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	<title>giallo Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>La sorellina: semplicemente Raymond Chandler</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-sorellina-chandler-adelphi-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 06:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La sorellina&#8221; di Raymond Chandler, Adelphi, 2026 Cosa vuoi dire di Raymond Chandler? Cosa vuoi aggiungere ai suoi romanzi? Una colonna della letteratura può aprirti gli occhi e può farti capire quanto sia diversa oggi la situazione. Ma anche questo è un esercizio già svolto da molti. Cosa dire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La sorellina&#8221; di Raymond Chandler, Adelphi, 2026</strong></p>
<p dir="ltr">Cosa vuoi dire di <strong>Raymond Chandler</strong>? Cosa vuoi aggiungere ai suoi romanzi? Una colonna della letteratura può aprirti gli occhi e può farti capire quanto sia diversa oggi la situazione. Ma anche questo è un esercizio già svolto da molti.</p>
<p dir="ltr">Cosa dire quindi di &#8220;<strong>La sorellina</strong>&#8220;? Io potrei farla finita con questa affermazione: è semplicemente Chandler. Ristampato da <strong>Adelphi</strong>, che sta provvedendo a ripubblicare l&#8217;intera produzione dello scrittore statunitense, questo romanzo ci fa vedere quanto il noir e l&#8217;hard boiled non sono generi di serie B, ma lo sono diventati nel tempo per effetto della sovrapproduzione. Tra qualche anno diremo la stessa cosa dell&#8217;autofiction.</p>
<p dir="ltr">Anche tra queste pagine, <strong>Chandler</strong> fa quello che sa fare, ossia porta in scena il suo <strong>Marlowe</strong> e gli fa indossare i suoi soliti panni da essere umano, che lo hanno reso un&#8217;icona. Gli ingredienti sono sempre quelli: ironia nei dialoghi; situazioni grottesche ma verosimili; la vita con tutti i suoi &#8220;perché&#8221; probabili e improbabili. Tutte cose che nel tempo troppi hanno cercato di copiare, di riprodurre, ma senza lo stesso successo. Basti pensare che questo romanzo è del 1949 e, a leggerlo oggi, non stanca e non appare noioso.</p>
<p dir="ltr">&#8220;<strong>La sorellina</strong>&#8221; è un caso di omicidio in cui l&#8217;investigatore privato Marlowe si trova coinvolto. Tutto nasce dall&#8217;apparizione fugace, nel suo ufficio, di una giovanissima che cerca suo fratello. Una che a prima vista diresti che è picchiata di testa, ma che riesce a incuriosire il maldestro Marlowe. Il resto è una traversata in un mondo di intrighi, sospiri, punti interrogativi e personaggi tormentati in una Hollywood ombrosa.</p>
<p dir="ltr">Ma come detto, cosa rende così avvincente questo mix che potremmo trovare in uno dei tanti polizieschi che leggeremmo oggi? Be&#8217;, la risposta è facile facile, l&#8217;originalità che si assapora fin dalla prima pagina. Il fatto che si respiri un&#8217;atmosfera genuina che nasce da un processo interiore dello scrittore. <strong>Chandler</strong> modellò il suo <strong>Marlowe</strong> sulla base dei suoi difetti e delle sue virtù, ma gli riuscì meglio con i vizi. La sua capacità però è sempre stata quella di restare dietro il personaggio.</p>
<p dir="ltr">Attraverso <strong>Marlowe</strong>, <strong>Chandler</strong> non ha dovuto riscattare né sé stesso né una categoria. Non ci sono lotte politiche, sociali o di genere. Il suo Marlowe è un perdente anche quando vince: chiude il caso, ma la sua esistenza è sempre un casino. Usa le sue conoscenze per arrivare all&#8217;assassino, ma non riesce a risolvere sé stesso. Ma la cosa principale è che a Chandler non importa nulla di questo: Marlowe è solo uno spirito inquieto che sgorga dal suo animo e si muove in un mondo corrotto.</p>
<p dir="ltr">Insomma, &#8220;<strong>La sorellina</strong>&#8221; è un altro romanzo di Chandler da cui gli aspiranti scrittori di noir dovrebbero prendere spunto. Per noi lettori è una prova senza genere che, pagina dopo pagina, si fa sempre più piacevole e ci insegna qualcosa in più sulla letteratura.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La misura del tempo: Carofiglio e i cavilli della giustizia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-misura-del-tempo-carofiglio-recensione-falzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 23:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Avvocato]]></category>
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		<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone. In copertina: &#8220;La misura del tempo&#8221;. Gianrico Carofiglio, Einaudi, 2019 Una sera tardi l’avvocato Guerrieri ha un appuntamento inaspettato: una certa Lorenza Delle Foglie richiede con urgenza una sua consulenza. Lui è dubbioso; tanti anni prima ha avuto una relazione con una donna molto più grande di lui, che si chiamava [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Letizia Falzone. In copertina: &#8220;La misura del tempo&#8221;. Gianrico Carofiglio, Einaudi, 2019</strong></p>
<p>Una sera tardi l’avvocato <strong>Guerrieri</strong> ha un appuntamento inaspettato: una certa <strong>Lorenza Delle Foglie</strong> richiede con urgenza una sua consulenza. Lui è dubbioso; tanti anni prima ha avuto una relazione con una donna molto più grande di lui, che si chiamava proprio in questo modo. Che sia lei? E cosa vuole da lui? Guerrieri con il suo fiuto da segugio sente odore di grossi guai.</p>
<p>Infatti: “Fece entrare una donna. Era alta, piuttosto magra, capelli corti grigi, e indossava una giacca di pelle un po’ larga, un po’ sformata”.</p>
<p>Lei, profondamente cambiata, gli chiede di assumere la difesa del proprio figlio, in carcere accusato dell’omicidio di uno spacciatore, considerato suo fornitore di droga. Già condannato senza speranza in primo grado, occorre preparare una difesa più accurata e anche più tecnica. <strong>Guido</strong> riuscirà in un compito che si annuncia perdente già dall’inizio?</p>
<p>Incomincia in questo modo: “Una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.”</p>
<p><strong>&#8220;La misura del tempo&#8221;</strong> è proprio questo. Un dotto quanto fascinoso racconto intessuto di giustizia, processi, iter giudiziali. Pagine e pagine con descrizioni di strategie processuali, spiegazioni di cavilli inusitati e poco comprensibili. Non un giallo, <strong>ma la spiegazione di come si costruisce e si mette in pratica una difesa</strong>. Io, cultrice del diritto, l’ho trovato ammaliante.</p>
<p>Lo stile del romanzo è accurato, coinvolgente, riflessivo, a volte adornato da una sottile ironia utile a stemperare; capace di dosare perfettamente dialoghi e narrazione. L’autore non strizza continuamente l’occhio al lettore, non vuole farlo contento a ogni costo con scelte banali volte a regalargli una leggerezza passeggera; l’autore vuole lasciare il segno.</p>
<p>Non ha paura di soffermarsi su verità scomode e difficili da digerire, a volte angoscianti; è infatti consapevole che questo spingerà il lettore a fermarsi a ponderare quel che ha appena letto, regalandogli l’impagabile sensazione di aver letto qualcosa di vero, non contraffatto da artificiosi addolcimenti. La dolcezza c’è come c’è nella vita: <strong>a piccole dosi, senza ignorare i momenti difficili che a quella dolcezza danno una marcia in più.</strong></p>
<p>La figura dell’avvocato Guerrieri è praticamente viva: <strong>un personaggio così ben reso da poter credere di incontrarlo</strong>, un giorno o l’altro, lungo la strada di casa. Afflitto da dilemmi, vittima di debolezze e capace di piccoli atti d’eroismo, Guerrieri è un personaggio in cui ogni lettore può vedere una parte di sé stesso e (sono sicura) anche l’autore ha messo moltissimo del suo essere.</p>
<p><strong>L’avvocato Guerrieri</strong> non siamo altro che noi con la toga: noi lettori e oratori che, ogni due per te, buttiamo lì una citazione o un fattarello letto, ascoltato, chissà dove, da chi. Noi che soffriamo di inquietudine notturna e ci ritroviamo svegli alle due e venti del mattino a leggere articoli dai titoli astrusi. Guerrieri parla al suo sacco da boxe come noi parliamo al nostro animale domestico, o alla nostra matita preferita, ponendole dubbi, questioni e attendendo una risposta, fino a sfociare quasi nel patologico, diremmo.</p>
<p>Guerrieri è, essenzialmente, un buono: <strong>pensa e ripensa a come dire di no a qualcuno e poi, alla fine, inevitabilmente dice di sì.</strong> È un personaggio ironico e autoironico, ma guai a dargli del vecchio; si perde in lunghe divagazioni pur di rimandare qualcosa che deve fare; ammette di essere banale, a volte, e di pensare troppo.</p>
<p>Guerrieri è come noi quando riflette su questo tempo che corre, veloce eppure indolente, e che si ripete e sembra non sorprenderci più, ma sa che è ancora possibile lasciarsi stupire: “Mi piacerebbe tanto, se capitasse di nuovo. Forse potrebbe essere proprio lo stupore – se fossimo capaci di impararlo – l’antidoto al tempo che accelera in questo modo insopportabile”.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta la recensione di &#8220;La misura del tempo&#8221;, allora </em><strong><a href="https://www.borderliber.it/dicker-animale-selvaggio/">clicca qui e leggi anche &#8220;Un animale selvaggio di Joël Dicker&#8221;</a></strong></p>
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		<title>&#8220;La stanza di Osvaldo&#8221; di Giuseppe Scaglione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-stanza-di-osvaldo-scaglione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2023 02:49:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Border News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Redazione. In copertina: &#8220;La stanza di Osvaldo&#8221; di Giuseppe Scaglione Un anziano professore si rivolge a Paolo Saliani, avvocato penalista, per ottenere la riapertura delle indagini sulla morte del figlio, ucciso trent’anni prima senza che sia mai stato trovato il colpevole. Saliani accetta, perché comprende che l’inchiesta è stata superficiale, condotta in un’unica direzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Redazione. In copertina: &#8220;La stanza di Osvaldo&#8221; di Giuseppe Scaglione</strong></p>
<p>Un anziano professore si rivolge a Paolo Saliani, avvocato penalista, per ottenere la riapertura delle indagini sulla morte del figlio, ucciso trent’anni prima senza che sia mai stato trovato il colpevole. Saliani accetta, perché comprende che l’inchiesta è stata superficiale, condotta in un’unica direzione e viziata dal pregiudizio, ma soprattutto perché avverte una vaga affinità con la vittima: una persona sensibile, un umanista colto e appassionato di letteratura. Ascolta gli amici del giovane e la fidanzata, inizia a scavare dentro vizi e ipocrisie. Ma il caso si rivela sempre più difficile, finanche pericoloso per la sua stessa vita. Quando sembra che tutto sia insondabile e sfuggente, tra false piste e mezze verità, Saliani intuisce il movente del delitto in un segreto inconfessabile, gli abissi di un torbido assassino al quale non può impedire di uccidere ancora.</p>
<h4>Estratto di &#8220;La stanza di Osvaldo&#8221;</h4>
<p>L’aria era limpida, calma. La brezza di tramontana adesso era cessata, come tutti i venti del nord, al tramonto. Davanti a lui la luce radente insanguinava le fronde degli alberi; le loro ombre lunghe e oblique ora prendevano le forme più strane. Antichi guerrieri protesi all’urto della battaglia, animali al pascolo, madri curve nella cura. Camminò, lento, lungo il sentiero di polvere e pietre, con la faccia ramata dal sole nell’epifania rossa che precede il crepuscolo. L’ora che l’angosciava e l’affascinava ogni giorno, l’ora in cui sentiva di essere vicino a risolvere se stesso.</p>
<h4>L’Autore</h4>
<p>Giuseppe Scaglione scrive recensioni e note critiche di arte, poesia e narrativa. Cura presentazioni di libri, mostre, convegni e altri eventi culturali. Dal 2016 ha un proprio sito “Correlazioni – Pagine di cultura” dove pubblica approfondimenti e recensioni d’arte, poesia e narrativa. È componente della commissione di valutazione per la narrativa edita del “Premio accademico internazionale di letteratura contemporanea Lucius Annaeus Seneca”. È presidente della commissione di valutazione del Premio letterario per inediti di poesia e narrativa “Fondazione Montanaro”. Nel 2017 ha pubblicato il noir La figlia, nel 2019 il romanzo di formazione La verità del mare e nel 2021 il noir L’ultima notte. Ha partecipato alle raccolte di racconti Oltre il vetro (2020) e C’era una nota in Puglia (2021).</p>
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		<title>Uno studio in rosso: una trama misteriosa ed avvincente</title>
		<link>https://www.borderliber.it/uno-studio-rosso-doyle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 02:07:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Adriana Sabato. In copertina: &#8220;Uno studio in rosso&#8221; di Arthur Conan Doyle, edizione Feltrinelli Trovo il libro in soffitta fra vecchi testi scolastici e romanzi di ogni genere. Soffio via la polvere e riscopro un grande autore: Arthur Conan Doyle, lo scrittore inglese creatore del famoso Sherlock Holmes considerato tra i fondatori del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Adriana Sabato. In copertina: &#8220;Uno studio in rosso&#8221; di Arthur Conan Doyle, edizione Feltrinelli</strong></em></p>
<p>Trovo il libro in soffitta fra vecchi testi scolastici e romanzi di ogni genere. <strong>Soffio via la polvere e riscopro un grande autore: Arthur Conan Doyle</strong>, lo scrittore inglese creatore del famoso <strong>Sherlock Holmes</strong> considerato tra i fondatori del genere giallo e fantastico. Il genere del racconto giallo e le trame un tantino misteriose mi hanno sempre attratto trascinando la mia fantasia in realtà non del tutto immaginarie, con quella giusta dose di suspence che non procura ansie immotivate. E la mente spazia superando sovraccarichi alle volte eccessivi: <strong>meglio non depauperare le risorse naturali.</strong></p>
<p>Il libro si divide in due parti che raccontano due storie diverse, ma collegate tra loro. Si narra inizialmente l’incontro tra <strong>Sherlock Holmes e Watson</strong>, il primo dotato di una mente molto acuta e il secondo un ex militare dell’esercito britannico. Entrambi sono in cerca di un alloggio e decidono di andare a vivere insieme. Intanto gli agenti di <strong>Scotland Yard</strong> presentano a <strong>Holmes</strong> un nuovo caso di assassinio, in cui il corpo fu ritrovato in una casa abbandonata. Analizzando il caso, grazie anche alla presenza del nuovo amico Watson, <strong>Holmes riesce a trovare quasi subito la risoluzione del crimine</strong>, aiutato anche da piccoli dettagli che gli agenti si lasciano sfuggire.</p>
<p>Uno studio in rosso è un libro adatto a chi ama trame intriganti e misteriose, ma allo stesso tempo possiede anche il fascino di un buon racconto giallo. È molto coinvolgente soprattutto grazie alle deduzioni, ai ragionamenti e alla logica di <strong>Sherlock Holmes</strong>, che rendono partecipe il lettore al racconto e lo spingono a indagare insieme a lui: <strong>tali deduzioni e modi di ragionare all’inizio sembrano infondati</strong>, ma successivamente si rivelano perfette in ogni singolo particolare.</p>
<p>Inoltre ciò che rende interessante la lettura è l’utilizzo della suspence che lo rende più emozionante ed anche l’uso di <strong>flashback</strong> e <strong>descrizioni scientifiche</strong> fatte nei minimi dettagli.</p>
<p>Di seguito, un passaggio dalle pagine finali del libro in cui il colpevole, scoperto e assicurato alla giustizia, ha reso piena confessione. <strong>Watson, non ancora soddisfatto, vuole conoscere da Holmes il modo in cui lo smascheramento è stato possibile.</strong> Ecco come Holmes ricostruisce il proprio ragionamento: Le ho già spiegato che le circostanze fuori dal comune, di solito, rappresentano una guida anziché un ostacolo. Nel risolvere un problema di questo genere l’essenziale è saper ragionare a ritroso. Questa è una tattica utile e saggia, ma pochi se ne servono, forse perché, nella vita di ogni giorno, è più pratico fare seguire al ragionamento la direzione del tempo.</p>
<p>La lettura è molto scorrevole e il romanzo è veramente avvincente. <strong>Consigliata vivamente la lettura agli appassionati del genere giallo e poliziesco.</strong></p>
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		<title>I gialli di Villaverde. Giuseppe Macauda e &#8220;il sangue del Sud&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/villaverde-giuseppe-macauda-e-il-sangue-del-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 01:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Sebastiano Impalà I dieci racconti che compongo questa raccolta del poeta e giallista modicano possiedono una valenza narrativa ed emotiva estremamente particolare. Il lettore che si avvicina alla lettura ne capta immediatamente la trama, non per una mera e semplicistica conclusione, bensì per la scorrevolezza e la limpidezza della scrittura. Macauda è un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Sebastiano Impalà</strong></em></p>
<p>I dieci racconti che compongo questa raccolta del poeta e giallista modicano possiedono una valenza narrativa ed emotiva estremamente particolare. Il lettore che si avvicina alla lettura ne capta immediatamente la trama, non per una mera e semplicistica conclusione, bensì per la scorrevolezza e la limpidezza della scrittura.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-5630 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/11/i-gialli-di-villaverde.jpg?resize=401%2C401&#038;ssl=1" alt="" width="401" height="401" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/11/i-gialli-di-villaverde.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/11/i-gialli-di-villaverde.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" data-recalc-dims="1" />Macauda è un giallista sui generis e nei suoi scritti diffonde emozioni e sentimenti dove altri non arrivano, protesi a riempire pagine con efferati delitti, imbrattandone i fogli con sanguinarie descrizioni delittuose ed omicidi a volte imbarazzanti. Il maresciallo Aldo Briggi, protagonista assoluto di questa raccolta, è soprattutto un uomo, prima di essere un rappresentante della legge, un pacifico uomo che ama la storia ed adora il trekking.</p>
<p>Non è di indole focosa e fumantina come il più famoso Salvo Montalbano di Camilleri, ma possiede quella tranquillità interiore e quell’indolenza tipica degli uomini del Sud, frustati quotidianamente da un sole accecante ed assorbiti in quella natura avvolgente e ammaliante tipica delle campagne siciliane.</p>
<p>Sia Briggi che Montalbano sono però due uomini estremamente schivi e timidamente solitari, l&#8217;uno cammina di mattina e l&#8217;altro nuota ed ambedue approfittano dei silenzi per giungere alla conclusione delle loro indagini in quanto dotati di un’intelligenza dinamica.</p>
<p>Spiluccando i racconti, infine, troverete delle descrizioni assai doviziosi dei luoghi ove gli stessi sono ambientati, carichi di bellezze architettoniche e paesaggistiche che il nostro autore modicano ama in modo viscerale e che riesce a renderle palpabili anche al lettore più distratto.</p>
<p>Per questo motivo ne consiglio caldamente la lettura, per la sensibilità dei personaggi, per la loro grande umanità ma, soprattutto per quel torrente di “vibrante poesia” che scorre nelle loro vene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/villaverde-giuseppe-macauda-e-il-sangue-del-sud/">I gialli di Villaverde. Giuseppe Macauda e &#8220;il sangue del Sud&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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