aiuta a schiarirsi le idee e anche ad avere meno pregiudizi sulla nostra epoca, ché lo schifo c&#8217;era prima e lo schifo c&#8217;è adesso. Tutto il mondo è paese. E come si ricorda sempre a chiunque voglia mettere &#8220;nero su bianco&#8221; le proprie storie, si tenga sempre presente che la scrittura è la cosa più inutile che si possa fare, perché tanto anche senza le pietre miliari della letteratura, il mondo sarebbe andato avanti lo stesso e, infatti, la maggior parte dell&#8217;umanità se ne fotte. Tutt&#8217;al più, questa energia creativa che potrebbe essere usata per altro, serve per elevarsi e per dare ai nostri giorni un sapore diverso, ma anche in questo caso il risultato non è garantito.</p>
<p>Ci si potrebbe anche elevare in egocentrismo. Allora possiamo anche continuare con un motto che sproni la nostra autostima, ossia <em>tutto è inutile proprio perché si fa</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/di-presunte-finzioni/">Di finzioni e di aspirazioni legittime e presunte</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5782</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dappertutto stando fermi di Luca Masala</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dappertutto-stando-fermi-di-luca-masala/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 02:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[L'Euridta]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[pagine]]></category>
		<category><![CDATA[Riflesso]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5773</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Rita Bompadre “Dappertutto stando fermi” di Luca Masala (L&#8217;Erudita, 2022 pp. 113 € 16.00) è un libro caratterizzato da una combattente espressività e da un&#8217;ampia intensità di significato. L&#8217;autore inscrive l&#8217;intuizione profonda dell&#8217;inquietudine attuale, attraversa l&#8217;abissale superficie del vuoto spirituale, comprende l&#8217;assenza di un principio solido di riferimento, sfida il conflitto ordinario contro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dappertutto-stando-fermi-di-luca-masala/">Dappertutto stando fermi di Luca Masala</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Rita Bompadre</strong></em></p>
<p>“Dappertutto stando fermi” di Luca Masala (L&#8217;Erudita, 2022 pp. 113 € 16.00) è un libro caratterizzato da una combattente espressività e da un&#8217;ampia intensità di significato. L&#8217;autore inscrive l&#8217;intuizione profonda dell&#8217;inquietudine attuale, attraversa l&#8217;abissale superficie del vuoto spirituale, comprende l&#8217;assenza di un principio solido di riferimento, sfida il conflitto ordinario contro l&#8217;estraneità emotiva, conosce il disorientamento esistenziale. La poesia di Luca Masala dichiara l&#8217;indefinibile disagio nei confronti della frammentata condizione vitale, lacera la crisi d&#8217;identità dell&#8217;uomo contemporaneo, rilegge la frenetica, contrastante, realistica spinta introspettiva.</p>
<p>I testi evidenziano la crisi dei valori, aggiungono il suggestivo incedere dei sentimenti lungo il cammino imprevedibile della vita, confermano la propria autonomia stilistica, continuano a sostenere la spietatezza delle difficoltà e l&#8217;accusa dell&#8217;incomunicabilità. Il poeta accorda l&#8217;impulsiva necessità di orientare un senso poetico alle relazioni umane, alla concezione del mondo, ritrova nel passaggio elegiaco l&#8217;interpretazione della memoria e del tempo. “Dappertutto stando fermi” è un suggerimento felice che arriva a destinazione, oltrepassa l&#8217;accelerazione delle umane distrazioni istintive, promuove un percorso lungo il senso contemplativo del ritmo interiore, in viaggio intorno alla consapevolezza.</p>
<p>Il libro ospita il luogo immutabile dei ricordi, racchiude la fragilità delle illusioni, scopre i frammenti della quiete. Luca Masala cerca la poesia in ogni ispirazione quotidiana, coglie l&#8217;essenza della qualità evocativa delle parole, ascolta la rivelazione del sentiero incontaminato dell&#8217;anima. Concentra la luce infinita della meraviglia scolpita nella sensazione dell&#8217;appartenenza, disegna la prospettiva indistinta della solitudine con immagini offerte al confronto con la realtà, nel precipizio di una distorsione temporale, nella metafora di una visione catartica. Rivolge lo sguardo all&#8217;entità romantica e dolorosa della misura etica della lontananza, tenta di ridurre la dilatazione della distanza e della vacuità.</p>
<p>“Dappertutto stando fermi” raggiunge la sensibilità del cuore, il territorio stabilito della reciprocità affettiva, regola la frequenza viscerale, tocca il termine di una permanenza dentro la dimora significativa del sentire, nel riflesso contraddittorio tra la continuità e la dimenticanza. I versi circondano la cognizione invisibile del disincanto, l&#8217;impulso malinconico e amaro del sogno fatalmente perduto. La corrispondenza della natura umana, in ostinata lotta tra equilibrio e stabilità, orienta l&#8217;armonia della poesia, indirizza la simmetria costante della staticità sospesa verso una dinamica empatica delle esperienze, filtra il percorso della semplicità.</p>
<p>La sostanza autentica di Luca Masala riflette l&#8217;autenticità e la purezza dell&#8217;arte poetica, compone l&#8217;estratto di ogni promessa di speranza, include la capacità profonda e coraggiosa dell&#8217;ascolto, l&#8217;efficacia confortante e sorprendente del pensiero. Luca Masala dichiara l&#8217;affabile sincerità, apre il solco tracciato della scrittura sulla strada della conoscenza, sulla complessità della dimensione percettiva, avvia la protezione della saggezza nelle tendenze innate dell’uomo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dappertutto-stando-fermi-di-luca-masala/">Dappertutto stando fermi di Luca Masala</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5773</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il giardino delle rose strappate. Annalena Cimino e la poesia della denuncia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/il-giardino-delle-rose-strappate-annalena-cimino-e-la-poesia-della-denuncia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 01:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cimino]]></category>
		<category><![CDATA[Dachau]]></category>
		<category><![CDATA[Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[pagine]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rose]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5747</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Sebastiano Impalà Trenta poesie intense quelle della poetessa caprese Annalena Cimino. Leggendole con estrema attenzione e, cercandone l’introspezione tipica dell’autrice, il lettore si immerge totalmente nei suoi versi in quanto li sente propri, voci narranti di un sentimento collettivo. Poesie di denuncia sociale, di frustrazioni ed aberrazioni che quotidianamente riempiono le pagine dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/il-giardino-delle-rose-strappate-annalena-cimino-e-la-poesia-della-denuncia/">Il giardino delle rose strappate. Annalena Cimino e la poesia della denuncia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Sebastiano Impalà</strong></em></p>
<p>Trenta poesie intense quelle della poetessa caprese Annalena Cimino. Leggendole con estrema attenzione e, cercandone l’introspezione tipica dell’autrice, il lettore si immerge totalmente nei suoi versi in quanto li sente propri, voci narranti di un sentimento collettivo.</p>
<p>Poesie di denuncia sociale, di frustrazioni ed aberrazioni che quotidianamente riempiono le pagine dei media. Sono liriche dettate da continui episodi di femminicidio, dove la donna, esempio di vita e continuità viene, non solo vilipesa e maltrattata ma spesso dimenticata dalle istituzioni.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-5748 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/12/il-giardino-delle-rose-strappate-copertina.jpg?resize=275%2C404&#038;ssl=1" alt="" width="275" height="404" data-recalc-dims="1" />Inoltre la Cimino si addentra, con estrema sagacia, nei meandri avvilenti della vita disperata dei migranti, vessati da viaggi di speranze che spesso si concludono con la morte, non dimenticando assolutamente le problematiche inerenti all’infanzia rubata. Lei vive sulla propria pelle tutti i disagi del mondo, analizza sé stessa e la società frammentaria e poco incline alla solidarietà, ne evidenzia tutti i comportamenti assorbendone le sfumature.</p>
<p>Nel contempo, però, mentre ne raccoglie le infinite negatività, le espone al mondo intero divenendo lei stessa portavoce e, da donna intelligente e sensibilissima, evoca speranze collettive di riscatto sociale, auspicando che l’uomo contemporaneo non perpetui gli errori del passato.</p>
<p>Nella poesia “Dachau” con parole sofferte ma delicate, rievoca i campi di sterminio, il silenzio della morte sui corpi degli innocenti martoriati dall’ignominia del nazismo. Tristezza e speranza, mai rassegnazione nei versi della poetessa, testimone del suo tempo ed amabile guerriera e, non potrebbe essere altrimenti, essendo lei donna, madre e soprattutto una grande ed ispirata poetessa dell’anima.</p>
<p>Da leggere con estrema cura, lasciandosi trasportare dalle onde del suo intenso lirismo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/il-giardino-delle-rose-strappate-annalena-cimino-e-la-poesia-della-denuncia/">Il giardino delle rose strappate. Annalena Cimino e la poesia della denuncia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5747</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Biblioteca di Sapri: undici mila volumi da consultare</title>
		<link>https://www.borderliber.it/biblioteche-a-sapri-undici-mila-volumi-da-consultare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2022 02:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mercadante]]></category>
		<category><![CDATA[pagine]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Manfredi]]></category>
		<category><![CDATA[Rugarli]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Sfogliare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=4119</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Biblioteca di Sapri: undici mila volumi da consultare&#8221; è un articolo di Roberta Manfredi. In copertina una foto fornita dall&#8217;autrice Parlare della biblioteca comunale “Biagio Mercadante” di Sapri, per me, è come parlare di casa; be’, allora il mio è sicuramente un punto di vista soggettivo, direte voi, ma vi posso garantire che il mio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/biblioteche-a-sapri-undici-mila-volumi-da-consultare/">Biblioteca di Sapri: undici mila volumi da consultare</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Biblioteca di Sapri: undici mila volumi da consultare&#8221; è un articolo di Roberta Manfredi. In copertina una foto fornita dall&#8217;autrice</strong></p>
<p>Parlare della biblioteca comunale “Biagio Mercadante” di Sapri, per me, è come parlare di casa; be’, allora il mio è sicuramente un punto di vista soggettivo, direte voi, ma vi posso garantire che il mio affetto per quel luogo e per le persone che ci gravitano intorno si basa su moltissime componenti oggettive.</p>
<p>Con i suoi oltre 11.000 libri catalogati e moltissimi altri in fase di catalogazione, tra cui recentissime acquisizioni di nuove pubblicazioni, la biblioteca “Biagio Mercadante” presenta un patrimonio ampio e variegato che consente ai lettori di spaziare dalla letteratura (italiana, ma anche in inglese, francese, tedesco) alla saggistica sui più disparati argomenti (religione, filosofia, storia dell’arte), proponendo una vasta gamma di titoli riguardanti la storia più strettamente correlata al territorio: gli scritti di Carlo Pisacane, le narrazioni romanzate o meno della sua sfortunata spedizione, quelli di Mercantini; per giungere all’offerta di resoconti di autori locali.</p>
<p>Si tratta del patrimonio bibliografico più grande del circondario che si fregia di annoverare anche il “Fondo Rugarli”, la biblioteca personale del compianto autore de “Il nido di ghiaccio” che tanto amò Sapri e il Cilento; oltre anche a numerosi libri rari stampati a partire dal XVII secolo. Un patrimonio non solo in costante crescita, ma che si propone di soddisfare qualsiasi esigenza dei propri utenti, grazie all’istituzione, a partire dal 2018, del servizio di prestito <em>interbibliotecario </em>che ha fatto seguito all’inserimento della “Mercadante” nell’SBN, il Servizio Bibliotecario Nazionale che unisce tutte le biblioteche d’Italia, registrando tutti i titoli in possesso di ciascuna.</p>
<p>Ciliegina sulla torta? La cordialità e il sorriso della bibliotecaria, Marina Dattola vi riserveranno un’accoglienza più calorosa di un abbraccio; sarà lei a guidarvi nell’infinità di <em>saperi</em> e di emozioni contenute in ogni libro a disposizione, riuscendo sempre a trovare quello che più fa per voi.</p>
<p>Con il recentissimo trasferimento in una sede più ampia che consente una maggiore divisione delle varie sezioni bibliografiche, corredata anche di un grande giardino, la “Mercadante” riprende con nuovo vigore a perseguire la propria vocazione di unire e valorizzare i talenti e le competenze locali al fine di far crescere il territorio e creare un luogo confortevole in cui operare. Adesso, del resto, la biblioteca è anche un centro culturale, fucina e propulsore di nuove idee e nuovi modi di comunicare. Non sono infatti stati pochi, nel corso degli anni, gli eventi ivi realizzati anche e soprattutto con collaboratori attivi sul territorio: dalle varie rassegne letterarie agli incontri di filosofia, giornalismo, fisica, antropologia, fotografia…</p>
<p>Pronta ad accogliere sempre nuovi libri, sempre nuovi talenti e competenze, sempre nuove idee, la biblioteca comunale “Biagio Mercadante” continua a lavorare per regalarvi ogni giorno nuove esperienze e nuove emozioni.</p>
<p>Che dire? Restate collegati e se passate da Sapri, veniteci a trovare!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/biblioteche-a-sapri-undici-mila-volumi-da-consultare/">Biblioteca di Sapri: undici mila volumi da consultare</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4119</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
